Incontri ravvicinati “classici”

Ho partecipato alle ultime quattro edizioni di due festival di musica classica.

Di primo impatto direi di essere visibilmente un personaggio piuttosto fuori luogo visto che non rappresento il prototipo di pubblico che ci si aspetterebbe di vedere ad un concerto di musica classica (tatuato, piercing alle orecchie e magliette dell’Hard Rock Cafè, che indosso non tanto per provocazione ma quanto perché sono le uniche ad essermi rimaste nell’armadio. Insieme a quelle dell’Harley Davidson e dei Misfits) e, anche se si sa che le apparenze ingannano, in effetti non sono nemmeno quello che si direbbe Continua a leggere

Non tutte le ciambelle riuscite con il buco risultano appetibili

In un altro post mi ero messo a riflettere su quanto fosse difficile comunicare tra sessi (“Comunicazioni di genere“) ripensando a tutte le figure di merda che ho sempre fatto, scivoloni e simili nei miei impacci sentimentali (che sono poi quelli di tutti, chi più e chi meno). Mi viene in mente un discorso fatto con il mio amico profugo, quello che prima o poi raggiungerò negli Stati Uniti. Mi lamentavo con lui di quanto mi sentissi goffo in certi momenti e di come avessi la sensazione di sbagliare tutto, di non riuscire mai a mettermi sotto la luce giusta. Siamo dalle parti di “Provaci ancora, Sam“, tanto per capirci (film che mi consigliò un altro caro amico per farmi capire perché forse in certi momenti risultavo così goffo). L’amico profugo mi disse che Continua a leggere

Qualcosa che non mi mancherà

Passata la prima settimana all’insegna del cazzeggio per riprendere energie mentali sostanzialmente senza fare nulla di particolare. Film, libri, citazioni, macchina fotografica, allenamenti e perdite di tempo varie. Non mi sono mai dato tregua e mi sono sempre concesso poche cose, a questo punto una settimana di vuoto non fa di certo alcuna differenza. Culo a terra per culo a terra, tanto vale.. Il tempo schifoso non aiuta e ogni tanto mi vengono in mente le cose a cui ho rinunciato (stipendio e il cellulare) e nonostante il sollievo ed una insolita positività, Continua a leggere

Ma come hai fatto a non vederlo?

Oggi passeggiavo per una Milano insolitamente deserta (in realtà essendo domenica mattina è piuttosto ovvio che ci sia poca gente in giro, ma nel mio immaginario è una città caotica e trafficata, quindi mi stupisco nel vedere tutti questi vialoni sgombri [la realtà contraddice sempre] e quasi mi infastidisco [non che la cosa possa dispiacere ad un irrecuperabile misantropo come me, alla fine] perché quando una teoria va a ramengo rimane sempre un po’ di amaro) spingendo il passeggino con dentro la figlia di mio cugino. Una splendida bambina sempre sorridente. Stavo tornando indietro dal supermercato insieme a mio cugino e all’altro suo figlio che invece pedalava come un forsennato (magari non proprio come un forsennato ma andava) sulla sua biciclettina.

Ad un certo punto il bambino passa troppo vicino Continua a leggere