Forever Young – Fausto Brizzi

Alcuni cinquantenni che faticano ad accettare il fatto di non essere più giovani si alternano all’interno di una narrazione che sovrappone le loro singole storie: Giorgio (Fabrizio Bentivoglio) è il direttore (o ha un ruolo dirigenziale) in una emittente radiofonica ed è fidanzato con una ragazza di ventanni ma quando conosce Stefania (Lorenza Indovina), una fisioterapista della sua età, si sente attratto da lei e inizia a mettere in dubbio la sua relazione; Diego (Lillo) gestisce da anni un programma in radio ma, ormai divenuto anacronistico, viene rimpiazzato da un giovanissimo DJ famoso grazie ad un canale youtube; Angela (Sabrina Ferilli) è52629 un’estetista che inizia ad uscire con un ragazzo molto più giovane su pressione di un’amica che le suggerisce di cercarsi un “toy boy” e Franco (Teo Teocoli) avvocato iperimpegnato sportivamente non accetta l’arrivo della vecchiaia nonostante la preoccupazione della figlia (Claudia Zanella) e del genero (Stefano Fresi) sulla sua salute e.. da qui in poi è meglio guardare il film.

Si potrebbe iniziare dicendo che le uniche motivazioni per andare a vedere Forever Young al cinema possono essere quelle di avere dei biglietti d’ingresso omaggio (come effettivamente è accaduto) ma potrebbe non essere un’affermazione totalmente corretta perché, per quanto difficilmente si pagherebbe per vederlo, tutto sommato non è nemmeno così malvagio come possa sembrare. Se prendiamo come termine di paragone i cinepattumi di natale (peraltro alcuni sceneggiati proprio dallo stesso Fausto Brizzi) Forever Young ne esce inevitabilmente a testa altissima nonostante la storia sia banale e inconsistente, privaimages di qualunque sostanza. Lo svolgimento è superficiale e prevedibile quando non addirittura scontato ma, nonostante questo, può tranquillamente svolgere un’ottima funzione di intrattenimento da serata sul divano o da guardare in concomitanza con altre attività parallele, tipo dormire. Tutto sommato non ambisce a nulla più di quello e in questo senso va più che bene visto che alcune scene sono pure piacevoli e divertenti (senza particolari clamori, sia chiaro). Non c’è molto altro da aggiungere a dire il vero, già nello spiegare la trama si rischia di svelare praticamente tutto, tanto per rendere l’idea su quanto poco altro ci sia da questo punto di vista e quanta superficialità si respiri nel suo svolgimento.

Ero già pronto a dire che Fabrizio Bentivoglio non è più uscito dal ruolo di malato di Alzheimer di Una sconfinata giovinezza ma non solo non sarei onesto ma sarei anche profondamente ingiusto perché in realtà, seppur leggermente fiacco e senza particolari entusiasmi, è sempre molto bravo. Si rimpiangono i tempi di Marrakech Express e Turnée (per non parlare di Salvatores che imagesddultimamente pare abbia perso la bussola) ma il livello è sempre pregevole. Il resto del cast non brilla per particolari qualità ma si assesta in una media tutto sommato dignitosa. Qualcosa in più merita Stefano Fresi che seppur non pare essere un talento recitativo straordinario è sicuramente in netto miglioramento e in Smetto quando voglio aveva dimostrato capacità superiori a quelle di cui fino ad ora ha avuto la possibilità di dimostrare. Menzione a parte Teo Teocoli che seppur senza infamia e senza lode, stupisce piacevolmente.

Fausto Brizzi in veste di regista non ha una filmografia eccelsa, anzi proprio il contrario, ad eccezione di Notte prima degli esami che, per quanto non sia né un capolavoro e nemmeno un film particolarmente pregevimagesddeeole, gli valse un David di Donatello come regista esordiente, si suppone più per l’innegabile successo di botteghino che per qualità cinematografiche, il resto è materiale trascurabile e Forever Young non si distingue in nessun modo: manca di mordente e di guizzi di originalità che lo elevino oltre la media ma a leggere altre recensioni ci si aspettava di vedere molto peggio.

Guardabile con una buona dose di accondiscendenza e senza aspettative, in tal caso si possono trascorrere un paio d’ore spegnendo il cervello. Nessuno ve le restituirà ma avreste anche potuto investirle peggio. Tipo guardando The Lady di Lory del Santo.

Il momento più alto si raggiunge con la citazione iniziale “Dentro ogni anziano c’è un giovane che si chiede cosa gli è successo.

Curiosità: A me era sfuggito ma mi hanno fatto notare che nella scena della partita di tennis Claudia Zanella è inquadrata mentre legge Anna di Niccolò Ammaniti!

Giudizio in minuti di sonno : Sveglissimo anche se distratto dall’addetto alla vendita dei pop corn nell’odiossissimo intervallo tra il primo e il secondo tempo che incombeva a lato della sala.

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