Lame di violenza improvvisa : l’ultima voce

Non so bene da che parte iniziare perché sono un attimo di corsa quindi andrò a casaccio, a flusso di coscienza e magari nemmeno riuscirò a terminare questo post o a dire tutto quello che vorrei dire. Ho scritto una raccolta di racconti intitolata “Lame di violenza improvvisa” e oggi mi è arrivata la versione cartacea che ho approvato per la distribuzione che dovrebbe iniziare (su Amazon e forse altri) tra 6 settimane. Quello che richiedevano c’era e non sono stato a riguardarla tanto altrimenti sicuramente avrei avuto l’impeto di fare ulteriori correzioni che avrebbero portato ad altri ritardi.

Lo ammetto.

Mi sono emozionato quando mi sono visto concretamente tra le mani le prime quattro copie. Soprattutto perché posso archiviare questo capitolo e dedicarmi a scrivere di nuovo dell’altro. Avere questa raccolta seppellita nei meandri del pc mi impediva di andare avanti e mi teneva ancorato a qualcosa che doveva essere superato perché ormai quello è il passato.

Ora che questa cosa è conclusa ho deciso di lasciarla al suo destino. Non voglio fare promozione ossessiva e rompere i coglioni ad amici ogni trenta secondi su facebook, wordpress, twitter  o di persona perché questa cosa mi è sempre stata in culo. La pubblicità è affidata al passaparola, a google (che pubblicherà il mio annuncio mirato seguendo un sistema di aste che non mi è del tutto chiaro) e alla foto sulla home di questo blog.

Dopo questo post non ne parlerò più.

Forse è un po’ come mandare una barca allo sbaraglio senza una guida in mezzo ad una tempesta ma in realtà io credo (o spero) che un capitano ci sia. E si trovi tra le pagine. So che ci sono alcune cose che non vanno ma so anche che c’è del buono.

E spero che sia quello a portarla da qualche parte.

Detto questo, non c’è molto da aggiungere tranne una piccola riflessione personale. Per festeggiare questo evento oggi mi sono regalato l’ascolto di Palladium di Jenkins (Eredità dell’aver lavorato ad un festival di musica classica benché sia metallaro) e su questa scia mi sono ritrovato a fare diversi pensieri.

Tra i tanti, il ricordo di un dialogo.

Di questa persona che mi chiedeva come mai avessi lasciato il lavoro a cui mi aveva indirizzato e cosa volessi fare nella vita.

In quel momento (e forse anche ora) era piuttosto difficile a dirsi ma manifestai (timidamente, vista la situazione) il desiderio di scrivere.

Nessuno vive di libri.

Fu la risposta.

A parte i lettori, avrei dovuto dire tanto per cominciare.

Se questa persona avesse detto “tu non vivrai di libri” probabilmente le avrei anche dato ragione ma la realtà è che invece sono tantissimi gli scrittori che sono vissuti per dei libri e che continuano ad essere ricordati per dei libri. Le parole di mille anni fa ci arrivano con la stessa forza e hanno consegnato uomini all’immortalità della memoria.

La tua azienda invece sarà dimenticata in breve tempo e anche tu con lei.

Ma sospetto che questo non lo capirai mai.

E nel mezzo di questi pensieri, mentre mi trovavo in palestra, risuona la canzone “Whatever” degli Oasis.

Sorrido e penso al passato con sollievo.

Peccato che abbiano usato questa canzone per una pubblicità del cazzo.

DSC_0260

Le prime quattro copie

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15 thoughts on “Lame di violenza improvvisa : l’ultima voce

  1. Pingback: tilla durieux

  2. Complimenti sinceri da una accanita lettrice che di libri ci vive dai 5 anni in su!
    Mi piacerebbe trovarlo in libreria ,tu credi che avrò qualche speranza?

    • Intanto comincio ringraziandoti tanto per la gentilezza. 🙂
      Me lo auguro! In questa fase non ho nessuno alle spalle e mi sto muovendo da solo, quindi per ora in carta si può ordinare solo online su lulu e tra un mesetto su Amazon.. se vai su lamediviolenzaimprovvisa.wordpress.com trovi tutti i link… e anche i racconti.. 😉
      Grazie ancora!

  3. il tuo payoff (he he he…) “”Costa meno fatica stare a detta, che non il giudicare d’ogni cosa con il proprio giudizio.” Aristarco Scannabue (Giuseppe Baretti), Frusta Letteraria, 1830″ mi ricorda il “sapere aude” di qualcun altro… che sicuramente è arrivato dopo. Ma anche questo post, al quale arrivo per merito di Tilla … mi colpisce duro al petto e allo stomaco. Perché quelle persone con delle aziende… qualche volta invece di sparare la cazzata che hanno sparato a te, dicono “continua così” … e allora mostrano quanta passione abbiano sia per la vita che per ciò che fanno. Perché dimostrano rispetto e ti augurano sinceramente fortuna. Sono anche gli stessi che ti accolgono quando, bastonato, torni da loro a chiedere se c’è ancora posto: non ti rinfacceranno mai niente e se capita ti diranno di riprovarci, perché non sono dei fottuti egoisti che hanno bisogno di veder sanguinare gli altri per sentire che loro hanno avuto ragione della e nella vita.
    Per quanto riguarda la vendita… anche un mio amico che forse mi farà da produttore per tutt’altro mi ha detto che 3/4 della vendita, a livello piccino, si fanno con 1) la presentazione con magna-magna-a-sbafo e 2) amici e parenti e tutta la reclame-passaparola possibile … io ovviamente ho fatto la figura della pudica educanda nonché del puro-e-coglione … o se vuoi del commercialmente inetto … ma in effetti qualcosa per mostrare la merce si deve fà. A meno che non sia merce. E in quel caso non serve manco stamparla. Ma ho il massimo rispetto per il rispetto che hai dei tuoi lettori (e di parenti e amici!!).

    Superauguri e viva te e le tue scelte!

    • Personalmente ci trovo sfumature molto diverse, ma la molteplicità delle interpretazioni è il bello della lettura. 🙂 Tra l’altro non so nulla di latinorum e me la sono dovuta cercare! Bel motto anche quello! In realtà non era la persona per cui lavoravo, ma che in qualche modo aveva cercato a suo modo di indirizzarmi e forse di aiutarmi. Non credo che tornerò indietro perché quello non è il mio mondo. Hai ragione, sono d’accordo con tutto quello che hai detto. Commercialmente credo che siamo allo stesso livello, da quel punto di vista sono oggettivamente inetto, pudica educanda nonché puro e coglione. Anche perché il mio obiettivo non è vendere, ma scrivere ed eventualmente essere letto.

      Ti ringrazio tanto per l’attenzione e per il commento. Ricambio di cuore gli auguri per il tuo progetto! In bocca al lupo!

Secondo me....

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