La leggenda del cacciatore di vampiri – Timur Bekmambetov

Abramo Lincoln (Benjamin Walker) …..si, proprio l’ex presidente degli Stati Uniti….. da piccolo ha visto sua madre morire a seguito di una malattia causata dal morso di un vampiro, tale Jack Barts (Marton Csokas). Per questo, divenuto adulto, decide di uccidere l’assassino ma rischia di morire nello scontro e si salva solo grazie dall’intervento provvidenziale di Henry Sturgess (Dominic Cooper) il quale se ne fa carico e lo addestra per diventare un cacciatore di vampiri (..sigh..). Il giovane Lincoln viene quindi inviato a Springfield (!!!) dove inizia la sua missione alternandola al lavoro nel negozio la_leggenda_del_cacciatore_di_vampiri1di Joshua Speed ( Jimmi… Simpson!!!). In questo marasma riesce a conoscere una donna, ritrovare un vecchio amico e gettarsi in politica capendo che i vampiri in realtà..e da qui in poi è meglio evitare il film come una delle peggiori pestilenze mai viste sulla faccia della terra.

Merda allo stato purissimo.

Nemmeno Walter White avrebbe potuto arrivare ad un tale livello di raffinazione se invece di sintetizzare metanfetamine si fosse lanciato nel mercato dello sterco. E non è nemmeno questione di avere il palato raffinato perché ci troviamo di fronte all’indicibile, al patetico, al penoso oltre ogni limite, dovuto principalmente alla incapacità totale di non prendersi troppo sul serio.

Ed è esattamente quella la vena che rende geniali film come Bubba Ho-Tep (qui il libro) cheindexw raccontano una storia assurda ma con una ironia tale da mettere nella disposizione mentale del dire “ok, sto al tuo gioco”, la cui bravura risiede anche nel non perdere contemporaneamente di drammaticità. Allo stesso modo, sono sicuramente le visioni dissacranti a rendere pregevoli “capolavori” del trash come Jesus Christ Vampire Hunter ma solo se accompagnate dalla ricerca di una genuina complicità con lo spettatore verso cui il messaggio è “ho fatto questa roba con pochi soldi e tante idee, per divertire sia me che te nella consapevolezza che non sto cercando di girare un capolavoro”. Risultano infinitamente miimagesegliori perché rispettano le aspettative e stupiscono per la capacità di osare oltre ogni limite senza risultare comunque sgradevoli. Cosa vuoi fare di fronte a un dio che parla tramite una coppa di gelato, se non ridere? La leggenda del cacciatore di vampiri invece è come se volesse convincerci, assumendo un contegno rigido e poco incline allo scherzo, che veramente Abramo Lincoln potesse andare in giro la notte a mozzare teste con un’accetta cosparsa di argento atteggiandosi ad una specie di arcaico Neo che combatte la sua guerra contro l’esercito del sud costituito da vampiri. Ed è proprio questa pretesa di plausibilità, il clima di dramma posticcio e l’austerità imposta che lo rendono insopportabile e “sacrilego” nei confronti di quella che è stata una figura di alta staturaimagesq morale più di quanto non sia un Gesù che ammazza vampiri che si nutrono del sangue di lesbiche. I Simpson hanno spesso ironizzato sui loro grandi presidenti (Kennedy che in realtà sarebbe all’inferno, Bush rissoso e violento o proprio lo stesso Lincoln che, vestito da sposa, bacia Washington e poi tocca il sedere a Homer nel finale di puntata) ma dentro a premesse che concedono ogni esagerazione perché espresse con arguzia, intelligenza  e umorismo.

Recitazione inesistente. Benjamin Walker è piatto, monolitico, inespressivo, con lo sguardo vacuo e immobile, tranne quando è pesto e insanguinato perché non lo si vede in faccia. Jimmi Simpson e Alan Tudyk (che non sarebbe nemmeno male, basti pensare a Funeral Party) sono trascurabili quanto inutili. I malvagi vampiri Maindexqrton Csokas e Rufus Sewell sono talmente piatti e privi di personalità da essere praticamente interscambiabili e si smette di fare confusione solo quando muore uno dei due (non vorrei mai rivelare quale, sorpresona!). Mary Elizabeth Winstead è anonima e scialba mentre Erin Wasson ha dalla sua parte di essere una modella incredibilmente bella e di parlare veramente poco. A confronto con questa desolazione è quasi normale che Dominic Cooper, che pure è pessimo e pare un mix letale di Karl Urban (Red, Chronichles of Riddick..) e Tiziano Ferro con gli occhioni sgranati di Chris Tucker, sembri leggermente migliore degli altri..

Il regista Timur Bekmambetov merita che si spendano due parole. Nel contesto di questo film si vede che c’è una buona mano nel dirigere le sequenze d’azione, peccato si perda nell’esasperazione, nei rallenty inutili, in una fotografia fatta di colori abbastanza casuali oltre ogni umana sopportabilità e nell’elaborazione digitale che dovrebbero nascondere, insieme al indexcontinuo intercedere di fatti, la totale inconsitenza e insulsaggine di questo film, senza ovviamente riuscirci. Invece di tenere incollati riesce ad ottenere solo una noia abissale ed una distanza incolmabile perché a causa di un intercedere troppo spedito non lascia nemmeno il tempo di digerire i fatti che vengono dati tutti parecchio per scontati. Eppure I guardiani della Notte e I guardiani del Giorno (sempre tematiche vampiresche) non dovrebbero essere così osceni (per impressione e sentito dire)..

Da evitare assolutamente, non vale nemmeno la carta su cui è stata scritta la sceneggiatura, tratta dall’omonimo libro dello stesso autore di Orgoglio e pregiudizio e Zombie..

…ma si sa che i libri spesso sono migliori dei film…

Giudizio in minuti di sonno: mi addormento poco prima che Lincoln incontri il suo vecchio amico e perdo qualche scena. Alla fine del film riavvolgo per capire come si erano incontrati nuovamente e scopro che semplicemente era entrato nel negozio dove lavorava.

Ah.

Si vede che dovevano incontrarsi per forza.

Peccato essere stato sveglio e averlo visto tutto alla prima.

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