Smetto quando voglio: Ad Honorem – Sidney Sibilia

Pietro Zinni (Edoardo Leo) sta scontando la sua pena in prigione separato dagli altri componenti della “banda”, costretto inoltre ogni settimana ad andare dalla psichiatra perché nessuno vuole credere che un pericoloso criminale stia progettando un attentato con il gas nervino (finale di Smetto quando voglio – Masterclass). Quando una blogger va a chiedergli informazioni a proposito di quanto accaduto, capisce che c’è un legame con alcuni fatti avvenuti anni prima in cui era rimasto coinvolto anche taleindex Claudio Felici, meglio noto come “Er Murena” (Nerì Marcoré), il boss laureato in ingegneria navale che avevano fatto incarcerare. Pietro fa allora in modo di essere trasferito nello stesso carcere per potergli parlare e arrivare così all’identità del misterioso attentatore, tale Walter Mercurio (Luigi Lo Cascio) ex docente universitario. Il ricercatore capisce la gravità della situazione e quindi di dover riunire tutti gli ex componenti della banda nello stesso carcere per progettare un’evasione e riuscire a fermare Walter prima che…e da qui in poi è meglio guardare il film.

Terzo e ultimo capitolo della trilogia di Smetto quando voglio, temporalmente si tratta di un midquel perché si colloca dopo Smetto quando voglio – Masterclass ma prima della scena finale di Smetto quando voglio (il bambino era già imagesegrande). Tuttavia, nonostante sia stato girato in contemporanea con il secondo, si sente  una certa differenza qualitativa, seppur minima. La motivazione è che, a seguito di quanto costruito, il film conclusivo dovrebbe necessariamente fare il botto invece finisce per rimanere all’interno di una linea, pregevole per carità, ma che non ha nessun margine di stupore o di effetto sorpresa.

Le scene più divertenti sono quasi tutte anticipate dai trailer online, piacevoli ma, imagesrispetto alle aspettative create dal secondo capitolo che lascia in attesa, non riesce a salire di livello e rimane alla stessa altezza del precedente, risultando un pochino deludente e con la sensazione di non essere propriamente concluso a dovere. La trama è un attimo pretestuosa e a tratti alcune scene sono didascaliche, insieme alla sensazione che sia stato tutto improvvisato (di primo acchito avrei detto raffazzonato ma sarebbe stato poco adeguato). Realisticamente sembra che ci fossero tante trovate che non erano imagesvstate utilizzate e quindi meritavano di avere sfogo adeguato, necessariamente all’interno di una cornice narrativa in cui inserirle la quale, però, pare utile proprio solo a questo “sfogo”.

Sia ben chiaro, ognuna di queste trovate ha però una sua una totale genialità.

Non si tratta di un giudizio di merito ma solo di osservazioni neutre su quello che è stato un processo creativo perché, nonostante queste sensazioni in merito alla costruzione del film,  è comunque veramente divertente e da non lasciarsi sfuggire.

In realtà paragonato alla proposta natalizia di quest’anno si può anche dire strepitoso..

Cast ottimo anche se i migliori sono Luigi Lo Cascio e Neri Marcorè, quest’ultimo riesce a slittareindex1 perfettamente tra due personaggi all’antitesi e darne consistenza e spessore psicologico in pochi passaggi. Il resto degli attori è perfettamente sintonizzato su questo livello. Anche la colonna sonora sembra essere abbastanza centrata. Le scene da ridere sono numerose, seppur nessuna eclatante come negli altri, e i personaggi hanno più o meno tutti lo spazio comico ed espressivo che meritano all’interno del film.

L’unica scelta che continuo a non digerire è la scelta della luce in toni lisergici con le dominanti giallo, verde, ecc. che alcuni possono trovare affascinanti ma per me erano solo irritanti.

Assolutamente da vedere. Conclusione sottotono e lontana dalle aspettative, forse un poco amara, ma comunque di qualità e che continua a mantenere un buon livello di sagacia. Considerato che stanno per uscire una serie di cinepanettoni inguardabili, meglio risparmiare e guardare qualcosa di più ricercato(re) della serie di scoregge e fica in vetrina di chi è rimasto all’umorismo da prima elementare.

Ci meritiamo di meglio e questo è senza dubbio il nostro meglio.

I sani eredi della commedia all’italiana, leggeri, amari e ironici come solo i migliori sanno essere. Prendere o lasciare.

Giudizio in minuti di sonno: Sveglissimo! E per la prima volta insieme ad un pubblico civile. Ad eccezione di quello che continuava a calciarmi lo schienale ogni volta in cui si muoveva.

 

Secondo me....

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