Incontri ravvicinati “classici”

Ho partecipato alle ultime quattro edizioni di due festival di musica classica.

Di primo impatto direi di essere visibilmente un personaggio piuttosto fuori luogo visto che non rappresento il prototipo di pubblico che ci si aspetterebbe di vedere ad un concerto di musica classica (tatuato, piercing alle orecchie e magliette dell’Hard Rock Cafè, che indosso non tanto per provocazione ma quanto perché sono le uniche ad essermi rimaste nell’armadio. Insieme a quelle dell’Harley Davidson e dei Misfits) e, anche se si sa che le apparenze ingannano, in effetti non sono nemmeno quello che si direbbe un “cultore della materia”.

Anzi, proprio il contrario, se si escludono quel paio di composizioni che conosco (non solo il famigerato ta na na naaaaa!).

Alla fine di un concerto mi si avvicina una signora con la chiara intenzione di attaccare bottone e dopo avermi sottoposto ad un brevissimo interrogatorio (chiseidadovevienidoveabiti?) assume il tono di chi la sa molto lunga, quella del vero intenditore di vino che sorseggia tavernello a sua insaputa e ne parla come se fosse Brunello di Montalcino Riserva “Il Greppo” Biondi Santi.

<< Bravi! Un trio di francesi.. >>

<< Veramente uno è russo.. >>

<< Si ma stando in Francia ormai è diventato un francese… >>

<< .. >> (Certo. Stando nell’orto anche io divento un ortaggio, ho un amico medico e quindi posso fare un’operazione a cuore aperto, ho visto tutti i film di Tarantino e quindi conosco a menadito il cinema, ecc.)

<<..ed è per questo che, essendo francesi, hanno suonato solo compositori francesi. La seconda parte di Debussy poi mi è piaciuta molto! >>

<<…>> (Sorriso di circostanza, fisso l’orizzonte e sbavo da una parte schiacciandomi una banana in fronte.)

Ora.

Non avevo proprio un ricordo chiaro di quale fosse il programma nello specifico e nemmeno ricordavo quali compositori avessero suonato ma ero piuttosto sicuro di non aver letto da nessuna parte Debussy.

Sapendo che a volte i programmi cambiano senza preavviso, non sto a puntualizzare ulteriormente con la signora che comunque se ne va per la sua strada saltellando leggiadra, colta dall’estasi musicale che la riporta ad ascoltare il bis in corso.

Recupero il programma:

  • Prima parte, Franz Schubert, austriaco;
  • Seconda parte, Johannes Brahms, tedesco:
  • Bis, come precedente.

E non è finita qui.

In un secondo tempo racconto l’episodio al direttore artistico che si fa una risata e mi rivela che è impossibile confondere Brahms con Debussy.

Credo che in quel momento non gli sia sfuggita la mia vacua espressione smarrita (vedi che alla fine sono diventato veramente un vegetale? Allora posso anche operare perché ho un amico medico, chi si offre? I casting invece iniziano domani..) perché per quanto mi riguarda la musica classica è musica classica, punto, non sono in grado di distinguere lo stile di un compositore da quello di un altro. Del resto mi rendo conto che ad un appassionato di questo genere possa fare lo stesso effetto ascoltare Death Metal e Grindcore e sembrargli la stessa poltiglia di rumore e grida..ma non è così!

Quindi mi viene incontro con un esempio a me più accessibile dicendomi che è un po’ come confondere i Rolling Stones con Mino Reitano.

Aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaah….

……ma…. allora….. non capiva veramente un cazzo!

(cliccare per il video della reazione)

Signora? Posso offrirle un bicchiere di ottimo…. “Brunello”….?

brunello-biondi-santi-riserva

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11 thoughts on “Incontri ravvicinati “classici”

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