Pista Nera – Antonio Manzini

Il vicequestore Rocco Schiavone è, come si autodefinisce senza falsa modestia, “il peggiore dei figli di puttana“. Trasferito ad Aosta per motivi “disciplinari” e sradicato dalla sua amata Roma si ritrova nel mezzo del nulla ad indagare su di un morto trovato in una pista da sci fatto a pezzi dal passaggio di un gatto delle nevi. Nonostante sia un uomo irritante, supponente, violento e corrotto, sa fare il suo mestiere molto bene e..

Interessante prova di scrittura dell’attore e sceneggiatore Antonio Manzini che con questo romanzo si cimenta con il giallo e con la figura controversa e scomoda di Rocco3144-3 Schiavone, poliziotto “politicamente scorretto” che ricorda una versione leggermente più soft del “cattivo tenente” di Abel Ferrara, nelle sue contraddizioni di uomo di legge dalle molteplici facce. Alta leggibilità e scorrevolezza, prende da subito e lo si legge in poco tempo, complice anche l’Edizione Sellerio che fa sembrare tutto migliore; ogni volta che ne prendo in mano un libro ho sempre la netta sensazione di leggere un Montalbano (che personalmente adoro) a cui infatti ogni tanto strizza un pochino l’occhio, come con i personaggi di D’Intino e Deruta che dovrebbero fornire i teatrini ironici di Catarella ma non sono all’altezza di quest’ultimo perché risultano veramente troppo ritardati, prossimi ad un Jenkins di Dylan Dog, quindi a volte stonano e sembrano tirati un po’ per i capelli. Rocco Schiavone nel complesso come personaggio funziona piuttosto bene nonostante i tratti a volte troppo caricaturali; suoi ma anche in realtà dei valdostani con cui interagisce. La vera pecca di questo libro è nel delitto in sé perché Manzini, armato di buone intenzioni nel voler mettere il lettore in condizione di trovare l’assassino, finisce per disseminare ripetutamente alcuni “indizi” o questioni su cui vuole mettere attenzione in maniera troppo palese che trapelano anche a livello stilistico, quindi già da subito si iniziano ad avere alcuni sospetti e rovinano i potenziali colpi di scena. In questo modo quando si arriva alla conferma, la parte dello spiegone successiva diventa noiosissima e tirata troppo per le lunghe nonché eccessivamente plateale. La parte debole del libro è solo questa perché il resto funziona tutto. L’operazione era tuttavia buona nelle sue premesse perché si evitava l’effetto irritazione che si prova leggendo per esempio Sherlock Holmes, Poirot (ancora adesso ricordo di essermi incazzato dopo aver letto un racconto in cui quel maledetto investigatore belga girava come un ossesso, guardava, studiava ma non si capiva mai cosa. Solo alla fine rivelava di aver scoperto l’assassino grazie ad un pezzo di stoffa tagliato in un modo particolare! E dimmelo prima, no? Comunica quello che vedi, cazzo!) o simili in cui il lettore è tenuto all’oscuro di tutto e non può intuire nulla perché non vengono forniti gli elementi di giudizio finché non gli viene spiegato chiaramente (su questa condizione è stato fatto un film decisamente bello e ironico : “Invito a cena con delitto“) dall’investigatore saccente di turno, ma andava fatta con maggiore maestria come fanno per esempio Raymond Chandler con Philip Marlowe e Andrea Camilleri con Montalbano, in cui nonostante gli elementi per risolvere i casi di solito vengono dati chiaramente non sempre si riesce a mettere insieme il quadro generale. Anzi, di solito non si capisce un cazzo fino allo spiegone. Qui invece è tutto troppo facile e ovvio.

A prescindere da queste riflessioni che non tolgono meriti, un bel libro d’intrattenimento.

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6 thoughts on “Pista Nera – Antonio Manzini

    • Ho letto ma non ho capito in che modo il detective sia politicamente scorretto.. in compenso ho trovato originale il fatto della superstizione. Potrebbe piacerti allora Dirk Gently, l’investigatore Olistico di Adams.

      Non mi esprimo perché non li ho letti… 😉

      • E’ politicamente scorretto perché non sa tenerselo nei pantaloni. Non ho mai sentito parlare di Dirk Gently, ma a questo punto mi riprometto di colmare la lacuna al più presto. E’ proprio per questo che adoro l’interazione con altri bloggers: perché mi fanno scoprire delle perle che altrimenti non sarebbero mai arrivate alla mia attenzione. Grazie mille per la risposta e per gli spunti! : )

Secondo me....

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