La bocca del lupo – Pietro Marcello

Enzo è nato in Sicilia e si è trasferito da piccolo a Genova insieme al padre, venditore ambulante, trascorrendo l’infanzia tra i caruggi e la delinquenza. In seguito ad un conflitto a fuoco con i carabinieri (quattro proiettili ad uno e tre all’altro) viene ferito (cinque per lui, quattro nelle gambe e uno in pancia) ed arrestato. Si fa quasi trentanni di galera, nove, quattro e poi altri quattordici. Durante una delle sue detenzioni conosce Mary, transessuale dipendente dall’eroina, e se ne innamora. I due iniziano una storia che Continua a leggere

Al Ducale (sempre lì..) per Munch

Di arte non so veramente nulla e quel poco che conosco lo devo ad una parte di memoria prevalentemente di tipo visivo (perché l’altra parte si occupa di ricordare ogni genere di informazione completamente inutile) e alle lezioni di arte delle scuole medie. Risale proprio ai vecchi banchi pieni di scritte l’incontro con uno dei pochi artisti capaci di attirare la mia attenzione e solleticare il mio interesse (in realtà è una colossale balla. Nel momento in cui Continua a leggere

Nostalgia Genovese e Doisneau

Diario

Festeggio la liberazione da un periodo di cattività più o meno forzata e autoimposta con un index1bel bagno di folla sulla scia delle nostalgie universitarie e me ne vado a Genova, dal mattino presto come quando ero studente (non proprio con lo stesso treno perché non sono ancora così sadico con me stesso), ben intenzionato a fare delle foto, a trascorrere il tempo in giro per i vicoli, a comprarmi un cappello e a vedere la mostra di Doisneau al Palazzo Ducale.

Avevo guardato le previsioni il giorno prima e solitamente “pioggia leggera” significa “mi paro il culo ma tanto non piove”. Invece questa volta significava
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Invalidità, Mirò e McCurry

Lo ammetto, invalidità è una parola grossa ma “indisposizione” non mi piaceva, “infortunio” nemmeno e quindi ho scelto “invalidità” (aggiungerei anche “temporanea” [un paio di giorni non di più]).

Dunque, a causa di una leva articolare troppo decisa subita al braccio, durante  l’allenamento di giovedì, ho deciso (in realtà ho il gomito un attimo bloccato e con la scioltezza di robocop, non avevo grandi alternative) che sabato era il caso di stare fermo e non fare nessuno sport. Quindi ho improvvisato e me ne sono andato a fare giornata a Genova con l’intenzione di guardare McCurry e fare due foto.

Alla fine ho visto anche Mirò  Continua a leggere