Singles L’amore è un gioco – Cameron Crowe

Durante gli anni d’oro dell’epoca grunge vivono nello stesso condominio a Seattle Steve (Campbell Scott [anche a me il nome non diceva un cazzo]) che lavora ad un progetto per un supertreno da proporre al sindaco della città (la monorotaia dei Simpson), Debbie (Sheila Kelley [vedi Campbell Scott]) preoccupatissima di ghermire un uomo usando una serie di video assurdi tramiteimages agenzie (pare che andasse di moda in quegli anni. Ma molto probabilmente solo negli Stati Uniti), Janet (Bridget Fonda [la ricordo in “Jackie Brown” uccisa da Robert de Niro e ne “L’armata delle tenebre“; ma anche in assenza di questa reminiscenza il cognome comunque è quello della famosa “dinastia” di attori {lo zio Henry Fonda era coprotagonista in “Il mio nome è nessuno” con Terence Hill}]) giovane studentessa che lavora come cameriera in un pub e Cliff (Matt Dillon) un musicista grunge senza talento che si destreggia tra diversi lavori. La trama del film ruota sostanzialmente intorno a Steve, imagesxromantico e sinceramente attratto da Linda (Kyra Sedgwick [“The woodsman“]) che invece è scostante e disillusa dopo amare delusioni e a Janet, perdutamente innamorata di Cliff, (al punto da rifarsi il seno pur di fare colpo su di lui) il quale al contrario è troppo preso dalla musica e da sé stesso per poterne apprezzare le qualità. Da qui in poi è meglio guardare il film.

Piacevole commedia romantica in salsa agrodolce con tratti ironici diffusiimages3 il cui maggior pregio risiede però (sono assolutamente di parte in questo) nell’ambientazione anni ’90 durante il pieno fermento del movimento grunge. Al film hanno partecipato infatti tre dei maggiori gruppi appartenenti al genere: Alice in Chains (che magone vedere Layne Staley ancora vivo), Soundgarden (che magone sentire Chris Cornell fare ancora musica prima dei suoi inascoltabili dischi da solista [dopo aver sentito “Scream” sono sprofondato in uno dei peggiori baratri di Kurt Cobain]) e i Pearl Jam (che magone riscorgere in Eddie Vedder lo stesso sguardo allucinato e sbarrato che aveva caratterizzato i suoi anni giovanili); questi ultimi interpretano gli altri membxxxxri della band di Cliff i “Citizen Dick” (Eddie Vedder, Jeff Ament e Stone Gossard). Ho provato nostalgia terribile per un periodo che purtroppo ho solo sfiorato lontanamente e di cui continuo a godere dei pochi strascichi delle vecchie glorie con avidità. Imperdibile per gli amanti del grunge di Seattle, con una colonna sonora di alto livello che, oltre ai sopracitati, include, tra gli altri, anche Mudhoney, Hendrix, Pixies, Jane’s addiction, R.E.M. e The Smashing Pumpkins.

Tornando alla pellicola, è sostanzialmente godibile con alcune scene divertentimagessi e una serie di battute utilizzate poi spesso successivamente in altri film con maniere molto simili. Bello. Gustosissime le apparizioni musicali, ma anche il cameo di Tim Burton nel ruolo del regista di video per incontri e di un giovanissimo (allora sconosciuto) Paul Giamatti che limona duro con una ragazza al pub. Piccoli ruoli anche per Bill Pullman e James LeGros (l’indimenticabile [vabbè per modo di dire] avvocato di Ally McBeal che usciva con un transessuale [la dottoressa Cuddy di Dr.House] e membro della banda degli ex-Presidenti in “Point Break“). Tra i protagonisti Matt Dillon è perfetto per la sua parte mentre Bridget Fonda è semplicemente adorabile.

Un film leggero sull’amore e sui sentimenti di coppie in cerca di equilibrio, forse prevedivile ma comunque sincero.

Giudizio in minuti di sonno: Al primo tentativo svengo dopo nemmeno venti minuti e mi risveglio dopo due ore dalla fine del film. Rivisto il giorno dopo con la luce del sole senza dormire.

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13 thoughts on “Singles L’amore è un gioco – Cameron Crowe

  1. Concordo su tutto. Che pianti che ho fatto vedendo Layne cantare, Chris prima di incontrare Timbaland (madonna che vergogna….O_o) e poi, logicamente (e come dici te) i Pearl Jam pre-rock’n’roll adulto e tranquillo di questi anni. Lo sguardo allucinato di Vedder è sempre da Oscar. Fortuna che l’hanno messo alla batteria per tenerlo calmo, se no si arrampicava in giro anche nel film 😀
    Si, pellicola carina. Ma di Crowe preferisco, al 100%, Almost Famous… 😉 ehehe

    • Pensa che, ahimè, non lo avevo ancora visto… 😦 Lo conoscevo perché mi era capitato altre volte di vedere la locandina ma ancora soffrivo di questa lacuna imperdonabile per un appasionato di grunge.. 😉

    • Ciao Roby,

      Purtroppo non mi ricordo, sarebbe da rivedere il film. Ho dato una scorsa con l’avanzamento veloce per vedere se ero così fortunato da incappare nel nome ma non è andata bene. L’unica cosa che ho visto è il timbro che facevano all’ingresso del concerto degli Alice con Scritto “rush” ma non ho idea se sia il nome del locale o meno..

Secondo me....

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