Alice dove cazzo stai andando?

Sono alcuno giorni che mi ronza in testa una reminiscenza dell’università. E’ una citazione tratta (o almeno credo che fosse tratta) da “Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie” di Lewis Carroll (Non ho mai avuto l’onore di leggerlo e nemmeno credo lo farò in futuro. Ho visto solo il cartone animato della Disney quando ero piccolo e, oltre a trovarlo per bambine, [evidentemente ci tenevo a sottolineare la mia identità sessuale] mi ha anche sempre inquietato [“Tagliatele la testa! Tagliatele la testa!“] quindi non ho mai riaffrontato la visione) che era contenuta nelle slide di un corso che avevo seguito. Mi pare che fosse l’estratto di un dialogo tra il Gatto del Cheshire e Alice (Purtroppo non posso scriverlo letteralmente come era, ma cercherò di conservare il contenuto o l’idea rimasta nei miei ricordi) che si svolgeva (molto) all’incirca così: Continua a leggere

Il muro e la corda

Mi pare di ricordare che in una lezione di psicologia qualcuno avesse spiegato che uno dei metodi per risolvere i problemi è quello di trasformare la realtà in una metafora e poi pensare come si agirebbe sulla seconda per avere un’idea di come comportarsi nella prima.

A volte funziona. Diciamo che dipende da quanto la metafora che si sceglie sia calzante o meno.

In ogni caso può aiutare.

Ecco:

Credo di essermi trovato legato ad un muro. Continua a leggere

Ansia a grappoli

In 28 anni (da compiere) qualche cosa di me stesso penso di averla capita. Caratterialmente sono un accumulatore. Faccio incetta di tutta una serie di sensazioni negative fino a che non vanno oltre il mio limite di tolleranza e poi esplodo sfogandomi per un tempo più o meno lungo. Il giusto per smaltire, diciamo. Dopodiché ritorno quasi normale.

Quasi. Continua a leggere

Dovrei imparare tante cose

Sono ritornato in quella chiesa il giorno dopo.

Ovviamente troppo tardi per trovarla aperta e guardare i dipinti che conserva al suo interno (il tempismo, ribadisco, non è il mio forte) che l’amico con cui mi ero incontrato consigliava di vedere (vedi “Un giorno riderò di tutto questo“). Sono andato con l’intenzione di riuscire a fare finalmente qualche foto, è dal 17 di Dicembre che non riesco a farne una che mi piaccia (praticamente non riesco proprio a farne. A Milano [ Vedi “Le due giornate di Milano (cinque mi sembravano troppe)“] sono stato un’ora e mezza in piazza del Duomo senza fare un solo scatto. Ero lì a guardare la gente che passava aspettando di trovare l’istante significativo da fissare ma proprio non ci riuscivo. Fino a che Continua a leggere

Un giorno riderò di tutto questo

La sensazione è un po’ quella di essere in piena corsa sopra una corda da funambolo, con ampie probabilità di sbagliare un passo e cadere al suolo. A volte si cade, ci si aggrappa alla corda ma si riparte correndo e quindi non si può sapere per quante volte si sarà sufficientemente agili e rapidi da aggrapparsi in tempo.

Ieri mi sono ritrovato in una situazione che Continua a leggere

La polizia brancola nel buio

Questa mattina mi sono alzato incazzato con il mondo.

Ci sono quelle giornate in cui vorresti solo distribuire vaffanculo come biglietti da visita a chiunque ti rivolga la parola. Ma proprio a chiunque. Perché tolleri a malapena te stesso figuriamoci gli altri. La cosa brutta è che tutta questa rabbia si esaurisce nell’arco della giornata e si arriva alla sera spremuti e senza energie. E tutto il nervoso sparisce per fare posto a questo senso di stanchezza vitale difficile da togliere e alla netta sensazione che non si stia andando da nessuna parte, che non ci sia una meta.

Ieri quando sono rincasato ho trovato il mio gatto misantropo Continua a leggere

Momenti del Kairos

Chiedo venia per lo stupidissimo gioco di parole ma proprio non sono riuscito a farne a meno. Del resto la conversazione tra me e la persona che mi ha parlato di questa figura mitologica greca si era conclusa in questo modo:

A presto, buon Kairos!

– Anche a te! E speriamo che ‘sto Kairos non vada a mettersi dove non è gradito!

A tutti capitano i momenti di idiozia estrema, ora vedo di farmelo passare in fretta.

Il mito greco di Kairos è stato Continua a leggere

“Vestito bene”

Vedermi vestito bene (camicia, maglioncino, giacca e senza piercing [il profumo non conta perché l’ho sempre messo anche con i miei cari felponi con cappuccio]) era una rarità.

Ora sta diventando l’ordinaria amministrazione.

E’ divertente vedere la reazione delle persone che mi conoscono: mia madre che finalmente dice di avere un figlio con apparenze (secondo i suoi canoni) normali, gli amici che Continua a leggere

Il ritorno dei coniglietti zinco-carbone

Skype di merda. Da quando è stata comprata dalla Microsoft (Bill Gates ti odio / Bill Gates I Hate you [casomai gli venisse in mente di leggere il mio blog]) fa cagare. Prima il computer si spegne da solo mentre parlo con un amico che non sento da tanto tempo (ok potrebbe anche non essere colpa di Bill  Gates) e poi mi si blocca tutto in un sibilo assordante (anche questa potrebbe non essere responsabilità sua, ma con qualcuno devo pur prendermela e il vecchio Bill per me rimane un idiota / Bill you’re an idiot [ Steve Jobs non è che fosse molto diverso, sia ben chiaro. “Siate affamati, siate folli“, un cazzo! Forse usavano la stessa frase anche per gli schiavi della Foxconn: prima li tengono alla fame e poi li fanno impazzire. ].

Riusciamo a riparlarci una terza volta e si riblocca tutto.

Avevo voglia di lanciare il computer contro il muro. Continua a leggere

Conseguenze di una parola e una canzone

Me ne tornavo a casa nella nebbia accompagnato da Midnight City degli M83 (che mi ostino a chiamare M38 [come una pistola? che abbia una passione soffocata per le armi?] e non ne capisco il motivo). La trovo malinconica e non capisco il perché (non faccio testo, sento malinconia ovunque, anche in I get Around dei Beach Boys [e comunque non cambio idea!!]), sarà perché continua a ripetere “Waiting in a car / Waiting for a ride in the dark” ed il pensiero dell’attesa di qualcosa ha sempre un che di triste (l’estate scorsa ho letto finalmente Il deserto dei Tartari e mi ha devastato la psiche: ho iniziato ad essere fermamente convinto di stare sprecando tempo e buttando nel cesso la mia vita. E se non lo sto facendo, corro pesantemente questo rischio): passare il tempo ad espettare qualcosa non è la migliore delle prospettive. Una persona di cui ho molta stima oggi mi ha nominato Continua a leggere