Tra il minuto 3.15 e il minuto 4.43

I racconti più fighi a volte hanno personaggi ombrosi e tormentati che se ne stanno da soli a bere birra o qualche alcolico, rigorosamente mentre fumano.

Non è questo il caso.

Philip Marlowe difficilmente se ne sarebbe stato nel suo ufficio o in qualche bar a bere una camomilla in una tazza di Continua a leggere

Non ha un nome preciso

Non ha un nome preciso.

E’ una sorta di malinconia che ogni tanto ticchetta alla mia porta. Ultimamente ci vediamo così di rado che è quasi un piacere aprirle. Mi ricorda chi ero e forse chi sono ancora. Nascosto dietro a questi muri di indifferenza.

Mentre vago per casa nelle interruzioni in cui Continua a leggere

L’importanza di una comfort zone

Non sopporto più sentire la frase “esci dalla tua comfort zone”. Mi ha rotto il cazzo e non sopporto nemmeno più chi la pronuncia.

Solitamente perché chi si permette di dirla ha il culo molto ben al sicuro in una comfort zone blindata, solida quanto un bunker e talmente grande da non accorgersi nemmeno di prosperarci beatamente.

Non è nemmeno una gran novità, chi pontifica e sparpaglia consigli non richiesti solitamente si autoconferisce Continua a leggere

Svegliarsi

Se poi sapessi cosa scrivere sarebbe molto più facile.

Invece mi ritrovo a fare i conti tutta la sera con una sensazione di stallo.

Nella vita.

Come se all’improvviso tutto si fosse fermato, Continua a leggere

Ero bambino

Parlare male dei viaggi su trenitalia riesce ad essere persino più facile che sparare sulla croce rossa.

In anni di università (e forse non solo in quelli) non ho collezionato altro che “ci scusiamo per il disagio” ma intanto dovevo comunque stare in stazione ad aspettare un treno perennemente in ritardo. Accetto le scuse Continua a leggere

Perché NON guarderò più le serie TV

Bart : <<No, non fumo.>>

Lucia : << Perché? C’è un perché si fuma e un perché non si fuma.>>

*************************************************************************************************

Ormai è dalla fine della sesta stagione di The walking dead, per inciso una delle più inutili mai viste in cui per 16 puntate non succede un cazzo di niente, che la mia frequentazione con le serie TV è stata messa in serio dubbio.

Era cominciato tutto un paio di anni fa con il pretesto di migliorare l’inglese perché qualcuno mi aveva suggerito che con le serie è più facile “ci sia abitua alle voci e poi non è indispensabile capire tutto.” Verissimo. E raccogliendo suggerimenti ho visto tutto Breaking Bad, Sons of Anarchy, The Walking Dead, Shameless, Black Mirror, Mr. Robot, Narcos, Ash Vs. Evil Dead, qualcosa del Doctor Who, di Life On Mars, di American Horror Story e ovviamente mi sono rispolverato Friends per l’ennesima volta perché non mi stanco mai di riguardarlo. Potrei riprenderlo con i dialoghi in russo e comunque saprei di cosa stanno parlando per il numero delle volte che l’ho rivisto.

Poi qualcosa è cambiato.

Vuoi l’ossessione per Continua a leggere

Una luna di velina

Sono rincasato poco fa e mi sono messo a cenare.

Ho acceso la televisione per rompere il silenzio, per avere un sottofondo qualunque e mi sono ritrovato a fare zapping tra i canali senza riuscire a sopportare nulla di quello che vedevo per più di una manciata di secondi.

Facce inutili e prive di senso si alternavano ad ogni pressione del mio dito.

Si accennava un vago senso di Continua a leggere