Bubba Ho-Tep – Joe R. Lansdale

Elvis Presley non è morto e trascorre le sue giornate costretto per la maggior parte del tempo su di un letto nella casa di riposo Shady Grove insieme ad altri anziani come lui. Tra gli altri degenti ci sono Jack, un afroamericano su sedia a rotelle (e questo nonostante cammini perfettamente da solo) che sostiene di essere il presidente John Fitzgerald Kennedy, e una donna convinta di essere il famoso bandito Dillinger (giusto per rendere l’idea della media). Quando alcuni degli ospiti iniziano a morire misteriosamente Elvis e Jack trovano strani geroglifici dentro i bagni dell’ospizio..

Sinceramente non so bene da dove iniziare. Vorrei gridare al capolavoro ma il rischio di risultare troppo prossimo al ridicolo per risultare credibile quindi sono costretto a trattenermi fortemente, nonostante l’emozione di essere finalmente riuscito a leggere un libro a cui2006515 davo la caccia da almeno sette anni dopo aver visto l’eccellente (sono serissimo) trasposizione cinematografica per mano di Don Coscarelli. Tra l’altro ora posso anche affermare che la differenza tra il film e il libro è praticamente inesistente, si impiega persino la stessa quantità di tempo per guardare il primo e leggere il secondo.

La principale difficoltà di questo libro è quella prima di tutto di reperirlo perché è praticamente introvabile, in quanto fuori catalogo da anni, a meno di non rintracciare un diretto proprietario e contrattare per la sua copia usata. Rovistando su internet mi sono fatto l’idea che sia un libro per feticisti e di conseguenza chi lo vende, non solo solitamente non l’ha apprezzato (ne è pure schifato definendolo “volgare”), ma se ne approffitta pure vendendolo a prezzi assurdi di fronte alla richiesta esaltata di chi lo sta cercando inutilmente da una vita. La prima edizione nuova è venduta ad una cifra non solo semplicemente inavvicinabile ma pure totalmente folle, per questo non c’è stata nessuna esitazione nell’acquisto quando mi sono trovato di fronte ad una edizione usata di nessun valore (che non fosse quello dell’infinita soddisfazione di poterlo finalmente leggere peraltro interrompendo immediatamente la lettura de “Il dono” di Nabokov [ognuno ha le sue priorità e preferenze, il russo sarà anche più bravo di Lansdale ma in questo caso c’era precedenza assoluta]) venduta onestamente a poco più del doppio del suo prezzo di copertina.

Una vera botta di culo di trovarsi nel posto giusto al momento giusto!

Tralasciando alcuni errori del traduttore che trasforma il personaggio di “Bull” in “Toro” per poi farlo ritornare qualche pagina dopo di nuovo “Bull” e poi di nuovo “Toro”, che suona veramente di merda, la trama è semplicemente geniale nel suo essere trash e azzardata. Fa ridere solo al sentirla e paradossalmente finisce per essere presa poco sul serio nel film (in effetti anche nel libro) che in realtà ha toni sicuramente ironici ma anche molto drammatici, quando non addirittura epici, che sono poi gli stessi con cui Lansdale avrebbe immaginato il suo romanzo breve secondo quanto dice in un’intervista a fine libro. Non so se dipenda dall’influenza di aver visto il film almeno una decina di volte, ma effettivamente l’atmosfera di decadenza che si respira è la stessa. Nella trasposizione di Coscarelli tutto si regge sull’interpretazione veramente straordinaria degli attori, in particolare su quella di uno strepitoso Bruce Campbell, coadiuvati da un’ottima colonna sonora d’accompagnamento con cui viene resa epica una storia piuttosto bizzarra, per quanto originale. Nel libro invece è la storia a fare da padrona con i suoi toni imprevedibili, pulp, volgari e dissacranti in uno stile scorrevole che alterna momenti di humor (<<Credo fosse Johnson [Lyndon n.d.r.] in persona. Davvero brutto. Ma schifosamente brutto!>> / <<Johnson è morto>>, disse Elvis. / << Non basterà a fermarlo!>> disse jack.”) a momenti più propriamente “seri” (“Nei film aveva sempre interpretato ruoli da eroe. Ma quando le luci della ribalta si spegnevano era il momento delle droghe, della stupidità e della fornicazione. Ora era giunta l’ora di iniziare ad essere quello che aveva sempre sognato di essere. Un eroe.“), che passano tuttavia rapidi e inosservati all’interno di sequenze volgari in cui domina l’ossessione di Elvis per il proprio pene ricoperto di pus, e inaspettate riflessioni perché, dopo aver scritto “I can’t help falling in love with you” e “Love me tender“, si ritrova dietro alla domanda: “si può dire che la vita non sia solo mangiare, cagare e scopare?

Non c’è altro da dire, geniale.

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