I Mercenari 3 – Patrick Hughes

I mercenari guidati da Barney Ross (Sylvester Stallone) devono liberare Doc (Wesley Snipes) poiché necessitavano di un uomo per una nuova missione di Church (questa volta Harrison Ford) che consiste nel sottrarre un carico di bombe ad un tale Victor Menz che si scopre essere Stonebanks (Mel Gibson) una loro vecchia conoscenza data per morta. Nel conflitto a fuoco che segue allo scontro, Caesar (Terry Crews) rimane ferito124344384 gravemente e la missione si rivela un insuccesso. A Questo punto Barney recluta un nuovo team e…da qui in poi è meglio guardare il film.

La differenza rispetto agli altri due capitoli di questa saga è quantificabile in una mezzora circa. Questo film dura quasi due ore mentre gli altri un’ora e mezza. E questo perché a fronte di una trama perfettamente identica a “I mercenari 2“, a sua volta uguale a “I Mercenari“, (RATATATATATATATATATATATA BANG BANG BANG SBADABOM per la quasi totalità dei film) in questo terzo capitolo la mezzora in più viene giustificata dalla selezione del nuovo team i cui membri vengono visionati uno per uno che, insomma, forse è un attimo lunghina e rompe parecchio il cazzo. La trama è finita. Passiamo al cast. Sylvester Stallone è sempre più simile ad un malinconico Braccobaldo Bau, ulteriormente intristito dagli anni di Botox e di steroidi, ormai lontanissimo dalle sue sembianze umane, Arnold Schwarzenegger sembra sempre più un a35436_pplnziano ciccione con problemi di motilità, Harrison Ford un arteriosclerotico rincoglionito appena uscito dalla casa di riposo e Antonio Banderas riesce ad essere ancora più fastidioso che nelle pubblicità del Mulino Bianco e meno carismatico della gallina che lo accompagna solitamente. L’unico in forma smagliante è il vitale Mel Gibson che, bisogna dirlo, si tiene in allenamento scatenando risse con persone sempre nuove, poliziotti, fotografi (l’ultima riportata giusto ieri, 25 Agosto 2015), malmenando mogli, minacciando telefonicamente di morte e lanciando insulti a sfondo razzista un po’ a chiunque gli capiti a tiro con qualunque pretesto. Jason Statham lo stimo solo perché, oltre ad essere il protagonista di Crank (trash straordinario, epocale), è la dimostrazione vivente, insieme I MERCENARI 3 - Sylvester-Stallone & Co.a Bruce Willis, che si può essere fighi anche avendo pochi capelli. Il che mi rincuora per il futuro (leggi presente molto prossimo, quasi attuale). Che altro dire? Un film d’azione lineare, prevedibile, senza trama, con un ripieno di muscoli, testosterone, pallottole, luoghi comuni, autoironia (vedi Wesley Snipes salvato dalla prigione, dove effettivamente è stato per problemi legati alle tasse) e banali amicizie virili  ma, proprio per tutti questi motivi, senza pretese e alla fine pure divertente. Nulla più di quello che ci si aspetta da un becero film d’azione: una manciata di luoghi comuni e di godibile ironia vecchio stile con tante esplosioni e pochi dialoghi da spogliatoio.

A proposito del regista, Patrick Hughes, si può dire solo questo: Chi??

Un film sostanzialmente ignorante e per questo gradevole se lo si guarda nell’ottica di vedere qualcosa che non ambisca a nulla di diverso dallo sfoderare vecchie glorie pensionate in grande spolvero, divise tra rughe e autoironia machista. Lasciamoglielo fare che va bene. Dignitoso nel suo genere.

Giudizio in minuti di sonno: Sveglissimo durante tutto il film, ultimo di quelli visti durante il lungo viaggio di ritorno. Giusto per non guardare nulla di troppo impegnativo.

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