Il pane

Prima o poi nella vita bisogna cimentarsi con l’alimento più vecchio del mondo. L’idea era di iniziare da sboroni provando a fare quel fantastico pane nero valdostano con fichi e noci. Quello che se fai l’errore di comprarlo ad una braciolata si finisce tutti ad ammazzarsi di pane e birra senza cagare minimamente la carne che nel frattempo sta impiegando ore per cuocere. Peccato che entrambi i pacchi di farina nera disponibili fossero ricoperti da uno strato di muffa verdognola e polverosa nonostante una scadenza piuttosto distante, il che non sarebbe neppure stato un problema se avesse coinvolto solo l’involucro esterno, ma a quanto pare si era diffusa come la peste pure all’interno quindi il progetto è stato accantonato sul nascere. Promemoria: la farina non va lasciata in posti umidi. Neanche se apparentemente non li sembrano ma per definizione li sono sempre, come il garage.

Ingredienti:

  • 250 g Farina 00
  • 250 g Farina Integrale
  • 300 ml di Acqua tiepida
  • Olio
  • Sale
  • Un cucchiaino di Miele
  • Lievito in Polvere

Preparazione : Prendere una bustina intera di lievito in polvere (7 g? Boh non ricordo) e metterla dentro ad una tazzina insieme ad un poco di acqua tiepida (fuori dal conteggio dei 300 ml). Da ricetta ci vorrebbe dello zucchero (suppongo per attivare la lievitazione) ma per dare un tocco di fantasia aggiungere un paio di cucchiaini di miele di castagno e mescolare il tutto senza esitare.

Unire la farina integrale con quella 00 in un recipiente sufficientemente grande e mescolarle un pochino in modo che diventino omogenee (se proprio avete vWP_20141218_002oglia di WP_20141218_001sbattervi potreste passarle al setaccio) e poi fare la cosa più figa di tutta questa ricetta, quella che da quando siete piccoli avete visto sempre fare alle vostre nonne (o chi per loro): un bel buco in mezzo al mix di farine con la mano, in cui aggiungere lievito, un filo d’olio e un po’ di sale. A questo punto iniziate ad impastare il tutto aggiungendo poco per volta l’acqua tiepida. Se non ne avete voglia buttatela tutta dentro e poi iniziate a smanacciare il tutto per una decina di minuti. Quando avrete le mani cementificate con l’impasto colloso trasferite il tutto sopra una tavola di legno debitamente coperta di farina e proseguite nello smanacciamento per altri cinque minuti o comunque fino al cambiamento di consistenza o l’esaurimento della pazienza. A questo punto il buonsenso suggerisce di rimetterla nel contenitore e chiudere con la pellicola trasparente oppure di capovolgere il contenitore sopra l’impasto sulla tavola. Ma se siete amanti del brivido provate a coprire il contenitore con un asciugamano perché non viWP_20141218_003 fidate di quello che avete letto e da qualche parte della vostra memoria inaffidabile avete la riminiscenza che vada fatto così.

Lasciare lievitare per tre ore e poi andate ad osservare orgogliosi il risultato. Tronfi e vittoriosi a questo punto dovete togliere dal contenitore l’impasto che si sgonfierà miseramente, come se aveste fatto cilecca, dandovi l’impressione di aver fatto una cazzata clamorosa. Di quello non preoccupatevi, la cazzata vera è stata usare l’asciugamano perché l’impasto si è seccato leggermente in superficie. Rimboccatelo e fatela diventare la base della vostra pagnotta. Fate tre tagli orizzontali sull’impasto e nel frattempo fate partire il forno non ventilato a 200°C. Visto che ci mette una vita per scaldarsi portatelo a ventilato per fare prima e poi riportatelo a non ventilato fino a quando non avrete deciso che la temperatura possa essere quella giusta. Mettete l’impasto in una teglia ampia ricoperta con la carta forno e poi mettete il tutto a cuocere nel forno già caldo per 40 minuti circa.

I più precisi aggiungono una tazzina con un poco di acqua per mantere un’umidità corretta, se già solo a pensarlo vi rompete le scatole lasciate stare.WP_20141218_008

Controllate la cottura e gongolate del fatto che il pane riprende turgore fino a quando non vi sembrerà pronto. A quel punto mettetelo a raffreddare sopra una grata in metallo per impedire la condensa e assaggiatelo prima possibile.

Buonissimo e ben lievitato per essere il primo tentativo. Attenzione al sale perché potrebbe risultare scialbo, ma se qualcuno si lamentasse rispondete che è “il tipico pane toscano sciocco”.

 

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2 thoughts on “Il pane

  1. Complimenti!
    Io da un paio d’anni mi diverto con lievito madre e farina integrale di casa… Devo dire che i risultati sono eccellenti. Da qualche mese sono in pausa ma a gennaio probabilmente riprendo, anche perché qui il pane fa schifo e costa tanto. Meglio far da sé!
    Ciao!

    • Grande! Tu allora sei già ad un livello avanzato e potresti darmi qualche dritta! (senza ovviamente svelarmi i tuoi segreti..) Ne ho sentito solo parlare del lievito madre e magari più avanti farò un tentativo.. 😀
      Assolutamente e poi imparare qualcosa è sempre utile..

Secondo me....

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