Crash – David Cronenberg

James Ballard (James Spader) e la moglie Catherine (Deborah Unger) sono una coppia aperta che vive relazioni extraconiugali raccontandole successivamente al proprio partner, fino a quando lui non ha uno spaventoso incidente stradale in cui viene coinvolta la dottoressa Helen Remington (Holly Hunter) e suo marito, che muore sul colpo. Durante la degenza James incontra per la prima volta Vaughan (Elias Kotes), un uomo che vive con una morbosa attenzione per le cicatrici e gli incidenti stradali, che lui inizialmente scambia per un medico ma che riconoscerà tempoimages dopo durante uno spettacolo notturno in cui si tentava di ricostruire l’incidente in cui perse la vita James Dean. Dimesso dall’ospedale incontra nuovamente Helen nel deposito in cui è stata portata la sua auto e…da qui in poi è meglio guardare il film.

Crash è un film, come dice il personaggio di Vaughan riferendosi alle profezie, “lacero e sporco“, in cui Cronenberg prosegue il filone sulle mutazioni corporee iniziato con Il demone sotto la pelle, Rabid, Brood e proseguito con Videodrome e La mosca (l’apice del filone del body horror rimane sempre Tetsuo di Shinya Tsukamoto) sfruttando fino in fondo le potenzialità dell’omonimo testo di fantascienza  scritto da James Ballard (anche nel romanzo il protagonista aveva sempre il nome dello scrittore) e i temi che vi vengono affrontanti, perfettamente in sintonia con la poetica del regista canadese. Cronenberg riesce a conservare perfettamente le atmosfere ossessive e disturbanti di un libro in cui viene presentata un’umanità estremizzata portata all’eccesso del suo autismo comunicativo. L’eccitazione sessualeimages che provano i personaggi in relazione agli incidenti stradali, alla conseguente deformità corporea non è sintomo di una nuova parafilia ma la metafora dell’incomunicabilità tra le persone. Le auto che si scontrano e le lamiere che si contorcono fondendosi a vicenda altro non sono che la simulazione “separata” di un atto sessuale tra due corpi le cui anime, simboleggiate a loro volta dai corpi degli stessi conducenti, finiscono per uscirne ferite senza possibilità di sopravvivenza. La lamiera protegge le anime ma allo stesso tempo finisce per dilaniarle nel momento in cui si verifica uno scontro/incontro. Il sesso, che dovrebbe essere una delle modalitàindexdf comunicative più intime e istintive, subisce modificazioni dalla modernità e dalla tecnologia al punto da far divenire quest’ultima un filtro tramite cui si sviluppa una relazione. Il tema della modificazione corporea riesce ad andare oltre la “nuova carne” di Videodrome e si insinua non solo tra gli arti fratturati e le cicatrici, ma direttamente nell’ultimo baluardo di ciò che può rimanere di umano nell’uomo, ovvero la capacità relazionale, che in in questo film dai tratti polverosi ne esce maltrattata e sconvolta, a favore di una pulsionalità irrazionale, deformata quanto i corpi ricoperti di inserti metalici e busti contenitivi.

Ottima prova attoriale di tutto il cast, James Spader riesce sempre aimagesd stupire per la credibilità e l’umanità turbata che riesce ad trasmettere ai suoi personaggi. Ha perennemente l’espressione smarrita da “che cazzo ci sto facendo qui e cosa sta succedendo?” e poi agisce in maniere totalmente imprevedibili che rasentano la follia; l’esteriore sembra quasi una copertura di facciata per un vissuto interiore molto complesso e contorto che lo rendono adeguato per ruoli come questo o come quello del sadico avvocato di Secretary. Elias Kotes è allucinato, sconvolto, incoerente e indimenticabile. Le tre donne sono tutte e tre perfette, torbide, insondabili e sensuali nella loro follia condivisa.

Vincitore del Premio Giuria a Cannes (non senza polemiche) Crash è un bel film per le sue tematiche e per la sua ossessività morbosa. Se non ci fosse la mano esperta di Cronenberg a renderlo credibile e coinvolgente nell’esplorazione di paradossali abissi torbidi della mente sarebbe una cagata pazzesca di quelle da morire dal ridere all’inizio alla fine da quanto cadono in ridicolox alcune scene: attori che parlano tutti con voci sensuali in ogni circostanza come se fosse un film pornografico (ma, in un certo senso, lo è veramente), gente che si eccita sessualmente solo facendo incidenti in macchina e che scopa immediatamente dopo essersi schiantata in auto, ancora sanguinolenta e contusa, ma insomma, la sostanza è molto diversa dall’apparenza e in questo caso la densità ideologica è tangibile e palpabile per un’opera che rimane controversa e disturbante anche a distanza di anni, poiché si capisce che il nucleo non sta nell’assurda follia della sessualità legata alle auto, ma nella follia latente a cui la metafora si rifà: una realtà sempre più invisibilmente distorta.

Giudizio in minuti di sonno : Nemmeno un minuto di sonno.

 

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20 thoughts on “Crash – David Cronenberg

  1. Non leggo mai recensioni prima di vedere un film (né vedo trailer), ma questa tua recensione… no non l’ho letta neanche questa. Ho aperto il post attratto da Cronenberg per dare un’occhiata al tuo termometro in ore di sonno e come sospettavo la valutazione era positiva. Avevo questo film nella lista dei film da vedere da un po’ e penso che presto passerà nell’altra lista (quella dei film da ri-vedere). Nel frattempo ti propongo – se non l’hai visto ancora – Il pasto nudo, dello stesso regista. Torno tra qualche giorno dopo aver visto il film ;)!

    • 🙂 Apprezzo la scelta tattica. In generale evito accuratamente di spoilerare e mi limito a dare un giudizio che rimane sempre e comunque contestabile e discutibile.
      😀 Aspetta, il giudizio in minuti di sonno non è mai un giudizio di valore ma è solo una cronaca statistica. Da qualche anno non riesco più a stare sveglio davanti ai film ma non dipende dalla loro bellezza quanto, forse, dalla mia stanchezza..
      No, non l’ho ancora visto ma sono bloccato dalla necessità di voler leggere prima il libro..

      • Il libro manca anche a me, quindi non saprei consigliarti se leggerlo prima del film o viceversa… Per il discorso delle ore di sonno c’è da dire anche che però difficilmente un film girato bene ti fa addormentare (a meno che non sia veramente stanco!)

        • In generale leggo sempre prima il libro, se non fosse che poi rimango irrimediabilmente deluso dal film..
          In generale è vero, il problema è che ormai mi addormento sempre e comunque appena mi siedo sul divano.. 😀 Qualcuno non sono arrivato nemmeno alla fine dei titoli di testa..

          • Libro e film hanno spesso un rapporto contrastante, anche se credo che il caso in questione è una delle eccezioni (è davvero ben fatto)…

            Forse il problema è il divano allora xD!

              • No, non credo, altrimenti saremmo in due! Io personalmente non sopporto dormire, lo vedo come una perdita di tempo che non torna indietro, ore della vita che passano come in pochi secondi tra quando ti addormenti e ti svegli. Quando sto per addormentarmi mentre vedo un film prendo una bottiglia d’acqua e comincio a bere… nel mio caso funziona!

    • Ho fatto il percorso contrario, ho letto il libro due anni fa e solo dopo ho visto il film. E’ passato del tempo quindi non mi è proprio limpido nel ricordo ma mi pare che non fossero molto distanti. Del libro avevo apprezzato molto alcune riflessioni e l’idea di fondo (le stesse riprese nel film), sullo stile non ho molto da dire, non mi aveva fatto impazzire ma nemmeno mi avrebbe mai portato a dire che “che schifo”..

      • Niente da dire sullo stile del romanzo, lo scrittore non si discute. “Schifo” era riferito soltanto ai particolari di certe scene (estreme quando si parla di atti sessuali, sangue, mutilazioni, genitali ecc.) che nel film, giustamente, non potevano essere rappresentate. Il romanzo è molto più crudo, originale forse e, nonostante il messaggio di fondo fosse apprezzabile, non sono riuscito ad amarlo.

        • In luce dei due anni che mi separano credo di aver dimenticato quelle scene, evidentemente non mi hanno colpito al punto da rimanermi così impresse come è successo a te.. La scia che ho conservato è più legata al discorso di fondo e a qualche frase quà e là che mi era piaciuta..
          Beh, amarlo è una parola grossa anche per me..

  2. Pingback: 36 – Crash | AspettaUnMemento

Secondo me....

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