The Place – Paolo Genovese

Un uomo (Valerio Mastandrea) sta tutto il giorno seduto al tavolo di un locale chiamato “The place”. In quello stesso posto riceve diverse persone le quali chiedono di ottenere qualcosa di preciso dalla vita: c’è il poliziotto Ettore (Marco Giallini) che vorrebbe recuperare i soldi di una rapina, Chiara (Alba Rohrwacher) una suora che vorrebbe ritrovare Dio, Martina (Silvia D’amico) che vorrebbe essere più bella,  Marcella (Giulia Lazzarini) che vorrebbe la guarigione locandinadel marito dall’Alzehimer e altri. Ad ognuno di loro l’uomo indica un compito da portare a termine per poter ottenere ciò che ha domandato. A volte l’uomo chiede qualcosa di inaccettabile come costruire una bomba o picchiare uno sconosciuto, a volte invece si tratta solo di proteggere una persona. In ogni caso sono i valori etici dei protagonisti a finire in gioco e….da qui in poi è meglio guardare il film.

Il fatto che dopo circa venti minuti dalla visione si intuisca il meccanismo dietro cui ruota il film, e pure qualcosa in più, non è in alcun modo motivo di demerito. The place infatti poggia stabilmente su tre elementi abbastanza solidi: la sceneggiatura, la regia e il cast.

La imagesbsceneggiatura prende ispirazione dalla serie TV  The Booth at the End (non avendola vista non ho metri di paragone ma dicono sia molto più bella del film [che tristezza, fino a non molto tempo fa questo si diceva dei libri]) di cui ricalca praticamente la maggior parte dei punti salienti (stando al plot trovato su internet). I dialoghi sono ben scritti, sufficientemente incalzanti e costruiti senza buchi o momenti di noia. Dal punto di vista registico il taglio utilizzato da Genovese, rispetto per esempio a Perfetti Sconosciuti, è di stampo più “Hollywoodiano” nelle atmosfere e indexnei colori, con inquadrature ricercate per ovviare al limite dell’ambientazione costituita esclusivamente dall’interno di un solo locale (da aggiungere a all’elenco dei film girati in spazi ridottissimi, insieme a Piano 17, Phone Booth e Locke). Per questo motivo il film abbonda di primi piani, medi o mezzobusto, riuscendo comunque a tenere un alto livello di coinvolgimento grazie a cambi di prospettiva dinamici con i quali si anima una situazione, diversamente, a serio rischio di monotonia e morte cerebrale per noia (vedi Un piccione seduto su un ramo riflette sull’esistenza).

Elemento di grande aiuto è il cast, ampio e dalla bravura riconosciuta, il quale include Valerio Mastandrea, Marco GialliniAlba Rohrwacher, Giulia Lazzarini, Silvia D’Amico, Vittoria Puccini, Rocco Papaleo, Vinicio Marchioni, Silvio Muccino, Alessandro Borghi e Sabrina Ferilli,images e che, nel complesso, si esprime al meglio e si assesta mediamente ad un buon livello. Chi più, chi meno, senza dubbio il risultato finale è più che onesto e non avrebbe potuto essere altrimenti visto lo schieramento mandato in campo. L’unico che passa con riserva è Silvio Muccino che, dall’alto dei suoi trentasei anni, ancora riesce a sembrare l’adolescente con la zeppola di Ricordati di Me.

Il nucleo portante di The Place sta nell’insieme in questi tre elementi perché in assenza anche565 di uno solo sarebbe inevitabilmente una pellicola scadente. La tematica si aggira intorno all’etica, alle seconde possibilità e al destino, senza provare ad ergersi a metafora simbolica dell’esistenza, dare alcuna risposta conclusiva e nemmeno preoccuparsi di approfondire la questione perché , alla fine, si tratta di un aspetto secondario alle vicende umane dei personaggi, decisamente molto più interessanti. L’unico neo è il finale con cui si cerca di ribaltare tutta la vicenda in modo da creare un colpo di scena, che però finisce per risultare molto posticcio e volutamente programmato per buttare un’ultima carta nel vano tentativo di stupire: totalmente superfluo.

Niente di eccelso e mediamente dimenticabile ma allo stesso tempo godibile (pur se digiuni della serie TV) nel momento in cui lo si prende per quello che è, un discreto gioco narrativo.

Giudizio in minuti di sonno: Record! Sveglio dall’inizio alla fine! Non ricordo più da quanto tempo non capitava.

 

Un pensiero su “The Place – Paolo Genovese

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