La bacchetta dei desideri

Per esempio, se tu avessi una bacchetta magica con cui esaudire un tuo desiderio dal punto di vista lavorativo cosa sceglieresti?”

Fermiamoci un attimo.

La domanda è stupida. E’ evidente. La classica cazzata da dire in pieno marasma etilico con qualche amico in una serata in cui proprio non si hanno più argomenti. Alle scuole medie probabilmente. O quando si vuole provare a dare una svolta pseudointimista a fronte di una conversazione in cui le parole non sono altro che un breve intercalare tra una gara di rutti e una serie ripetuta di rosari a base di bestemmie. Ed è per questo che se non la si prende sul serio si può persino azzardare una risposta tardo malinconica senza essere presi per degli imbecilli.

Facciamo un passo indietro.

I periodi di crisi capitano a tutti. Momenti in cui ti barcameni e ciondoli nella vita con l’agilità di un’anguilla in un sacco pieno di sale. Momenti in cui la direzione da prendere non è poi così chiara. Momenti in cui si sono fatte scelte in leggera controtendenza con il senso comune ma che alla fine portano, nonostante le rinunce, ad un vissuto di benessere. Quello dell’anguilla sotto sale. Che non sarà vitale ma si conserva comunque bene. Soprattutto non si fa tante domande ma se ne sta agevolmente nella sua posizione, che ha l’innegabile vantaggio quantomeno di impedire un rapido deterioramento. Ed è in questi momenti che si presenta un losco figuro in preda a deliri di onnipotenza pronto ad ergersi a sacro guru della tua vita dispensando inviolabili consigli che tu, peraltro, non gli hai nemmeno chiesto. Il primo passo è estrarre un libercolo “new age del cazzo“(cit.) da una qualche tasca, borsa o zaino e leggere una frase a caso spacciandotela come un profondo insegnamento e un chiaro segno del destino per la tua vita. Dopodiché chiude con soddisfazione il libro e ti  guarda con occhi piccoli e indagatori in attesa dell’apparizione di una tua espressione illuminata e della frenesia di correre per i campi gridando Eureka. Il problema non è solo che la frase in questione è di una banalità disarmante che fa rimpiangere le frasi dei baci perugina e sospettare che l’autore sia in realtà la pimpa in preda agli spasmi da crisi d’astinenza di eroina, ma anche la constatazione che c’era molta più spessore e utilità nella frase “quello che il destino ti ha dato nessuno potrà togliertelo” detta dalla mia bisnonna che, al contrario di quel pestilenziale scribacchino, ha trascorso tutta la sua vita in mezzo ai campi invece di scrivere un libro insulso.

Forse a zappare la terra c’era la persona sbagliata.

Ma il guru non si ferma di fronte al tuo scetticismo. Perché manco a dirlo il problema è che tu sei scettico, e forse anche un poco insensibile a giudicare dalla tua faccia inespressiva e glaciale che non fa trasparire nessuna forma di coinvolgimento, ma di certo la colpa non è della palese inutilità di una frase che ha il solo merito di averti chiarito che mai leggerai un libro di un cretino simile. Anche perché le frasi ottimiste sulla scia del “spera che tutto andrà bene” funzionano solo con gli ottimisti e ne incrementano lo stato di alterazione ottimistica. Nei delusi e negli amareggiati preoccupati delle bollette e del proprio futuro ottiene solo l’effetto di scatenare una irrefrenabile voglia di percuotere ripetutamente l’incauto interlocutore sorridente con poderose randellate sui denti che sono il punto più scoperto.

Il secondo passo sono i consigli stupidi. Se dici che non trovi una casa ti diranno che forse ti conviene cercarla, se tu hai studiato Ingegneria si chiedono come sia possibile che tu non provi nemmeno a fare il medico di famiglia e per finire ti trovano un lavoro online come intarsiatore di pomodori marci per la cifra di 10 euro al mese e si chiedono come sia possibile che tu non approfitti di una così ghiotta occasione. In questo caso far notare che con il tuo lavoro guadagni comunque di più non serve a molto.

Comunque di fronte all’inefficacia delle frase illuminante e dei suoi preziosi consigli, il guru fa scendere in campo il più potente strumento che abbia per diradare le nebbie (che lui e solo lui vede) e si trasforma nella fatina del buonconsiglio con la domanda della bacchetta magica di cui sopra, molto versatile perché si adatta a qualunque circostanza.

Sfiga vuole che abbia cieca fiducia nella capacità di assessment e scrematura delle più profonde e viscerali esigenze dell’inconscio umano in quella domanda demenziale. Perché secondo il guru improvvisato la risposta che tu darai a quella domanda sarà chiarificatrice per il tuo sé. Ti permetterò di capire TUTTO. Anche la Teoria delle Stringhe prima ancora che venga definita. Pure se spiegata in Aramaico o in Piemontese Antico.

Peccato che non tutte le risposte gli vadano bene. Dal momento in cui si parla di bacchetta magica viene ovviamente spontaneo rispondere con sogni dell’infanzia mai realizzati (se no che bacchetta magica sarebbe?). Ma se dici “giocatore di pallacanestro” (ma si possono anche scegliere le alternative di calciatore, pilota di formula 1, pugile, astronauta, scrittore, attore, conduttore, rock star, e quel che segue) non va bene perché devi scegliere qualcosa di realistico. Cazzo, mi stai dicendo che secondo te non ho possibilità di realizzare il mio sogno? Mi dici che devo inseguire le mie passioni e poi mi scoraggi? Non ho capito, mi parli di bacchette magiche e devo stare con i piedi per terra? Cosa pensavi che potessi rispondere ad una domanda simile, che ho sempre desiderato pulire cessi? Che userei la bacchetta magica per alienarmi in una catena di montaggio? Che voglio fare il portascopettino umano o il bersaglio per il tiro a segno? Che la mia massima aspirazione è pulire scale mobili con uno spazzolino da denti o infilare supposte ai brontosauri?

La cosa buffa è che se si prende il tempo per indagare un attimo la vita del guru si scopre quanto segue: 1) che fa l’esatto contrario di quello che dice (se parla di fedeltà è infedele, se parla di sport non ha mai alzato il culo dalla poltrona e se parla di stili di vita sani come minimo fuma, beve e mangia merda dalla mattina alla sera, se dice che bisogna adattarsi non è disposto nemmeno a tagliarsi le unghi dei piedi per non cambiare troppo sé stesso, e così via..) 2) la sua vita è più incasinata e fa considerevolmente più schifo della vostra ma nonostante questo elargisce consigli non richiesti su cose che non ha mai fatto e che non è mai stato in grado di fare o risolvere per conto suo, 3) vi dice come trovare la vostra strada lui che ancora non ha trovato la sua nonostante sia considerevolmente più vecchio di voi.

Mandateli a fanculo prima che si avvicinino. Loro e la bacchetta magica del cazzo che a questo mondo non c’è bisogno di domande idiote ma solo di risposte sensate.

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2 thoughts on “La bacchetta dei desideri

  1. Bel post.
    La bacchetta magica bisognerebbe romperla in testa a qualcuno.
    Volevo fare il cosmonauta, il paleontologo o il regista ma mi sa che è un po’ tardi… Dovrò accontentarmi di quello che capita.
    Ciao!

    • Ti ringrazio..
      Specialmente se fosse delle dimensioni di un badile! Mi irrita da morire il modo con cui viene posta quella domanda..e la domanda stessa!
      Penso che non sia (quasi) mai troppo tardi, però bisogna mettersi in moto..

Secondo me....

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