Vuoi star zitta, per favore? – Raymond Carver

Pare che Carver avesse detto”Un buon racconto vale quanto una dozzina di cattivi romanzi.” e in questa raccolta i “buoni racconti” sono tutti e 22 gli scritti che vanno a comporla.

I protagonisti di queste storie sono personaggi che vivono ai margini della vita, sono equilibristi che rischiano di perdersi da un momento all’altro finendo per cadere dalla parte sbagliata dell’esistenza (ammesso e non concesso che non stiano già vivendo su quel lato). Sono disoccupati, vicini impiccioni, alcolizzati, falliti, meschini, uomini e donne senza alternative imprigionati nell’assenza di scelte e nell’incapacità di costruire rapporti sentimentali di cui Carverwww.inmondadori.it disegna i tratti in brevissime istantanee rigonfie di poesia. Sono racconti in cui emerge la grandiosità di alcuni momenti che nascono nella quotidianità e che tutti possiamo trovarci a vivere. Momenti profondi e intensi che affondano le radici nell’animo umano ma di cui non sempre è possibile coglierne la natura intrinsecamente vera ed emotiva. Non sono mai delle grandi epopee e i protagonisti sono tutt’altro che eroi senza macchia e senza paura, ma si trovano a interpretare il ruolo da protagonista in fotografie di momenti in cui la vita svela un poco del suo senso (sempre che realmente ce ne sia uno) facendolo intuire attraverso stati d’animo imperscrutabili e coinvolgenti. Ogni racconto alla fine lascia un sapore indefinibile, come se si stesse sfiorando qualcosa di sublime, senza mai darne chiara dimostrazione e apparenza.

La poesia di un solo istante irrompe nel quotidiano.

Carver è uno scrittore eccezionale. Lo stile è semplice, pulito, scorrevole come pochi altri e scarno fino all’osso. Siamo nuovamente in territorio del minimalismo americano ma in uno stile molto lontano dalla pomposità di Richard Ford (Vedi Sportswriter). Non c’è spazio per grandi frasi, aforismi o riflessioni perché sono gli spazi stessi della narrazione ad ispirare riflessioni. In Carver c’è spazio solo per l’essenziale. Ma quello pregno di significato, anche se magari distante o solo intravisto.

I suoi vissuti sono quelli in cui ci troviamo a vivere situazioni anche banali ma che in qualche modo rimandano ad un significato più alto e che tutti abbiamo affrontato. Quel preciso momento in cui un evento apparentemente insignificante ti porta ad un bilancio sui massimi sistemi e sulla vita partendo da un pretesto marginale.

Perché tutto questo si trova anche nel quotidiano e non necessariamente in quanto è fuori dal comune..

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2 thoughts on “Vuoi star zitta, per favore? – Raymond Carver

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