Cosa sognano i lupi? – Yasmina Khadra

Nafa Walid è un giovane algerino con l’ambizione di diventare attore. Riesce a fare alcune comparsate in qualche film ma per mantenersi deve fare l’autista presso una famiglia tanto potente quanto arrogante, i Raja. Costretto a sopportare con rabbia le frustrazioni e le umiliazioni del trattamento sprezzante dei suoi padroni, decide di licenziarsi solo al culmine del disgusto umano, quando trova una ragazzina morta nella camera da letto del51i8wVYaHZL._SL500_AA300_ viziatissimo figlio dei Raja. Nafa perde il lavoro e subisce l’ennesima umiliazione che lo confina ai margini della società, in cui riesce a reinserirsi solo attraverso la riscoperta della fede, che lo farà avvicinare a gruppi di fondamentalisti islamici in cui verrà iniziato ed instradato verso la via del terrorismo.

La frase che appare sulla copertina “Il libro che descrive meglio di ogni altro come nasce un fondamentalista islamico” attribuita al New York Times, è senza dubbio vera visto che il libro tratta esattamente del percorso seguito dal suo protagonista fino ad aderire al fondamentalismo, ma è allo stesso tempo riduttiva e parziale nel voler evidenziare solo un aspetto limitato della questione, facendone anche un uso fazioso. “Cosa sognano i lupi?” non tratta di fondamentalismo islamico ma di estremismi in generale e delle condizioni che favoriscono il loro prendere piede in una società. Yasmina Khadra (Gelsomino Verde, pseudonimo di Mohammed Moulessehoul, ufficiale Algerino che scrive sotto il nome della moglie e che recentemente si è candidato alle politiche nel suo paese natale nonostante viva a Parigi dal 2000 http://www.repubblica.it/esteri/2013/12/04/news/mohammed_mou-lessehoul_contro_i_generali_cos_cambier_la_mia_algeria-72654402/) parla della realtà più vicina a cui può attingere ma che ha ampi margini di generalizzabilità in ogni luogo. La società algerina presentata è corrotta, povera, colma di disparità e di ingiustizie sociali (mi ricorda qualcosa..) le quali rappresentano condizioni fertili per gli estremismi. I periodi di corruzione e di disoccupazione, di flessione economica e di malcontento infatti sono spesso quelli che storicamente precedono l’avvento delle dittature o i picchi di popolarità dei movimenti estremisti che promettono rivoluzioni e rigore, in un clima di esaltazione e spesso di miopia intellettiva, in cui ci si aggredisce a vicenda e si promuove l’oltranzismo becero di vedute (di qualunque tipo, non è la matrice politica a svolgere il ruolo di discriminante ma le modalità con cui vengono portate avanti alcune idee figlie dell’esasperazione) ristrette senza margini di dialogo. “Cosa sognano i lupi?” non è solo questo, è anche la tragica caduta di un uomo dall’alto senso morale che finisce per trasformarsi in qualcosa di ben peggiore rispetto al modello di corruzione e violenza che voleva combattere, rivelando intestinamente ai nuovi movimenti a cui aderisce la stessa corruzione e le stesse dinamiche di potere che si volevano eliminare.

L’esaltazione ideologica genera mostri e priva gli uomini della propria umanità insieme a quella degli stessi avversari quando vengono fatti diventare bestie da sterminare, nemici da far sparire senza pietà. Più si toglie umanità agli altri e più inevitabilmente si perde la propria (“Non è il popolo ad essere ingrato o incolto. E’ il sistema che fa di tutto per allontanarlo dalla nobiltà degli individui e delle cose. Gli insegna solo a riconoscersi nella mediocrità più assoluta.“).

Cosa sognano i lupi?” non è un libro di alta letteratura o di quelli che rivelano nuovi piani esistenziali ma è senza dubbio sincero e ben scritto, scorrevole senza essere incosistente ma nemmeno pesante, pomposo o pieno di retorica. Il fulcro ruota attorno alla narrazione di una vita nella parabola discendente dell’esaltazione e dei danni del fanatismo.

Una vita che in certe condizioni si può sviluppare ovunque anche se sotto bandiere diverse.

La povertà non consiste nel mancare di denaro, ma di punti di riferimento.

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15 thoughts on “Cosa sognano i lupi? – Yasmina Khadra

  1. interessante il tuo punto di vista a riguardo.
    Non avrei saputo fare una recensione come la tua.
    Infatti, mi astengo dal farle, ma è curioso vedere come il nostro sguardo su posa su punti diversi di uno stesso percorso e il ripercorrere questo libro attraverso il tuo punto di vista mi ha dato una prospettiva in più. Grazie j.
    Aggiungo solo che è complicatissima la storia algerina di quegli anni e il nostro scrittore ha saputo destreggiarsi bene nel caos che ha scelto come contesto del libro. Ho goduto nel leggere i termini in arabo 🙂

    • A questo punto mi farebbe molto piacere conoscere il tuo punto di vista, almeno anche io posso avere una prospettiva in più.. 🙂
      In proposito devo ammettere una mia profonda ignoranza sui fatti reali infatti mi sono ben guardato dal farne cenno e mi sono limitato a seguire la narrazione.. 😀
      Ho scoperto il glossario solo a fine libro!!! 😀 Comunque la maggior parte delle parole si intuivano..

Secondo me....

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