Incontri ravvicinati “classici”

Ho partecipato alle ultime quattro edizioni di due festival di musica classica.

Di primo impatto direi di essere visibilmente un personaggio piuttosto fuori luogo visto che non rappresento il prototipo di pubblico che ci si aspetterebbe di vedere ad un concerto di musica classica (tatuato, piercing alle orecchie e magliette dell’Hard Rock Cafè, che indosso non tanto per provocazione ma quanto perché sono le uniche ad essermi rimaste nell’armadio. Insieme a quelle dell’Harley Davidson e dei Misfits) e, anche se si sa che le apparenze ingannano, in effetti non sono nemmeno quello che si direbbe Continua a leggere

Rimanere indietro

In questa giornata piovosa mi ritrovo davanti al pc a guardare tastiera e schermo senza particolari entusiasmi o cose per la testa. Poco più in là vedo le sigarette che ha dimenticato il mio amico prima di ritornare negli Stati Uniti. Quasi mi verrebbe voglia di mettermi fuori a fumarmene una sotto la pioggia (e sono sicuro che lui mi direbbe di farlo), ma quelle stanno lì per essere restituite per quando finalmente mi deciderò ad andarlo a trovare. Ripenso a questo ultimo periodo e a quanto io mi senta amareggiato per quello che mi sta intorno. “Amo l’umanità è la gente che non sopporto“, questa frase di Schulz mi è sempre ronzata per la testa; in parte per misantropia congenita (quindi un problema di intolleranza mia) e in parte perché tutto quello che vedo non mi piace. Una sfiducia generalizzata verso le persone e i rapporti umani. Continua a leggere