Il dottor Jekyll e Mr.Hyde – Robert Louis Stevenson

Londra 18**. L’avvocato Utterson sospetta che lo stimatissimo Dottor Henry Jekyll, figura integerrima di cui custodisce le ultime volontà, sia in qualche modo alla mercé di un losco figuro che risponde al nome di Edward Hyde. Sotto suggestione del cugino Enfield, che gli rivela di aver visto quest’ultimo calpestare una bambina con impietosa indifferenza, Utterson inizia delle personali indagini per scoprire cosa si nasconda dietro il rapporto tra questi due personaggi così agli antipodi.

Questo romanzo ha un’unico grande difetto: quello di possedere una così marcata genialità da Continua a leggere

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Il pontile – Racconto

Dormivo così bene sul sedile posteriore della macchina. Ora invece sono tra le braccia di mio padre.

Ho aperto gli occhi perché mi sono sentita sobbalzare ripetutamente.

Papà sta correndo forte ed ha il fiatone.

La sua barba mi solletica leggermente la fronte.

Ha il viso rosso e le guance imperlate di sudore.

Una goccia cade sulla mia maglietta rosa.

Papà inciampa, perde Continua a leggere

Un cono di luce rossa sulla fine – Racconto

Le porte finalmente si aprirono sbattendo con forza.

La luce illuminava a giorno tutto lo spazio disponibile.

Il colpo sordo rimbombò con prepotenza: << Giorgio è il solito incapace. >> pensò Franco senza mutare d’espressione. Stava al centro, circondato dai tre sacerdoti che cercavano di trascinarlo verso l’uscita laterale.

Entrarono i quattro cavalieri, armati di spade, con le casacche blu che scendevano fino al ginocchio, strette in vita da una cintura di stoffa dello stesso colore. Lo stemma sul petto brillava di riflessi dorati definendo il profilo stilizzato di un dragone. Si misero uno a fianco dell’altro e si rivolsero al gruppetto di sacerdoti, gridando spavaldi:

<< Dov’è Becket, il traditore del Re? >> Continua a leggere

Un falò notturno – Racconto

I due ampi porticati ai lati della strada erano un unico brulicare di persone.

Le luci dei primi addobbi natalizi riempivano di colori il buio mentre le vetrine dei negozi brillavano per attirare gli sguardi dei passanti.

Bardo era appoggiato con la schiena al muro.

Rannicchiato a terra teneva gli occhi fissi sulla colonna antistante, chiuso in un silenzio meditativo. Solo ogni tanto abbassava lo sguardo verso il cappello pieno di monete. Se vedeva una mano andargli incontro a volte sorrideva, a volte ringraziava. Quando gli era possibile scrutava negli occhi dell’altro per cercare una scintilla della loro anima e con essa, anche la propria.

Intravedeva qualcosa, opaco e sfuggente, ma solo negli altri.

A lui era rimasto solo Continua a leggere

Labirinto di Yogurt – Racconto

Mi ritrovo in un vicolo cieco.

Dopo tanto girare ed annaspare tra questi cunicoli tutti uguali, fatti di pareti bianche levigate, sono in una strada senza uscita.

Qui non ci sono finestre e nemmeno porte.

Intorno a me solo luminose mura a delimitare angustissimi corridoi scavati dentro ad un viscerale silenzio.

La ricerca dell’uscita è quantomai complicata, in assenza di una direzione.

O, più banalmente, in assenza di una planimetria.

Avessi una mappa sarebbe tutto più semplice.

O forse solo più banale.

Di fronte a questo Continua a leggere

La coccinella di Fatima – Racconto

Fatima era da sola in giardino.

Giocava sopra un rigoglioso albero gonfio di frutta. Le piccole albicocche se ne stavano ben nascoste tra le sottili foglioline verde chiaro, accessibili solo a chi ardiva la scalata. L’erba secca del campo antistante riempiva d’estate il circondario mentre l’aria calda ed afosa si lasciava portare a spasso per le campagne.

Stava coricata lungo un ramo e guardava il cielo attraverso un’ampia apertura nelle fronde. Giocava a Continua a leggere

Castelli di sabbia – Racconto

A stare in spiaggia senza fare nulla il bambino si annoiava.

La giornata era brutta, il mare era mosso e l’aria era troppo fredda per poter fare il bagno.

Tutta quella sabbia però si prestava, dosata con le giuste proporzioni di acqua, a fare degli splendidi castelli.

Riuscì incredibilmente bene.

Vi si dedicò tutto il giorno ed alla fine era enorme, imponente, quasi poteva contenerlo in tutta la sua altezza. Dopo averlo terminato si sedette sulla sdraio per ammirare il suo lavoro da lontano, tutto orgoglioso e soddisfatto del risultato.

Una bambina che lo aveva osservato lavorare però Continua a leggere