Il delitto ha le gambe corte, Una nuova indagine di Contrera – Christian Frascella

Contrera alla deriva, Contrera con un braccio rotto, Contrera che naviga a vista tra i pezzi della sua vita che gli galleggiano attorno tra la ex moglie perseguitata da uno stalker e la figlia che non gli vuole rivolgere la parola, Contrera che cerca di rintracciare un cinese che ha abbandonato la famiglia, Contrera deciso ad indagare sulla sparizione di una ragazza che ha investito uno spacciatore con la macchina, Contrera nella lavanderia a gettoni, Contrera assoldato da mafiosi in lotta contreraper il dominio del mercato della droga, Contrera nel quartiere di Barriera. In tutto questo casino qualcuno ad un certo punto gli chiede “Ma lei chi cavolo è, Contrera?“. La risposta rimane nella sua mente: “Solo uno che cerca di capirci qualcosa“.

Dopo l’esordio con Fa troppo freddo per morire, La prima indagine di Contrera  Christian Frascella conferma la statura del suo personaggio di cui, si vocifera, sia già pronto per il passaggio televisivo. Contrera è sfortunato, prende colpi a ripetizione, è l’impersonificazione di un sacco da boxe ma non ha, per esempio, l’ingenuità di un Coliandro che, fondamentalmente, non capisce mai nulla di quello in cui si infila. Contrera, al contrario, si muove bene ma compatibilmente con i suoi mezzo che sono pochissimi e, di conseguenza, spesso arrivano numerosi calci improvvisi. Ha l’umanità di chi ci prova ad ogni occasione con la dignità di chi porta silenziosamente una croce. Troppo disilluso per cercare la redenzione, troppo compromesso per poter migliorare, galleggia cercando di non fare troppi casini nella propria vita e con l’inconsapevolezza di chi non riesce a focalizzare quello che gli avviene dentro e nemmeno quello che lo circonda. La durezza che ostenta non è che una difesa per non sentirsi debole, la strafottenza, l’umorismo tagliente servono a tenere tutti lontani per evitare loro di affondare con lui. Più di tutto è un uomo in fuga dalle responsabilità e dai sentimenti piuttosto che dalle colpe le quali lo costringono ad impietosi confronti e al disprezzo costante. Eppure anche i modelli integerrimi nascondono ombre oscure perché questa è la sostanza degli esseri umani, non siamo una sola faccia della medaglia. I modelli sono irraggiungibili spesso perché sono irreali. L’amarezza che lo accompagna è quello di un uomo che si odia e si punisce ogni giorno per le proprie colpe e che, allo stesso tempo, cerca di essere migliore di come appare ma senza mai prendersene il merito.

Parlando di Frascella non si può che sperticarsi in complimenti per lo stile pulito, scorrevole ed ironico ma anche per il lavoro di cesellatura fatto rispetto al primo capitolo in cui sono stati affievolite alcune caratteristiche del suo personaggio che lo rendevano sicuramente peculiare ma anche, a tratti, vagamente tendente allo stereotipo.

Da qui guadagna una disinvoltura e naturalezza che gli fanno prendere decisamente il volo.

Secondo me....

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