Due dialoghi reali della stessa giornata

Primo, in macchina:

Ragazza: – Hai visto quanti gabbiani qui intorno?

Ragazzo: – C’erano anche oggi nel campo dove sono andato a correre..

Ragazza: – Di solito seguono la spazzatura..

Ragazzo: – …..dici che mi stanno pedinando?

 

Secondo, ad un compleanno:

Prima Persona : – Avete visto la torta della bambina? Com’era?

Seconda persona: – Quadrata..

Terza persona: – Era a forma di torta..

Quarta Persona: – Sono abbastanza sicuro che ci fosse scritto il nome sopra!

Prima Persona: – Siete stati utilissimi.

Annunci

Svegliarsi

Se poi sapessi cosa scrivere sarebbe molto più facile.

Invece mi ritrovo a fare i conti tutta la sera con una sensazione di stallo.

Nella vita.

Come se all’improvviso tutto si fosse fermato, Continua a leggere

Ero bambino

Parlare male dei viaggi su trenitalia riesce ad essere persino più facile che sparare sulla croce rossa.

In anni di università (e forse non solo in quelli) non ho collezionato altro che “ci scusiamo per il disagio” ma intanto dovevo comunque stare in stazione ad aspettare un treno perennemente in ritardo. Accetto le scuse Continua a leggere

Cosa rimane?

Ci sono momenti in cui vorrei semplicemente trasportarmi su di altro pianeta.

Su Marte magari. In un solo respiro trovarmi da un’altra parte, lontano, tirarmi semplicemente fuori dai giochi. Stare di fronte ad un mare rosso, da solo. Vorrei mettere una distanza enorme tra me e quelle contraddizioni insanabili con cui non riesco a venire a patti. Quel genere di pensiero che non ti fa capire da che parte stia la ragione, ammesso che esista e che qualcuno possa averla, perché alla fine dei conti tutte le parti un po’ si assomigliano.

E ti fanno schifo tutte.

Gli ideali non esistono. Sono, appunto, ideali. Stanno là Continua a leggere

Saggezza

Che poi a volte è il modo paraculo per dire “vecchiaia” riferito anche a chi solitamente è savio quanto un pezzetto di rucola tra i denti.

La questione si ripresenta ogni anno puntuale, inevitabilmente. Tutto sommato in maniera sempre più dignitosa, gli anni servono anche a sfoltire le perdite di tempo e le cazzate con il risultato che le pippe mentali e i disagi inevitabilmente

Continua a leggere

Sono sempre io

Una delle operazioni più difficili da accettare, ad ora, rimane l’idea di darmi credito.

E’ facile montarsi la testa quanto spalmarsi di merda fino a rendersi immeritevole di attenzione.

Riuscire a riconoscersi un valore e una dignità, ad ora, rimangono obiettivi auspicabili e raggiungibili nonostante strascichi di umiliazioni che da sempre fanno da muro invalicabile. La maestra che grida, le ragazze che respingono, gli insuccessi, la paura del fallimento, il fallimento che inevitabilmente arriva, le forzature a seguire strade che non ti appartengono, la sopportazione, la rabbia, Continua a leggere

Perché NON guarderò più le serie TV

Bart : <<No, non fumo.>>

Lucia : << Perché? C’è un perché si fuma e un perché non si fuma.>>

*************************************************************************************************

Ormai è dalla fine della sesta stagione di The walking dead, per inciso una delle più inutili mai viste in cui per 16 puntate non succede un cazzo di niente, che la mia frequentazione con le serie TV è stata messa in serio dubbio.

Era cominciato tutto un paio di anni fa con il pretesto di migliorare l’inglese perché qualcuno mi aveva suggerito che con le serie è più facile “ci sia abitua alle voci e poi non è indispensabile capire tutto.” Verissimo. E raccogliendo suggerimenti ho visto tutto Breaking Bad, Sons of Anarchy, The Walking Dead, Shameless, Black Mirror, Mr. Robot, Narcos, Ash Vs. Evil Dead, qualcosa del Doctor Who, di Life On Mars, di American Horror Story e ovviamente mi sono rispolverato Friends per l’ennesima volta perché non mi stanco mai di riguardarlo. Potrei riprenderlo con i dialoghi in russo e comunque saprei di cosa stanno parlando per il numero delle volte che l’ho rivisto.

Poi qualcosa è cambiato.

Vuoi l’ossessione per Continua a leggere