Il giorno degli zombi – George A. Romero

I morti viventi hanno preso il sopravvento sull’umanità. Un manipolo di uomini composto da scienziati e militari vive in una base sotterranea da cui esce esclusivamente per cercare qualche segno di vita residua fuori da essa. I rapporti all’interno della comunità sono tesissimi e segnati dall’estremità della situazione e dalla forzata convivenza. L’unico a non risentirne è l’allucinato Dr. Logan (Richard Liberty), simpaticamente chiamato Frankenstein, che passa le giornate

lordo di sangue a fare esperimenti sui cadaveri nella speranza di trovare, se non una cura, almeno un sistema per addomesticare gli zombi e che pare ottenere risultati con Bub… e per il resto è meglio guardare il film.

Terzo capitolo della saga di Romero iniziata con “La notte dei morti viventi” e continuataIl-giorno-degli-Zombi con “Zombi” (il cui titolo originale era in realtà “Dawn of the dead“) a cui recentemente sono stati aggiunti ulteriori capitoli per arrivare ad un numero totale di sei, ognuno dei quali è un film a sé stante. Romero è il maestro incontrastato del genere, non solo perché ne è stato l’apripista, ma soprattutto per la carica di critica sociale con cui investe le sue pellicole. Ne “Il giorno degli zombi” i morti viventi sembrano essere il nuovo gradino evolutivo perché molto meglio adattati all’ambiente rispetto all’umanità barbara, folle e violenta che non esita a distruggere sé stessa per futili motivi, anche di fronte ad un’emergenza che dovrebbe ricompattarla e farle fare fronte comune (siamo nel 1985 ed è un film horror, ma il buonsenso non ha età e genere). Non solo, di fronte alla regressione delle persone, al contrario, gli zombi dimostrano di saper apprendere nuove informazioni e si dimostrano molto più “intelligenti”, nel senso di predisposti ad un’evoluzione, piuttosto che cristallizati in una condizione di adagiata fissità. E’ evidente il contrasto tra una massa di morti uniti dagli stessi desideri (una fame insaziabile di carne umana) e la stupidità di scienziati e militari che, pur indexessendo accerchiati, continuano a battibeccare sprecando tempo e perdendo di vista gli obiettivi principali. Ma l’umanità è proprio questa e riesce a farsi sopraffare anche da esseri senza cervello (e per qualche strana ragione mi sembra molto attuale..) E chi è il senza cervello adesso? Darwin diceva che nella “gara” evolutiva non sopravvive il più forte o il più intelligente, ma quello che si adatta meglio all’ambiente e alle condizioni. E noi questa gara con gli zombi l’abbiamo persa da subito.

Menzione particolare, oltre a Bub (icona incontrastata e simpatica persino mentre sgranocchia frattaglie) che rivela residui di umanità migliori dell’umanità stessa, al folle Dr. Logan, una specie di incrocio tra Frankenstein e Pavlov che, come quest’ultimo, gioca al condizionamento ma con le sue personalissime cavie.

Attori sconosciuti e trascurabili,   mai visti da altre parti ad eccezione del sopracitato Richard Liberty che si è aggiudicato la menzione solo per aver recitato in “Miami Supercops” con Bud Spencer e Terence Hill.dod15rs0

Prendo in prestito una frase di Caparezza e concludo con “Lo zombi è l’evoluzione dell’uomo” (per quanto i Bonobo mi piacciano di più).

Giudizo in minuti di sonno : Neanche un minuto ma visto in trasferta, quindi può aver influito. A casa sarei crollato.

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17 thoughts on “Il giorno degli zombi – George A. Romero

  1. Romero è un grande. Da qua è nato un genere cinematografico (che si è cristallizzato subito in maniera schifosa). Secondo me, ma è parere personale, l’unico vero degno erede di Romero è il fumetto di The Walking Dead, perché? Perché non incentra la propria attenzione sugli zombie, ma sull’uomo, sulle relazioni umane nate post-disastro. Molti dei film che sono seguiti a Romero, invece, hanno puntato tutto sul GORE e sull’essere trucido e demente dello zombie, lasciando la parola a sangue e frattaglie invece che ad una innovativa prospettiva di film.
    Ottima recensione, come sempre tra l’altro.

    • Come sempre invece non posso fare altro che concordare con tutto quello che dici. 🙂
      Su The walking Dead non mi esprimo semplicemente perché non l’ho ancora vista ma mi sono procurato, giusto ieri, la prima serie perché ne ho sentito parlare parecchio bene..
      Grazie..

      • Secondo me TWD è un’ottima serie. Sono partito prima dalla serie e adesso sono approdato al fumetto. Con le dovute differenze (logicamente), non posso che dire che la serie ha ripreso degnamente gli aspetti fondamentali del discorso su carta. Sto vedendo la quarta, spero prosegua decentemente. Ma visto che la base di partenza è buona… secondo me le premesse sono ok!

  2. Grande! Le tue recensioni sono sempre stupende.
    Ho visto alcuni suoi film, alcuni non per intero e devo dire che mi piacciono molto. Soprattutto per l’idea che c’è dietro ai film.
    “Ho sempre simpatizzato per gli zombie, hanno un che di rivoluzionario. Rappresentano il popolo solitamente senza idee autonome che a un certo punto, stanco dei soprusi, si ribella. Eravamo noi nel ’68. E ora siamo morti, no? I nostri ideali sono morti, io sono uno zombie”.
    Oppure: “Uso questa idea un po’ particolare, quella degli zombi, e continuo a utilizzarla per fare delle istantanee dell’America, soprattutto del suo cuore profondo, quella che chiamiamo “Middle America”.
    MI sono interessata a lui dopo essere incappata in alcune sue frasi, come queste due.
    NOn posso che essere d’accordo. E tu in questo articolo, spieghi molto bene il concetto.

    • Ti ringrazio, tu sei sempre gentilissima invece.
      Ho avuto un mancamento quando hai detto “non per intero” perché i film, una volta cominciati, vanno finiti.. ma del resto ormai io dormo sempre davanti a qualunque cosa quindi non posso permettermi di parlare.. 😉
      Si, la parte di Romero legata alla critica sociale è quella che coinvolge di più e fa andare oltre quello che è l’apparenza di un genere, a volte, sottovalutato.. Romero da questo punto di vista è un regista molto intelligente.

      • Non per intero, perché io sono una che vaga. Guardo un film, me ne viene in mente un altro, magari con una scena legata a quello, e la vado a rivedere, interrompendo il primo. Poi capita che il mio ragazzo guarda un film in una stanza, io al pc in un’altra stanza guardo altre cose. Poi vado a rompergli, guardo un po’ del suo. Ho la mente che vaga. Mentre leggo o guardo film, mi vengono in mente altre cose. Sempre così.
        Ps: l’età avanza. Mi adempimento anche io. Ps: la prima stagione di walking dead mi è piaciuta molto.

  3. bella rece e bel film, anche se personalmente, della vecchia trilogia è quello che mi è piaciuto meno, o meglio, mi sono piaciuti di piu’ la notte dei morti viventi e soprattutto zombi…si zombi è inarrivabile anche per Romero che l’ha scritto… 😉

    • Beh, ovviamente andando avanti la qualità si abbassa, anche se l’ho trovato comunque dignitoso e pensato. In realtà “zombi” devo ancora vederlo (mi sta aspettando sul pc da qualche anno) quindi non ho metri di paragone. Ma se mi dici che è inarrivabile pure per Romero la curiosità va a mille! 😀 Di certo “La notte dei morti viventi” è più bello del terzo..

  4. Lo aggiungo alla lista dei film da vedere 🙂 Mi piace molto Romero proprio per la critica sociale di fondo, seppure dopo sei film sugli zombie dico ‘Almeno cambiare mostro eheh’. Grazie per la recensione 🙂

    • Romero vale sempre il tempo di guardarlo. Infatti è quello che lo mette ad un livello superiore rispetto ad altri. In effetti hai ragione! 😀 ahahah! In teoria doveva fermarsi, ma poi chissà cosa gli è preso.. 😉 Grazie a te per il tempo che mi hai dedicato!

Secondo me....

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