Honky Tonk Samurai – Joe R. Lansdale

Hap Collins e Leonard Pine, per chi non li conoscesse, sono due investigatori texani sconclusionati e cazzoni (“Un giorno potresti tirare la corda sbagliata. E scoprire che è legata al mio polso“) ma decisamente bravi nel loro mestiere. Tuttavia è’ difficile dire se il loro lavoro consista nel risolvere casi intricati o ficcarsi in situazioni assurde al limite dell’incredibile, con una vaga tendenza alla complicazione. Questa volta a contattarli è Lilly Buckner, un’anziana signora dal passato decisamente molto “allegro” che vorrebbe rintracciare Sandy, la nipote scomparsa. Ovviamente ogni incarico che ricevono non può mai essere semplicemente lineare e quindi la banale ricerca di una persona non può che trasformarsi in una giostra di loschi traffici sotterranei popolati da personaggi bizzarri, pallottole come se piovesse e un misterioso Killer a cui piace tagliare testicoli alle sue vittime.honky-tonk-samurai

Probabilmente il capitolo conclusivo della saga di romanzi del duo Hap & Leonard, ci viene concesso in un’edizione magnificamente pregevolizzata (avrei potuto dire impreziosita ma oggi ho voglia di inventarmi delle parole a caso) dalla copertina disegnata da Zerocalcare.

Che dire, Joe R. Lansdale o piace o non piace.

Non ci sono mezze misure. Si può decidere di stare al gioco delle sue trovate assurde, della sua voglia di inventare senza freni, della sua ironia da film action anni ’90 oppure si può storcere il naso di fronte alla volgarità e fermarsi su dettagli irrilevanti mancando l’occasione di apprezzare un romanzo scorrevole e semplicemente divertente. Questo è il rischio che corre chi si massacra di rasponi intellettualodi (“Ah, la tauromachia..” cit.) e non si vuole concedere ad una fantasia (un po’ grezza, è vero..) che corra semplicemente a briglia sciolta, anche e soprattutto nei sui eccessi i quali, comunque, sono sempre meno estremi di quelli dell’Ammaniti più pulp, per esempio.

Più della storia di per sé, a fare da padroni sono i personaggi di Hap Collins e Leonard Pine, investigatori unici nel loro genere ma che si inseriscono nel filone della coppia male assortita che tanto è stata sfruttata negli anni passati dal cinema d’azione, seppur nel loro caso siano costruiti con una dignità autoriale degna di nota. Sono due personaggi non convenzionali non solo nelle apparenze (bianco, eterosessuale, ironico e disilluso uno, mentre nero, omosessuale, sarcastico e aggressivo il secondo) ma anche nella sostanza, lontana anni luce dai metodi investigativi più “formali” di un Philip Marlow, di un Maigret, di un Poiroit ma anche dei più recenti Montalbano, Schiavone o Coliandro.

Ecco, dovendo scomodare una qualche figura poliziesca, Hap & Leonard sono dei Coliandro un po’ meno sfigati e più pistoleri.

Tra l’altro, nonostante la loro saga sia iniziata nel lontano 1990 con Una stagione selvaggia, solo nel 2016 si è deciso di produrre una serie televisiva a loro dedicata che, tutto sommato, è più che dignitosa quantomeno se si considerano i due azzeccatissimi attori protagonisti.

Lo stile di Lansdale è diretto, semplice, colloquiale e chiaro, senza troppi giri o manierismi impostati; il che non lo rende uno scrittore inesperto, anzi, tutto il contrario. Sul finale infatti riesce abilmente a portare l’attenzione dove vuole lui con un paio di frasi che fanno presagire una possibile eventualità futura, per poi riuscire a sorprendere con un colpo di scena finale che disattende completamente le aspettative sottilmente create. Molti altri scrittori cadono facilmente nell’errore di voler orientare l’attenzione riportando alla memoria dettagli indispensabili per introdurre un colpo di scena, ma in questo modo finiscono poi per renderlo palpabile e prevedibile. Lansdale invece usa esattamente lo stesso sistema ma solo per poi sovvertire completamente tutto riuscendo nell’intento di sorprendere.

Bravissimo, caro Lansdale mi hai preso alla sprovvista.

Ma più di tutto, rimarrai sempre un grande per aver scritto Bubba Ho Tep.

Piacevole, da svago, senza impegno, per momenti cazzari di un certo livello.

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