Open City – Teju Cole

Julius è un giovane psichiatra di origini nigeriane che quando non lavora trascorre la maggior parte del suo tempo in lunghe camminate senza meta per le vie della città di New York che diventano l’occasione per riflessioni personali, collegate anche alla recente rottura con la fidanzata Nadège, in cui cerca di tirare le fila della propria esistenza tra ricordi passati, la ricerca delle proprie radici tramite un viaggio in Belgio ed eventi rimossi attraverso i quali trovare la consapevolezza del proprio essere.

Edito in Italia da Einaudi con il titolo di “Città aperta” (beh..), Open City è un romanzo scritto in un Inglese elegante e raffinato da un autore certamente colto o quantomenoindex dalle buone capacità di ricerca e composizione, considerato molto promettente ed originale dalla critica americana (tra non molto diranno che anche lui è uno dei migliori scrittori statunitensi dell’ultimo secolo come regolarmente viene detto di tutti gli scrittori statunitensi). Il tema non è limitato alla sola personale ricerca esistenziale del protagonista perché nell’arco di tutta la narrazione si aprono numerose finestrelle tematiche in cui la fantasia si unisce con la storia, la politica e l’arte. Il melting pot di argomenti non è altro che lo specchio del melting pot umano che Julius incontra nel suo girovagare senza meta che rappresenta la parte più godibile di questo scritto, in cui tutti i personaggi secondari, o anche appena accennati, rappresentano una pennellata in un dipinto dalle tante facce. Sono proprio i “minori” i veri protagonisti mentre il narratore è solo un mero osservatore di questo variegato specchio di realtà in cui si riflette la sua interiorità. Teju Cole non è solo molto scrupoloso nelle dettagliatissime ed evocative descrizioni ma anche nella rigorosità del presentare i fatti o i personaggi storici che cita, su cui spesso si intrattiene, e che guarda con occhio da persona informata. Cita scrittori, fotografi, pittori, compositori con passione (e forse un leggero autocompiacimento) costruendo una cornice completa fatta di percorsi sotterranei ed alternativi che divengono spesso pretesto per riflessioni sulla politica e sull’occidente. La sensazione è quella di vedere un sasso lanciato in uno stagno e coglierne le onde che di conseguenza si formano su tutta la superficie acquosa. L’ampia quantità di argomenti riempono la narrazione e gli conferiscono un certo spessore intellettuale e possono affascinare come allo stesso tempo rischiare di guastare la lettura con una eccessiva prolissità che pare un mezzo per nascondere un vuoto intuito in cui non si capisce bene dove si voglia andare a parare. Questo diventa particolarmente evidente verso il finale in cui si ha come la sensazione che tutto avvenga più per cronaca che per qualche risoluzione profonda. Linguisticamente è una lettura interessante ma non lascia una grande impronta emotiva che non sia quella delle nozioni e del senso di smarrimento di un protagonista a cui tutte le cose che accadono non influiscono assolutamente nulla. Esistono storie con finali sospesi che conducono a riflessioni successive e poi ci sono storie che finiscono e basta. Open City è una di queste. Delude un poco le aspettative probabilmente perché queste erano molto alte ma, in generale, non è un autore da sottovalutare e il vuoto che traspare non è altro che quello del protagonista. Il dubbio eterno che rimane sarà sempre e solo uno: ma dove cavolo lo trova Julius tutto questo tempo per stare in giro?

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5 thoughts on “Open City – Teju Cole

    • Non lo conosco ma spulciando su internet e leggendo qualche recensione mi pare che, a parte le camminate, ci sia effettivamente in comune una mancanza di evoluzione da parte dei protagonisti..

      • Mi sembra che un altro punto in comune sia la capacità di imbastire una trama che intrattenga il lettore pur non presentando dei fatti di rilievo. Onestamente, però, preferisco l’esatto opposto: i libri e i film che invece strabordano di fatti rilevanti, trame, sottotrame, colpi di scena eccetera. American Hustle, per esempio, ha una trama perfetta da questo punto di vista. Grazie per la risposta! : )

        • Direi di si anche se per quanto riguarda questo libro fatti di rilievo ci sono ma sembra sempre che non siano tali perché non fanno differenza per il protagonista. Di più non posso dire per non spoilerare.. 🙂
          Personalmente da quel punto di vista non ho preferenze, mi interessa più che altro lo stile, i contenuti e la capacità di comunicare qualcosa. Ce l’ho ma devo ancora vederlo, ti saprò dire o leggerai la recensione se ti capiterà di fermarti di nuovo qui..
          Ci mancherebbe, cerco di rispondere sempre.. 😉

          • Passerò senz’altro di nuovo qui. E’ da circa un anno che ci commentiamo i reciproci post, e sei senza dubbio uno dei bloggers a cui sono più affezionato. Sono convinto che American Hustle ti manderà in visibilio. Buona visione! : )

Secondo me....

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