Svegliarsi

Se poi sapessi cosa scrivere sarebbe molto più facile.

Invece mi ritrovo a fare i conti tutta la sera con una sensazione di stallo.

Nella vita.

Come se all’improvviso tutto si fosse fermato, bloccato in un istante ripetuto ossessivamente che, dopo non molto, viene a noia. Perché di fronte a delle scale ci si rompe il cazzo a stare fermi su di un pianerottolo.

Non solo.

E’ come se la soglia delle percezioni si fosse fatta più superficiale, fredda, e tutto apparisse insignificante, inutile, privo di senso.

A seguire, sempre lei.

La voglia di catapultarmi dall’altra parte del mondo, perdermi, sparire, dileguarmi tra la folla in un mercato di spezie.

Ritornare a viaggiare con la mente, ad avere e ancora la pelle d’oca ascoltando una canzone coinvolgente, la stessa curiosità di conoscere pensieri nuovi, la voglia di sforzarmi come prima, la capacità di emozionarmi ancora e ancora, invece di questo sopore che mi coglie sempre troppo presto alla sera, che sembra farmi arrivare ogni volta in riserva di fronte ai miei desideri.

Detesto questo fastidioso senso di inutilità legato ai gesti e alla sensazione che nulla possa cambiare.

Come se niente potesse servire realmente a qualcosa.

Comunque futile, la perdita di senso.

Del resto, al momento, che ci si può fare?

Niente.

Una bella doccia fredda fuori dalla realtà e sperare di svegliarsi.

Secondo me....

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