Passione sinistra – Marco Ponti

Giovanna Nardoni detta Nina (Valentina Lodovini) è un’attivista politica di sinistra, idealista e con “la testa tra le nuvole”, fidanzata con Bernardo (Vinicio Marchioni) scrittore impegnato nella stessa fazione politica, intellettualoide e alla ricerca del capolavoro della vita. Il padre di lei muore e le lascia in eredità una splendida villa che decide subito di locandinamettere in vendita. Il primo acquirente è Giulio (Alessandro Preziosi), venditore di barche di destra arrogante e presuntuoso con cui Nina inizia ad incontrarsi per portare avanti le trattative sulla vendita.. e da qui in poi è meglio guardare il film.

Prima ancora di guardare “Passione sinistra” avevo già riscontrato due pregi: il regista è Marco Ponti che ha diretto “Santa Maradona” (personalmente l’ho visto un numero imprecisato di volte e ricordo pure qualche serata passata con altri due fanatici a raccontarci in loop continuo i dialoghi del film) e per questo ha sempre la mia attenzione a prescindere da tutto e da tutti mentre il secondo è per la presenza di Valentina Lodovini  per cui ho un debole da quando la vidi ne “La giusta distanza“.

La differenza con “Santa Maradona“, in cui i dialoghi erano assurdi ma spesso brillanti, si sente subito anche nella regia che si discosta dai film precedenti dando l’impressione di essere meno personale e con un tocco diverso da quello che lo aveva caratterizzato. “Passione sinistra” è un filmindex più commerciale con una storia piuttosto semplice e prevedibile che gioca più che altro sui luoghi comuni e sui cliché politici senza tuttavia avere alcuna chiara intenzione politica e mantendosi quindi ad una distanza superficiale e perlopiù macchiettistica nella delineazione dei personaggi (il che non rappresenta necessariamente una pecca). C’è quindi la ragazza di sinistra straconvinta che pensa di essere aperta ma che lo è meno di quanto sembri, l’intellettualoide più superficiale di una subrette alla ricerca del successo (che scrive “vomitevole pattume da supermercato per massaie in menopindexnausa”), i politici di sinistra, senza idee, con un programma prestampato da ripetere a pappagallo che vogliono fare i compagni amici dei poveri ma che vanno in giro con lo Yacht, politici di destra corrotti e intrallazzatori e uomini di destra cinici, arrivisti, arroganti ma che non peccano di ipocrisia (i titoli di testa iniziano con una cover di “Destra-Sinistra” di Gaber non a caso). Tuttavia l’esilità della trama è da sempre una prerogativa di Ponti, i cui film infatti si basano più di tutto sulla successione di scenette ironiche spesso basate sul parlato e sulla paradossalità delle situazioni in cui si trovano i protagonisti che sulla complessità del plot.

Interpreti piuttosto convincenti, più di tutti Alessandro Preziosi che meglio riesce a dare un piccolo spessore più umano e leggermente meno stereotipato al suo personaggio e Geppi imagesCucciari, spontanea e naturale. Menzione a parte merita Eva Riccobono che interpreta Simonetta, la fidanzata di Giulio, una stupidissima subrette che si riscatta più volte (inconsapevolmente) dimostrando di avere l’occhio più lungo di tutti, a cui sono assegnati i teatrini comici. Nella parte dell’avvocato testamentario c’è il regista teatrale Gabriele Vacis, già presente anche in “Santa Maradona“, mentre in quella del barista c’è il musicista Mao (che io ricordo dai vecchi tempi di TMC2 per un video in cui andava in giro con una vespa o qualcosa del genere) visto invece in “Andata+Ritorno“, ma la vera perla del film è il cameo di Marco Travaglio che interpreta sé stesso: il momento migliore. La cosa curiosa dei casting di Marco Ponti era quella di conservare la stessa cerchia di attori anche per ruoli minori, infatti “Andata+Ritorno” e “Santa Maradona” erano sovrapponibili per un buon 80% da quel lato, mentre in questa nuova pellicola non è stata mantenuta questa peculiarità. L’elemento di continuità è dato da alcune citazioni o riferimenti ai film precedenti, vedi la facciata contro la fporta trasparente già vista in “Santa Maradona“. Marco Ponti infatti ha il piacere per la citazione, cinematografica o letteraria che sia, e di solito ne sparpaglia in tutte le sue pellicole. Alla prima visione di “Passione sinistra” ho colto solo una “citazione” (con parziale sovrapposizione) ad una scena di “IN & OUT“, quella in cui il professor Brackett (Kevin Kline) mette a prova la sua sessualità con un’audiocassetta e nella frase “Grazie per la cena, ho mangiato veramente male.” di rimando a “Marrakech Express“.

Film ironico e gradevole, senza grandissime pretese e che nel complesso funziona per il suo ritmo. Godibile ma non si fa rivedere ossessivamente come “Santa Maradona” che è irraggiungibile. Come tutti i suoi film, il gradimento aumenta dopo le successive visioni alla prima.

Giudizio in minuti di sonno : Visto al secondo tentativo. Al primo sono crollato dopo venti minuti.

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9 thoughts on “Passione sinistra – Marco Ponti

  1. Un film per cui BANALE sarebbe un complimento.
    Io l’ho trovato un insieme di luoghi comuni e soap opera….nemmeno ironico e gradevole…diciamo forse inutile e passabile 😦

    • Sono abituato a vedere cose decisamente peggiori, per cui per me i film veramente orrendi sono altri, abbiamo estremi di giudizio diversi.. 😉 Credo che alcune scene siano carine ma ovviamente non mi sento di poterti contraddire perché ho visto gli stessi limiti. Nonostante questo non lo trovo così pessimo, dipende sempre dal metro di paragone. E poi, essendo un fanatico di Santa Maradona, sono totalmente di parte (e quindi poco critico) ma pur sempre conscio dei limiti del film.. 😉 Grazie!

  2. Ci sono scene divertenti, ma arrivi alla fine dicendo: “e quindi?”
    Non si arriva a nessuna conclusione. Ottimo cast e bella l’idea di partenza, sviluppato però un po’ male.
    Hai ragione dicendo che è un film senza troppe pretese.

    • Quella è la domanda che caratterizza un po’ tutti i suoi film.. Santa Maradona infatti l’ho apprezzato più che altro per l’assurdità dei dialoghi ma la prima impressione è sempre quella.. 🙂

Secondo me....

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