Genio per amore – Fred Schepisi

Ed Walters (Tim Robbins) fa il meccanico in un’officina e si innamora a prima vista della bella e intelligentissima Catherine Boyde (Meg Ryan) la quale però non dimostra alcun interesse per il ragazzo perché è convinta di dover frequentare necessariamente solo uomini “geniali” quali il suo borioso fidanzato, lo psicologo sperimentale (comportamentista) James Moreland (Stephen Fry). Nel cercare di restituirle un orologio dimenticato nell’officina, Ed si imbatte nello zio di Catherine il quale sarebbe nientemeno che Albert Einstein (Walter Matthau) che si convince della bontà dei sentimenti del meccanico e decide di aiutarlo facendolo apparire come una mente intellettualmente superiore, spalleggiato dagli amici scienziati Boris Podolsky, Kurt Godel e Nathan Liebitzrecht, per spingere la nipoteGenio per amore ad ascoltare il cuore e non il cervello..e da qui in poi è meglio guardare il film.

Titolo originale I.Q., italioticamente trasformato in Genio per amore perché a noi piacciono le cose stucchevoli e perché sentiamo il bisogno di fare sempre qualcosa per caso (Eroe per caso, Gigolò per caso, ecc.) o per amore (Non per soldi, ma per amore, Per gioco e per amore, Vendetta per amore), visto che “per amore si scalano montagne altissime, per amore si percorrono distanze immense, per amore si attraversano oceani sconfinati. Ma la prossima volta le vacanze le scelgo io” (Leo Ortolani), o per sempre, per forza, per sbaglio, per finta ecc..allo scopo di fornire sempre una precisa giustificazione di ogni nostra singola azione nell’intenzione di chiarire che non siamo dei coglioni ma abbiamo serie motivazioni a muovere ogni nostro agito. E che due palle! A parte questo il film di Schepisi, regista noto perlopiù per pellicole gradevoli ma non eccelse, èindex decisamente grazioso e, in linea con tutta la sua produzione, gradevole ma non eccelso. Commedia romantica (seppur prevedibile come tutte) che trova i suoi punti forti nella combricola di geni (poco importa che vengano presentati come coetanei mentre nella realtà avevano diversi anni di differenza a separarli e che ci siano evidenti discrepanze caratteriali con cui vengono dipinti più buontemponi di quanto non fossero) capitanata da un sempre strepitoso Walther Matthau (che va visto sempre, per principio, anche in Dennis la minaccia) e nelle loro macchinazioni ordite per aiutare il meccanico a fare colpo sulla sua bella (che dopoindexnn qualche interventino di chirurgia plastica attualmente non è poi più così bella). Tolte le scenette di Einstein & Compari rimangono solo Meg Ryan e Tim Robbins e, purtroppo per loro, non basterebbero a tenere in piedi il film, nonostante la bravura dimostrata in altre occasioni, a confronto con un mostro sacro intento ad incarnare un altro mostro sacro. Stephen Fry risulta piuttosto macchiettistico ma sempre bravo, non a caso qualche anno dopo I.Q. verrà scelto per interpretare Oscar Wilde. Nel cast vanno segnalate anche due presenze in seguito passate alla notorietà per due serie televisive nonostante numerose piccole parti in vari film: Tony Shalhoub per Detective Monk (l’investigatore ossessivo compulsivo) e Greg German per Ally McBeal in cui interpretava Richard Fish, uno dei due titolari dello studio legale in cui lavorava la protagonista.

imagesCommedia leggera, a tratti divertente e con spunti interessanti (i geni suggeritori) in piena dolcezza degli anni ’90, quando ancora eravamo lontanissimi dalla demenzialità sboccata e imperante che si è imposta attualmente nella maggior parte delle pellicole e quando in Italia eravamo solo ai prodromi embrionali dei cinepanettoni che pure già muovevano i primi passi verso un clinico elettroencefalogramma piatto di morte cerebrale. Una boccata di ossigeno e un incremento di I.Q. già solo nel vedere l’ironico Einstein Matthau in foto.

Giudizio in minuti di sonno: Svenuto clamorosamente dopo dieci minuti durante la prima visione nonostante l’audio intollerabile da far tremare i muri, riesco a vederlo totalmente solo al secondo tentativo, probabilmente perché costretto a stare seduto su di una sedia per il divano occupato dal povero gatto malaticcio. Ad onore del vero credo di averlo già visto a pezzi in tempi precedenti ma cambia poco.

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4 thoughts on “Genio per amore – Fred Schepisi

  1. Mi riporti indietro di tanto tempo…quando Meg Ryan aveva uno dei visi più belli del cinema…quando aveva un viso.
    Comunque mi era piaciuto abbastanza il filmetto…anche per Tim Robbins che “m’attizza” da sempre 😀

Secondo me....

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