Nella mia ora morta

Ho un’ora morta e decido di ingannare l’attesa scrivendo un poco.

Giusto perché non credo di poterlo fare per alcuni giorni. In realtà mi è toccato arrendermi alla tecnologia e ho installato l’applicazione di wordpress sullo smartphone (si, ho dovuto comprarne uno). Me ne vergogno perché non voglio diventare uno di quei cretini che stanno sempre con la faccia rivolta al cellulare in ogni occasione (anche se whatsapp a volte pretende la mia attenzione), più che altro perché mi sono convinto che sia un utile mezzo in più per scrivere. Faulkner pare scrivesse su di una carriola in mezzo al carbone durante il lavoro. Chissà se avrebbe usato anche il cellulare per scrivere. Secondo me la poesia del gesto va un attimo a puttane ma forse quello che conta è solo Continua a leggere

Lame su amazon : raccolta e retroscena.

Sto di merda.

Credo ci fossero migliaia di altri modi più eleganti ed adeguati alla circostanza per esordire ma per tutta la giornata ho avuto in mente solo quello. Soffro di allergie e nonostante abbia fatto il vaccino, prenda spray al cortisone e broncodilatatori, ogni anno sono così scemo da procastinare il momento in cui debba prendere l’antistaminico fino all’ultimo. Ne risulta che quando non posso più evitare, sono completamente piallato dalla tosse e dall’infiammazione. Forse ho imparato. Anche perché fino all’anno scorso andavo pure a correre in mezzo ai campi.

Meglio il rincoglionimento da pastiglia che la tosse persistente per tutta la notte con questo senso di oppressione ai polmoni.

Ma non è di questo che volevo parlare.

Nonostante le mie traversie mediche oggi dovrebbe essere una bella giornata (benché l’abbia passata nell’intorpidimento) perché finalmente ho messo su Amazon la mia raccolta di racconti Lame di violenza improvvisa. Avrei voluto dire qualcosa tipo “Il dado è tratto” ma le frasi fatte o troppo inflazionate non mi sono mai piaciute.  Continua a leggere

Il lato positivo – David O. Russel

Sorvoliamo rapidamente sulla solita traduzione italiana (Titolo originale “Silver Lininings Playbook“; apprendo da internet che le “fodere d’argento” dovrebbero essere le buone intenzioni che il protagonista registra su di un piccolo libro, come nel romanzo [“L’orlo argenteo delle nuvole” di Matthew Quick {almeno questo non l’hanno tradotto in “Matteo Veloce”}] a cui è ispirato il film) che, come al solito, toglie poesia e limita i significati banalizzando il tutto e passiamo alla trama.

Pat (un Bradley Cooper decisamente meno cazzone del solito [come ruolo nel film intendo]) un giorno torna a casa dal lavoro prima del previsto e Continua a leggere

Come sono fantozziano

Qualcuno si definiva Dannunziano, io preferisco fantozziano.

Fantozzi non è solo sfigato, è vile, basso, meschino, patetico e come tale squisitamente italiano. Tutti abbiamo nel DNA la miseria morale di Fantozzi: servo con i potenti e prepotente con i deboli. Vessato, maltrattato da tutti, tragicomico in balia degli eventi, cialtrone, un concentrato dei peggior difetti che una persona possa avere in sé. Come si fa a non ridere alle sue vicende paradossali, come si fa a non deridere un uomo così patetico? Il destino e il mondo si accaniscono contro di lui, lo circondano e lo attanagliano senza scampo perché non potrà mai uscire dalla sua condizione. Non può fare nessuna forma di salto, non può ambire a nessun miglioramento. E’ lì, inchiodato ad una condizione di eterna sudditanza e servilismo.

Eppure Fantozzi non è realmente così. Continua a leggere