Il pontile – Racconto

Dormivo così bene sul sedile posteriore della macchina. Ora invece sono tra le braccia di mio padre.

Ho aperto gli occhi perché mi sono sentita sobbalzare ripetutamente.

Papà sta correndo forte ed ha il fiatone.

La sua barba mi solletica leggermente la fronte.

Ha il viso rosso e le guance imperlate di sudore.

Una goccia cade sulla mia maglietta rosa.

Papà inciampa, perde l’equilibrio, ma non cade. Corre come se fosse inseguito dallo stesso demone delle favole che mi racconta ogni sera prima di mettermi a dormire. Quello che poi viene sconfitto dall’eroe buono.

Ho molta paura, non capisco da cosa stiamo scappando.

Vorrei dirgli che tutto andrà bene, di non preoccuparsi, che alla fine il bene vince sempre ma sono bloccata in un pianto silenzioso che mi affoga la voce.

Cerco di guardare oltre le sue spalle. Non riesco. Con il corpo non mi fa vedere nulla.

Mi aggrappo al suo vestito per non cadere e soprattutto perché non voglio perderlo.

Sento un rumore di assi di legno che scricchiolano sotto il nostro peso.

Qualcuno grida : <<Non c’è più posto!>>

E subito le falcate hanno una frenata improvvisa.

Le sue mani mi sollevano e mi lasciano tra due braccia estranee. Femminili, morbide, sicure.

La sconosciuta mi prende a sé senza esitazione.

Mi giro e vedo mio padre che aiuta diversi uomini a spingere la barca su cui mi trovo.

Ci allontaniamo lentamente l’uno dall’altra mentre insieme agli altri prendo il largo.

Per un attimo credo di trovarmi in una bolla di vetro, immersa nel blu del mare e del cielo screziato dalle nubi.

Non lo perdo di vista in mezzo ai rimasti a terra, vedo la sua mano destra oscillare con delicatezza in un breve e lento cenno di saluto.

In silenzio.

E per sempre di quel giorno ricorderò solo gli occhi lucidi di mio padre, in piedi sopra un pontile a cui non farò mai più ritorno.

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4 thoughts on “Il pontile – Racconto

    • Ti ringrazio! Un’ottima scelta ma spero di non deluderti nel rivelare che il racconto mi è venuto in mente mentre guardavo lo spezzone di Shrek 2 con I need a hero di Bonnie Tyler.. 😉

      • L’ispirazione ha mille vie e nessuna è piu giusta di un’altra. Basti pensare che notoriamente le migliori idee vengono in “ufficio” altresì chiamato pensatoio. Spero vivamente che i segreti della mente umana non vengano mai scoperti del tutto così da lasciare un’aria di velato romanticismo (magari con la finestra aperta)

        • Non potrei essere più d’accordo. La realtà può essere deludente però credo ci sia sempre da apprezzare l’ironia della cosa. Se scoprissi che le migliori idee (magari quelle osannate in maniera snob, con quella vena un po’ aulica) fossero state partorite al gabinetto sarei semplicemente esaltato. Apriamo le fineste.

Secondo me....

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