Senza capo né coda ora disponibile su Amazon

Dalla Presentazione:

“Quando penso a questa raccolta di racconti mi viene subito in mente l’immagine di un album di fotografie.

Mi è capitato qualche volta di osservare il rapporto di Davide Tarozzi con le foto. È uno diSenza capo né coda quei fotografi che impiegano un tempo eccessivo nella ricerca della giusta luce e inquadratura, che si perdono per fotografare un adesivo che colpisce la loro attenzione e che si innamorano dei ritratti degli sconosciuti in treno. Uno di quelli che, credo, nello scattare una foto cerca un modo per mettere a fuoco anche un pezzetto di sé.

Senza capo né coda” è una raccolta di scatti casuali sul mondo di Davide e riassemblati in modo da assumere un senso e di raccontare la sua visione delle cose.

Alterna racconti carichi di caos, ritmo e colpi di scena ad altri ricchi di descrizioni articolate e precisi ritratti umani, lasciando spesso con un positivo senso di spiazzamento. Alcune di queste storie sono agitate da rabbia e violenza, altre ancora sono molto delicate e riflessive.

I protagonisti di Davide sono spesso gli emarginati e gli smarriti, o ancora bambini persi nel complicato percorso della crescita.

Il tutto è infine raccontato con un’ironia esplosiva e macabra, che lascia intendere che sì, viviamo in una realtà con aspetti desolanti e a volte anche ingiusti, ma che riderne può essere il modo migliore di combatterli.”

Marco Redaelli


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Due dialoghi reali della stessa giornata

Primo, in macchina:

Ragazza: – Hai visto quanti gabbiani qui intorno?

Ragazzo: – C’erano anche oggi nel campo dove sono andato a correre..

Ragazza: – Di solito seguono la spazzatura..

Ragazzo: – …..dici che mi stanno pedinando?

 

Secondo, ad un compleanno:

Prima Persona : – Avete visto la torta della bambina? Com’era?

Seconda persona: – Quadrata..

Terza persona: – Era a forma di torta..

Quarta Persona: – Sono abbastanza sicuro che ci fosse scritto il nome sopra!

Prima Persona: – Siete stati utilissimi.

#37#

Dopo 5 romanzi e sette storie brevi dedicate a Rocco Schiavone, Maurizio Gasparri scopre l’esistenza del vicequestore solo dallo sceneggiato televisivo.

Speriamo non impari mai a leggere o twitter rischierà il collasso.

Perché NON guarderò più le serie TV

Bart : <<No, non fumo.>>

Lucia : << Perché? C’è un perché si fuma e un perché non si fuma.>>

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Ormai è dalla fine della sesta stagione di The walking dead, per inciso una delle più inutili mai viste in cui per 16 puntate non succede un cazzo di niente, che la mia frequentazione con le serie TV è stata messa in serio dubbio.

Era cominciato tutto un paio di anni fa con il pretesto di migliorare l’inglese perché qualcuno mi aveva suggerito che con le serie è più facile “ci sia abitua alle voci e poi non è indispensabile capire tutto.” Verissimo. E raccogliendo suggerimenti ho visto tutto Breaking Bad, Sons of Anarchy, The Walking Dead, Shameless, Black Mirror, Mr. Robot, Narcos, Ash Vs. Evil Dead, qualcosa del Doctor Who, di Life On Mars, di American Horror Story e ovviamente mi sono rispolverato Friends per l’ennesima volta perché non mi stanco mai di riguardarlo. Potrei riprenderlo con i dialoghi in russo e comunque saprei di cosa stanno parlando per il numero delle volte che l’ho rivisto.

Poi qualcosa è cambiato.

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