Ero bambino

Parlare male dei viaggi su trenitalia riesce ad essere persino più facile che sparare sulla croce rossa.

In anni di università (e forse non solo in quelli) non ho collezionato altro che “ci scusiamo per il disagio” ma intanto dovevo comunque stare in stazione ad aspettare un treno perennemente in ritardo. Accetto le scuse Continua a leggere

Perché NON guarderò più le serie TV

Bart : <<No, non fumo.>>

Lucia : << Perché? C’è un perché si fuma e un perché non si fuma.>>

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Ormai è dalla fine della sesta stagione di The walking dead, per inciso una delle più inutili mai viste in cui per 16 puntate non succede un cazzo di niente, che la mia frequentazione con le serie TV è stata messa in serio dubbio.

Era cominciato tutto un paio di anni fa con il pretesto di migliorare l’inglese perché qualcuno mi aveva suggerito che con le serie è più facile “ci sia abitua alle voci e poi non è indispensabile capire tutto.” Verissimo. E raccogliendo suggerimenti ho visto tutto Breaking Bad, Sons of Anarchy, The Walking Dead, Shameless, Black Mirror, Mr. Robot, Narcos, Ash Vs. Evil Dead, qualcosa del Doctor Who, di Life On Mars, di American Horror Story e ovviamente mi sono rispolverato Friends per l’ennesima volta perché non mi stanco mai di riguardarlo. Potrei riprenderlo con i dialoghi in russo e comunque saprei di cosa stanno parlando per il numero delle volte che l’ho rivisto.

Poi qualcosa è cambiato.

Vuoi l’ossessione per Continua a leggere

Una luna di velina

Sono rincasato poco fa e mi sono messo a cenare.

Ho acceso la televisione per rompere il silenzio, per avere un sottofondo qualunque e mi sono ritrovato a fare zapping tra i canali senza riuscire a sopportare nulla di quello che vedevo per più di una manciata di secondi.

Facce inutili e prive di senso si alternavano ad ogni pressione del mio dito.

Si accennava un vago senso di Continua a leggere

Una lucciola guarda solo al passato

Sembra di arrancare al buio.

Lì, in mezzo alle tenebre pastose, annaspi cercando di afferrare una flebile lucciola che guizza in ogni direzione, lenta, molle, smarrita.

Nemmeno lei sa bene dove voglia andare.

Costretta, peraltro, ad illuminare quello che le sta dietro piuttosto che le sue mete.

Terribile, sapere di possedere una luce e non potervi accedere per rischiarare i propri passi.

Il suo destino, o forse la sua condanna, non è di illuminare la strada per sé ma fare da apripista a chi le sta dietro.

Sempre nella speranza che non venga la malaugurata idea di fermarla, solo per osservare sul palmo della mano quella piccola luce sfuggente.

O, peggio ancora, di schiacciarla nella foga di afferrarla.

E ritrovarsi di nuovo al buio.

Una panchina in una rotonda

Trenitalia non è mai stata di grande aiuto.

Ancora meno quando l’unico treno disponibile ti fa arrivare tre ore e mezza prima dell’appuntamento fissato. Per giunta in una zona priva di mostre in un raggio utile e ben poco da vedere di altro. Solitamente a questo punto ci si aggrappa alla speranza di trovare un parco nei paraggi ma ovviamente l’unica cosa che si riesce a trovare è Continua a leggere

Un bagliore nel buio

Le illuminazioni arrivano all’improvviso.

Intuizione, insight, epifania che dir si voglia, l’idea è più o meno sempre quella.

Durante un ragguardevole viaggio di ritorno a notte inoltrata me ne stavo alla guida della mia autovettura immerso nei miei pensieri ed in particolare ad elucubrare in proposito di questo passaggio degli Eroici Furori :Desideriamo il bello e buono; ma il vedere non è bello né buono, anzi più tosto quello è paragone o luce per cui veggiamo non solamente il bello e il buono, ma anco il rio e brutto. Però mi pare ch’il vedere tanto può essere bello o buono, quanto la vista può esser bianco o nero: se dunque la vista (la quale è atto) non è bello né buono, come può cadere in desiderio?” e su tutte le sue possibili conseguenze gnoseologiche, quando la risposta al quesito immediata arriva sotto forma di un bagliore improvviso, roboante, potente, inevitabile in tutta la sia chiarezza fino a rischiarare a giorno la direzione della strada che stavo percorrendo accompagnato con un bicchierino di cognac da intellettuale bohémien e una buona aria di musica classica…

Ok. La smetto con le cazzate, la realtà è Continua a leggere