L’importanza di una comfort zone

Non sopporto più sentire la frase “esci dalla tua comfort zone”. Mi ha rotto il cazzo e non sopporto nemmeno più chi la pronuncia.

Solitamente perché chi si permette di dirla ha il culo molto ben al sicuro in una comfort zone blindata, solida quanto un bunker e talmente grande da non accorgersi nemmeno di prosperarci beatamente.

Non è nemmeno una gran novità, chi pontifica e sparpaglia consigli non richiesti solitamente si autoconferisce un’autorità in materia che, in fin dei conti, non possiede perché facilmente, non solo non l’ha provata sulla propria pelle, ma nemmeno tenta almeno di capire cosa stia succedendo all’altro.

Soprattutto mi sta sul cazzo questa frase perché sento di non avere più nessuna comfort zone di cui, invece, abbiamo tutti bisogno.

E’ indispensabile avere uno spazio o un momento in cui adagiarsi per tirare un sospiro di sollievo e sentirsi finalmente al sicuro. Non voler uscire da una comfort zone è decisamente un’altra cosa. La sensazione di non avere certezze, nulla a cui aggrapparsi, nemmeno un posto in cui riposare un attimo perché appena ti fermi come minimo ti dicono che sei seduto su di un deposito di tritolo, non ha nulla a che vedere con il sostare in una comfort zone.

Sono stanco di sentir ragionare per frasi fatte, luoghi comuni e soluzioni precotte senza che almeno non si abbia provato ad ascoltare la realtà personale degli altri.

Perché è da idioti pretendere che si possa vivere perennemente in trincea. Tutti abbiamo bisogno di non essere sempre nella condizione di guardarci le spalle o pronti a reagire.

Questo non è “non voler uscire dalla comfort zone” ma “non volersi sentire più braccati” o “in balia di qualcosa che non siano le proprie decisioni”.

Fanculo.

Appena trovo una comfort zone mi ci blindo dentro. Oltre i miei limiti io ci ho già sguazzato e li ho esplorati a sufficienza.

Ora vorrei solo poter tirare un sospiro di sollievo.

7 pensieri su “L’importanza di una comfort zone

  1. La comfort zone sta sulle scatole anche a me. L’unico comfort qualcosa su cui so di poter contare è il food. Una carbonara come si deve a volte vale più di mille parole.

  2. Confesso: anch’io ero uno di quelli che sosteneva fermamente l’importanza di non marcire nella propria comfort-zone, provavo ribrezzo anche solo per il termine. Poi sono maturato e ho cambiato punto di vista, opinione. Oggi ho pubblicato un breve post in cui affronto il problema dalla tua stessa prospettiva (“Io ho bisogno di un equilibrio, di una condizione stabile di quiete”) e mi interesserebbe davvero molto sentire la tua opinione in merito.
    E ammetto che al “Mi ha rotto il cazzo” dell’inizio del post è scattato un applauso.

    • In realtà non sono contratrio, per quanto riguarda la mia persona, all’uscire dalla comfort zone. Ci sono momenti in cui probabilmente è utile poterlo fare ma è anche vero che è molto soggettivo, ci sono fasi in cui invece è meglio stare in tranquillità.
      In questo caso mi irritava profondamente chi dice quella frase come se fosse la panacea di ogni male senza minimamente chiedersi quale sia la storia di chi si ha davanti. E’ come dire ad un marinaio che è via da anni “hai bisogno di uscire a vedere il mondo”: demenziale.
      Vado a leggere.

      • Sì, purtroppo molte frasi anche con un significato positivo e abbastanza profondo vengono selvaggiamente stuprate ed abusate finché non risultano odiose e vuote.

Secondo me....

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