Malcolm X – Spike Lee

Malcolm Little (Denzel Washington) è un giovane nero nell’america degli anni ’40 che divide il suo tempo tra droga, scommesse, sale da ballo, vendita di whisky di contrabbando insieme all’amico Shorty (Spike Lee), grazie alle quali si può permettere di indossare abiti vistosi e sgargianti. Porta avanti due relazioni in contemporanea con Laura (Theresa Randle) di famiglia religiosa e con la bianca Sophia (Kate Vernon) fino a quando non viene arrestato per furto dopo aver svaligiato un’abitazione e condannato a dieci anni di carcere. Quiindex incontra Baines (Albert Hall) un altro detenuto affiliato alla NOI (Nation Of Islam) che lo istruisce e lo fa entrare nell’organizzazione, di cui diventerà uno dei predicatori più noti con il nome di Malcolm X e…da qui in poi è meglio guardare il film.

Biopic decisamente importante più per la caratura del personaggio che per una qualche forma di valore intrinseco alla regia di Spike Lee, si impone principalmente per la straordinaria interpretazione di un Denzel Washington incredibilmente somigliante al vero Malcolm X.

Intendiamoci.

Non che Spike Lee sia un incapace, anzi, però nemmeno sembra poi un così grande maestro dal punto di vista visivo. Il suo maggior pregio è quello di avere dalla sua parteimages un notevole impegno politico (autentico  e spesso polemico) che è stato infatti il principale motore del suo successo e che ha tenuto in piedi il suo operato grazie a quelli che sono i suoi film migliori (Fa’ la cosa giusta, Malcolm X, La 25esima Ora..) e determina la maggior parte dei temi principi legati, appunto, alle tensioni razziali e alle minoranze nella vita di strada. Non è difficile sostenere che quanto più si allontana da quello a cui tiene, tanto più perde di mordente: basti pensare ai comunque interessanti Summer of Sam o Inside Man, belli ma senza entusiasmo, per finire ai due terribili flop di Miracolo a Sant’Anna e Old Boy. Sul primo non posso dire nulla perché ancora non l’ho visto (e nemmeno credo che lo farò) ma sicuramente posso esprimermi sulla totale inutilità del secondo a fronte della bimageseeellezza dell’originale di Park-Chan Wook (e qui si potrebbe aprire una disquisizione su quanto sia irritante questo insopprimibile vizio di fare remake americani di film extra-americani di successo e per giunta pure recenti : Lasciami entrare, Insomnia, Funeral Party, Taxxi, Nikita, Uomini che odiano le donne..ma se non avete nulla da aggiungere o migliorare, non potete guardarvi gli originali che sono già belli così? [nello specifico, molto più belli dei remake!]).

Tornando al film c’è da segnalare la “vaga” impressione che ci sia stata operata imageswun’operazione di smussamento degli angoli e delle contraddizioni. Non siamo al livello di una insopportabile agiografia zuccherosa ma è come se si fosse rimasti nella superficie delle vicende di una personalità dotata di un grande carisma (che, senza aver una particolare confidenza con il personaggio, trasuda di suo dal penetrante sguardo delle foto storiche) che comunque andava di pari passo con le appena accennate spinosità. La cui presenza del resto è normale in tutte le grandi personalità ma di cui spesso preferiamo non fare parola per indulgenza o per conservare intatte le nostre idealizzazioni. Mi risulta che Malcolm X si attestasse su posizioni molto più critiche e intransigenti, rispetto per esempio a Martin Luther King, ma di questo non c’è traccia nel film se non in alcuni accenni svalutati della loro importanza. Non è un capolavoro ma probabilmente è da considerarsi un film necessario per conservare memoria di quello che è stato.

A parte, si può fare una riflessione su quanto spesso i personaggi carismatici, le grandi personalità intransigenti e non disposte ad un compromesso, finiscano così spesso per essere neutralizzate non tanto dagli avversari quanto dai proprio compagni e promotori i quali temono di essere oscurati dalla popolarità di questi trascinatori. Possibile che dietro ad ogni ideale di cambiamento non ci sia mai solo un’idea ma, al contrario, solo l’idea di potere?

Per quanto riguarda il cast non c’è molto da dire perché nessuno brilla come Denzel Washington, protagonista incontrastato del film che riescimagesze a rimanere di poco lontano dallo sguardo penetrante e determinato del reale Malcolm X. Non che gli altri attori non siano notevoli (Angela Bassett, Albert Hall, Kate Vernon, Theresa Rundle, ..), compresi i vari cameo di personaggi celebri, il fatto è che un film del genere lo si va a vedere per ciò che rappresenta il protagonista reale a cui è ispirato e quello cinematografico, se è all’altezza, inevitabilmente catalizza tutta l’attenzione. Perché da un film come questo ci si aspetta di capire chi fosse Malcolm X.

Da vedere con la consapevolezza che purtroppo sono mancanti gli ingredienti necessari per renderlo un film dimenticabile piuttosto che nella media. Opaco e senza un’anima catartica, ma da riscoprire.

Del resto nindexeon è semplice far respirare una vita da uno schermo.

Giudizio in minuti di sonno: Qualche sparuto breve pisolino durante la prima ora, mi addormento mezzora nella seconda e poco prima dell’inizio della terza ora svengo miseramente quasi fino alla fine. Grazie a riavvolgimenti vari e al gatto che mi sveglia riesco a vedere i 201 minuti di cui è composto in una sola tirara iniziata alle 21:00 di sera e terminata all’1:50 di notte.

Circa.

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