Primo bacio – Racconto

Il cambio faceva un rumore meccanico e quasi rugginoso ma sentiva che mai l’avrebbe abbandonato e lasciato a piedi.

Pedalava con costanza accompagnato dall’attrito dei copertoni ormai consumati dal tempo e dalle scampagnate tra strade sterrate e d’asfalto. La bicicletta blu notte con le forcelle colorate di verde fluorescente brillava sotto i raggi del sole che si riflettevano sulla carena, alternandosi insieme alle ombre degli alberi che stancamente cercavano di raggiungere la cima del cielo allungando a perdifiato i propri rami. Una vite di uva fragola senza frutti gli scorreva accanto sul ciglio della strada mentre l’approssimarsi di una piccola discesa gli permetteva di aumentare velocità con la sola aggiunta di un paio di pedalate e vivere di rendita per almeno una decina di metri di quel moto acquisito.

Fino a quel giorno in strada aveva sempre immaginato di essere un motociclista e di proposito cercava di piegare con la bici tenendo una gamba a squadra come faceva “Mick” Doohan, tuttavia senza gli stessi risultati e credibilità. Una volta infatti fece l’errore Continua a leggere

Mattina in bicicletta

Dieci giorni fa ho solo pensato di comprare una bicicletta per dare un senso a certe giornate inutili passate in casa e da quel momento ha piovuto ininterrottamente, con brevi soste per qualche nevicata, fino ad oggi.

Giornata meravigliosa e finalmente posso inaugurare il mezzo.

Lo appoggio un attimo contro la scalinata e subito mi cade a terra.

Cominciamo bene.

Inizio a pedalare Continua a leggere

Ma come hai fatto a non vederlo?

Oggi passeggiavo per una Milano insolitamente deserta (in realtà essendo domenica mattina è piuttosto ovvio che ci sia poca gente in giro, ma nel mio immaginario è una città caotica e trafficata, quindi mi stupisco nel vedere tutti questi vialoni sgombri [la realtà contraddice sempre] e quasi mi infastidisco [non che la cosa possa dispiacere ad un irrecuperabile misantropo come me, alla fine] perché quando una teoria va a ramengo rimane sempre un po’ di amaro) spingendo il passeggino con dentro la figlia di mio cugino. Una splendida bambina sempre sorridente. Stavo tornando indietro dal supermercato insieme a mio cugino e all’altro suo figlio che invece pedalava come un forsennato (magari non proprio come un forsennato ma andava) sulla sua biciclettina.

Ad un certo punto il bambino passa troppo vicino Continua a leggere