Dirk Gently, agenzia investigativa olistica – Douglas Adams

Dirk Gently (il cui vero nome potrebbe essere Svlad Cjelli se non avesse il vezzo di cambiarlo continuamente) è il titolore di una singolare agenzia investigativa che usa il metodo olistico per indagare sugli unici casi che gli passano tra le mani: gatti scomparsi. E’ convinto infatti “che il punto importante sia la sostanziale interconnesione di tutte le cose”. Rilevazioni, impronte e indizi sono bazzecole con cui si perde tempo quando invece la soluzione del problema può essere cercata nel “disegno” e nello schema globale. (“Lasci che le faccia un esempio. Se lei va da un agopunturista con il mal di denti, quello le infila un ago in una coscia. Sa perché, signora Rawlinson? No, nemmeno io, signora Rawlinson, ma scoprirlo è il nostro primo scopo.”). Non solo, è anche fermamente convinto di aver risolto il Paradosso del gatto di Schrödinger : ha scoperto che il gattocover è semplicemente scomparso e quindi dovrebbe essere chiamato lui ad indagare per il ritrovamento e che “introducendo nell’esperimento un sensitivo, qualcuno con poteri chiaroveggenti” questi potrebbe fornire prospettive ulteriori sulla fisica quantistica (“Dirk, questa è un’assurdità totale.“). Il “caso” fa arrivare nel suo uffico Richard MacDuff, un suo vecchio compagno di studi accusato dell’omicidio del suo capo, nonché fratello della sua fidanzata. Fino a quel momento il sospettato era indeciso se consegnarsi alla polizia o farsi aiutare da Dirk ma dopo aver sentito il metodo di lavoro non ha più dubbi: andare alla polizia. Ma finisce ovviamente per affidarsi al bislacco investigatore che riesce ad arrivare ad una soluzione mettendo insieme tutti gli elementi di una complessa situazione comprendente un monaco elettrico programmato per credere a qualunque cosa, il poeta Samuel Taylor Coleridge, un divano irrimediabilmente bloccato sopra delle scale e una macchina del tempo.

E in tutto questo casino riuscire anche a salvare il mondo.

Perché, come dice Dirk Gently: “Sherlock Holmes una volta ha detto che, eliminato l’impossibile, ciò che resta, per quanto improbabile, deve essere la risposta. A me, però, non piace eliminare l’impossibile.

Geniale l’idea di un investigatore olistico che indaghi seguendo la sostanziale interconnessione di tutte le cose. Gently è veramente l’antinvestigatore per eccellenza. Lontano dai grandi detective conserva la tipica essenza da squattrinato hard boiled unita ad una buona cialtroneria con cui riesce a persuadere le proprie anziane clienti che i loro gatti siano fuggiti alle Bahamas.  Non usa la scienza, fa magie, ipnotizza, chiede aiuto ad un bambino per avere suggerimenti e pare vada a casaccio, ma nel fare questo è sempre padrone di quello che succede più di tutti gli altri. E un personaggio del genere non può che risultare simpatico e accattivante in luce della sua indubbia originalità. La BBC ha pure prodotto una serie Tv che purtroppo si è arrestata dopo i primi 4 episodi.

Ironico e umoristico, lo stile di Douglas è piacevole alla lettura e l’intreccio è decisamente intrigante, pieno di colpi di scena che vengono spiegati poco per volta con sbalzi temporali e passaggi di consegne tra personaggi. La trama è in realtà piuttosto intricata è trova spiegazione solo nel finale.

Personalmente però c’è qualcosa che non ho capito.

Allora..

Faccio un attimo un breve riepilogo perché “quando si vuole capire per davvero qualcosa, il metodo migliore è quello di provare a spiegarlo a qualcun altro” dice, Douglas Adams.

(Chi avesse intenzione di leggere il libro si fermi. Gli altri provino a darmi una risposta.)

Riassumiamo: un gruppo di alieni Salexiani arriva sulla terra in cerca di un posto migliore dove stare perché il loro mondo è devastato. Tuttavia per un guasto (o quello che è) la navicella esplode e muoiono tutti tranne il tecnico addetto alla manutenzione che diventa un fantasma ed è costretto a rimanere sulla terra perché aveva una questione in sospeso (appunto correggere il suo errore). Da questo incidente viene innescata la vita sul nostro pianeta (altro che Big Bang e Creazionismo) alla cui evoluzione il superstite assiste impotente mentre diviene prossimo alla pazzia. In quanto fantasma ogni tanto può prendere il possesso di alcune persone suggestionandone gli atti ma per averne il controllo totale deve trovare qualcuno con cui ci sia affinità e comunanza di intenti (cioé voler eliminare chi lo ha sostituito. Gli umani, nel suo caso, che hanno proliferato al posto dei Salexiani). Passano gli anni e nel XVIII secolo ad un certo punto il fantasma prende possesso del poeta Samuel Taylor Coleridge e sotto la sua influenza  (coadiuvato dalla buona abitudine di questi all’uso del laudanon) gli fa scrivere “Kubla Khan” e “La ballata del vecchio marinaio” in cui narra nel primo come correggere il guasto e nel secondo la vicenda dell’astronave. Nei suoi giri di possessioni alternati da momenti di debolezza e impotenza il fantasma non può fare molto, né per cambiare il passato né per agire sulla realtà perché non ha ancora trovato il vettore ideale da comandare. Prova a entrare in Urban “Reg” Chronotis e in Richard MacDuff ma, visto che non condividevano nessun intento con lui, li può solo condizionare solo fino ad un certo punto per poi mollare la presa. Allora entra in Michael Wenton-Weakes che, essendo un uomo privo di scrupoli e appena cacciato dalla direzione della sua rivista, è il vettore perfetto (entrambi odiano chi li ha sostituiti) e quindi ne prende il pieno controllo. Avendo preso precedentemente possesso di Reg era a conoscenza della macchina del tempo, con cui poteva finalmente correggere il suo errore. Dirk, Reg e Richard, portano il fantasma indietro nel tempo per aiutarlo, inconsapevoli che la scampata esplosione della navicella comporterebbe la fine della vita umana (non conoscevano, ovviamente, tutta la storia). Quando lo scoprono lui è all’aperto nell’atmosfera primordiale e non possono più raggiungerlo senza morire.

Fin qui è tutto chiaro.

A questo punto il resto inizia a diventare faticoso.

Vanno indietro nel tempo per incontrare Coleridge e impedirgli di completare Kubla Khan. Il che significa che nella realtà di Dirk, Reg e Richard era un’opera completa e non incompiuta (come è veramente) lasciando quindi intendere che si trovassero in una realtà parallela che loro stessi riportano, intervenendo con la macchina del tempo, a come la conosciamo noi.

Piccolo inciso. Ad un lettore italiano questa cosa è già in partenza poco chiara. Bisogna infatti sapere che Kubla Khan è un opera, pensata probabilmente sotto gli influssi del laudanon, mai terminata dal poeta in quanto disse di essere stato disturbato nel 1797 da “una persona proveniente da Porlock” [paese nel sud-ovest dell’Inghilterra] che gli impedì di completarla. Il fatto è piuttosto noto, infatti in letterattura inglese le espressioni “un uomo da Porlock“, “una persona da Porlock” o anche solo “Porlock” sono allusioni letterarie per indicare visitatori indesiderati che interrompono i flusso creativo. Alcuni ipotizzano che in realtà fosse la persona che riforniva Coleridge di laudano, altri che in realtà fosse tutto un pretesto plausibile per spiegare la frammentazione delle sue rime, non propriamente ben riuscite. Douglas Adams ci dice invece che l’uomo da Porlock era in realtà Dirk Gently.

E chi meglio di lui?

E questo è il fatto.

La conseguenza è che modificando la poesia nel passato nessuno la potrà leggere nel futuro nella sua forma completa.

Bene.

E questo perchè cazzo dovrebbe impedire al fantasma di correggere il danno alla navicella? E’ lui che ha dettato la poesia a Coleridge quindi perché dovrebbe dimenticarne il contenuto?

A meno che la poesia in realtà non fosse solo il mezzo per suggestionare le persone, prenderne possesso e suggerigli anche cosa fare per aggiustare la navicella…

E allora come ha fatto con Coleridge? C’è riuscito per il laudanon?

Così forse avrebbe un senso ma sono ancora confuso..

Comunque un gran libro, se escludiamo questo dettaglio che mi sfugge e che non mi era molto chiaro nemmeno dopo aver riletto i vari pezzi per rintracciare il senso.

Ma è un problema mio.

Vabbè.

P.S. Prosegue nei commenti con i contribuiti di altri lettori..

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47 thoughts on “Dirk Gently, agenzia investigativa olistica – Douglas Adams

    • Ti ringrazio.. credo che il mio problema di comprensione non sia tanto a livello olistico quanto essermi perso qualche passaggio nella trama, che è appunto il mio dubbio, ma se mi sa fornire una risposta ben venga! 🙂 Però essendoci una sostanziale interconnessione con tutte le cose… 😉

  1. penso che il kubla khan completo servisse a costruire la macchina del tempo, non a riparare il guasto.
    infatti quando tornano al presente (modificato), la macchina del tempo non funziona piu’.

    • Ciao Luca e ti ringrazio tanto per l’intervento.
      Ma era Reg a possedere una macchina del tempo e il fantasma viene a conoscenza della sua esistenza nel momento in cui cerca di influenzarlo. Non viene mai detto che l’ha costruita il professore, ma solo che la possiede e che il suo funzionamento era in quelche modo legato ai guasti telefonici, infatti Rag nel finale dice “hanno aggiustato il telefono e quindi non si romperà più![..] Insomma, la macchina del tempo ora non funziona più.“. Se Kubla Khan fosse servito a quello non avrebbero dovuto avere nemmeno il ricordo della macchina del tempo: non sarebbe proprio esistita perché non sarebbero stati in grado di costruirla. Reg la possedeva per la casualità di un guasto telefonico.
      Se il fantasma sapeva come costruirla perché non farlo da solo?
      C’è qualcosa che non funziona nella trama, secondo me.

      • e’ vero.
        il fantasma non puo’ costruirla da solo per la difficolta’ di spostare gli oggetti.
        il fulcro pero’ e’ il kubla khan, non la ballata. infatti la missione da coleridge prevede di parlargli di un albatro in modo da fargli iniziare la ballata dimenticandosi del kubla khan.

        il kubla khan non e’ altro che la costruzione di un edificio. deve essere la costruzione di qualcosa relativo alla british telecom. non vedo altre possibilita’.

        i ricordi dei personaggi non vengono influenzati. infatti richard torna a casa e non conosce bach. susan si.
        quella era la parte che Reg e’ riuscito a salvare dall’astronave.
        entrambi ricordano quella musica.

        • E’ vero, il fantasma non può costruirla senza entrare nel corpo di qualcuno.
          Ho capito che Kubla Khan è il fulcro, ma mi sfugge comunque in che modo.

          Cioè, tu dici che il “progetto” della macchina va dal fantasma a Coleridge e poi è passata a qualcuno che l’ha realizzata (British Telecom) e poi a Reg?

          Cercando di fare chiarezza ho cercato anche qui http://en.wikipedia.org/wiki/Dirk_Gently%27s_Holistic_Detective_Agency ma non mi ha chiarito le idee. Tu cosa ne pensi?

          Mi sembra una forzatura però, se la macchina non viene costruita non dovrebbero averne ricordo. Se invece quello è un fatto indipendente dal KUbla Khan allora è sensato che rimanga il ricordo e che la macchina non funzioni più perché è stato aggiustato il guasto che “casualmente” l’aveva creata. Non dice che non lo conosce, ma che non l’aveva mai visto prima d’ora (nella traduzione italiana) perché Susan aveva sempre suonato Mozart (o comunque qualcos’altro) prima del viaggio. A Richard non dava fastidio? Io lo avevo interpretato come un regalo di Reg ma in effetti non mi tornava una frase..

  2. Penso di aver trovato in un forum la risposta più plausibile all’enigma in questione. Cito:
    “The interruption by Dirk caused Coleridge to sober up so the ghost couldn’t posses him anymore. “..When he was in control, I was not” He was also not able to tell his story through him and so moved on. The ghost found out about the time machine when he was possessing Coleridge. (One must assume that the discovery of the time machine occured at or after the time at which second part of the poem was written) Without that knowlegde the ghost would have no reason to haunt the university for hundreds of years or posses REG…”

    • Benvenuto Luca (o Bentornato perché il nome è uguale ma gli indirizzi mail sono diversi quindi non so se siete la stessa persona o meno..)!
      E’ passato un po’ di tempo quindi mi sono riletto il post per rinfrescare i dubbi e devo dire che partendo da quel pressupposto mi sembra che il ragionamento torni ma ho sempre l’impressione che non tutto quadri perfettamente (a questo punto i ricordi sono piuttosto fumosi) soprattutto perché, in teoria, era REG ad avere la macchina del tempo e non Coleridge..

  3. Ciao ragazzi, anche io mi sono scervellata (e anche mio padre a cui ho fatto leggere il libro) per capire il finale. Alla fine ho tratto qualche conclusione che vorrei condividere con voi, vedete se vi trovate:
    il poema Kubla Kahn non sono istruzioni, ma semplicemente un brano “ipnotico” che serve a creare un legame con la persona che l’alieno/fantasma vuole possedere. Infatti non può essere un caso che tutti i personaggi posseduti abbiano prima avuto a che fare con quel componimento: all’inizio sia Richard che Reg sono alla cena per Coleridge in cui viene letto il poema, e proprio in quel momento Reg viene posseduto con la scusa del giochino di prestigio per far contenta la bambina. Viene posseduto dal fantasma che vorrebbe fargli fare qualcosa di sbagliato, per poter poi far provare solidarietà nei propri confronti e questo lo evinco dalla spiegazione di Reg, quando porta gli altri due nella foresta pluviale, prima dell’estinzione del Dodo, che infatti lui non sopportava. L’alieno vuole fargli commettere lo sterminio del Dodo, che il professore già odia di per sè, per poterlo poi convincere di avere della affinità con le proprie intenzioni. Non riuscendo, lo porta su un pianeta delle Pleiadi a procurarsi una cipria “per nascondere l’abbronzatura”: il pianeta in questione è probabilmente quello d’origine del’alieno che lì riesce a procurarsi il Monaco Elettrico, con lo scopo che questo possa convincere Reg a supportare la propria causa. Il tentativo però fallisce, perchè come abbiamo letto, il Monaco si “distrae” in continuazione e non riesce a portare a termine il compito.
    Sempre dopo la lettura del poema anche Richard “dà di matto” venendo posseduto e facendo quela telefonata a Susan alla quale però vuole rimediare.
    In un altra pagina del libro fra l’altro, prima di andare da Dirk, Richard compra una copia del poema di Coleridge, semplicemente perchè “era lì esposta”.
    Tutto ciò, come viene spiegato da Dirk stesso, solo perchè il fantasma alieno ha bisogno di trovare un “vettore perfetto” con cui avere delle affinità ed avvicinarsi a Reg, che rimane comunque fondamentale, in quanto possessore della macchina del tempo.
    Il vettore perfetto diviene quindi Michael, che viene posseduto ma ipnotizzato (come ammette il fantasma stesso) solamente dopo aver letto il Kubla Kahn, che come in trance estrae dalla propria libreria.
    Alla fine perciò mi viene da pensare che il poema sia fondamentale nel senso che facilita l’ipnosi sul soggetto scelto. L’alieno ha probabilmente dettato quei versi a Coleridge al fine di raggiungere più persone possibili, rendendole così più “disponibili” nei propri confronti (infatti quando lui racconta la propria storia, tutti si commuovono e provano pena e soprattutto empatia!).
    Quindi Dirk, capendo che Coleridge è la chiave, come avete detto in precedenza, va ad interromperlo, prima che il poema sia finito, distraendolo, dandogli uno nuovo spunto creativo (l’albatro) e quindi inducendolo a rimanere sobrio. In quello stesso momento in cui l’opera rimane incompiuta, probabilmente il fantasma viene distaccato dal corpo di Michael, poichè non più sotto l’influsso del Kubla Kahn (o coumunque senza quel legame indispensabile che pare creare), cosicchè lo spirito si ritrova a vagare senza un “carrier” e senza poter portare a termine la riparazione, oltretutto nuovamente agli albori della vita sulla Terra.

    Ovviamente queste sono solo mie supposizioni, ma mi pare che in questo modo tutto quadri… spero che qualcuno stia ancora seguendo la discussione e che possa darmi un parere.

    • Ciao Mara e benvenuta!
      Non sono sicuro che agli altri partecipanti arrivi un avviso del tuo intervento ma di certo ci sono io che sono l’autore del blog. 🙂
      Come avevo detto anche in un altro commento, per me è passato del tempo dalla lettura e il ricordo è piuttosto fumoso però anche nella tua versione mi sembra che ci sia qualche piccolo particolare che non torna.
      Intanto perché per suggestionare le persone il fantasma non aveva bisogno necessariamente di Kubla Khan, altrimenti non sarebbe riuscito a farlo scrivere allo stesso Coleridge. Quindi le può influenzare senza ulteriori strumenti ma ciò non toglie che per prenderne possesso abbia invece bisogno di una sovrapposizione di intenti. Ne consegue che eliminare Kubla Khan come “brano ipnotico” non gli avrebbe in nessun modo impedito di poter risuggestionare un altro poeta per riscrivere un’altra poesia con la stessa funzione. Questo comporta che i protagonisti non avrebbero sventato alcuna minaccia. Invece è come se la perdita della poesia comportasse la perdita di una informazione fondamentale senza la quale il fantasma non avrebbe potuto più fare nulla (aggiustare l’astronave per esempio, ma non torna nemmeno questo perché non vedo come potrebbe dimenticarsene).
      Non so se hai guardato nei miei commenti precedenti, ma qui http://en.wikipedia.org/wiki/Dirk_Gently%27s_Holistic_Detective_Agency viene spiegato che le due poesie erano appunto la storia di quello che era successo all’astronave e di come riparare il guasto anche se non mi ricordo di averlo letto nel libro e non mi convincono ugualmente..
      In teoria con l’interruzione del Kubla Khan è come se si creasse una specie di “universo parallelo” in cui tutto viene modificato: non essendoci più la poesia completa l’alieno per qualche motivo non prende possesso più di nessuno ed è come se non fosse mai successo nulla..

  4. Ciao Jeremy, grazie per avermi risposto! Il mio problema è che nonostante abbia la versione digitale del libro che mi permette di effettuare ricerche per parola chiave, non trovo da nessuna parte un collegamento da il Kubla Kahn e la riparazione della navicella. Per questo ho voluto pensare “di testa mia” ad altre soluzioni.

    “per suggestionare le persone il fantasma non aveva bisogno necessariamente di Kubla Khan, altrimenti non sarebbe riuscito a farlo scrivere allo stesso Coleridge” : nel caso di Coleridge essendo egli sotto l’effetto del Laudano (quindi non sobrio) era più ricettivo e “rilassato”, parola usata dall’alieno stesso nel raccontare la vicenda.
    Infatti prova attraverso Coleridge stesso ad entrare in contatto con Reg, che infatti afferma parlandone con gli altri, dicendo che Coleridge andò a trovarlo ma era “in condizioni decisamente troppo rilassate per fare qualsiasi cosa” quindi il tentativo andò a vuoto.
    Fra l’altro la possessione di Coleridge in particolare, credo sia stata studiata di proposito dal fantasma, poichè quello specifico poeta era stato studente proprio nello stesso college dove insegnava Reg (per questo motivo infatti, all’inizio del libro, i professori tengono annualmente una cena in onore del poeta, leggendo i suoi brani), quindi secondo me, l’alieno desiderava proprio che i due si incontrassero e che Reg, convinto dal collega, volesse aiutare il fantasma lasciandogli usare la macchina del tempo. Cosa in cui è riuscito comunque, possedendo Michael.

    “Ne consegue che eliminare Kubla Khan come “brano ipnotico” non gli avrebbe in nessun modo impedito di poter risuggestionare un altro poeta” : eliminare il Kubla Kahn in quel momento ha avuto effetto in quanto l’alieno si trovava nel passato, agli albori della vita sulla Terra e quindi in assenza di persone capaci di intendere e di volere, tantomeno poeti! Avrebbe dovuto comunque aspettare nuovamente l’evoluzione umana e l’arrivo delle tecnologie adatte, tra cui la macchina del tempo (che comunque non si sa da dove sia saltata fuori), per poter fare altri tentativi.

    “Invece è come se la perdita della poesia comportasse la perdita di una informazione fondamentale senza la quale il fantasma non avrebbe potuto più fare nulla (aggiustare l’astronave per esempio, ma non torna nemmeno questo perché non vedo come potrebbe dimenticarsene)” : esatto, non ha molto senso! 🙂 Per questo come la vedo io, la poesia serve a creare una sorta di oblio che serve a far perdere al “carrier” prescelto la padronanza della propria mente, infatti come ammette l’alieno stesso, parlando con gli altri riguardo la possessione di Michael dice “il suo senso di sé era un po’ in ribasso” questo lascia intuire che il corpo ospite deve essere necessariamente in un momento di debolezza per la possessione, debolezza che a mio avviso il Kubla Kahn serve a creare.

    “viene spiegato che le due poesie erano appunto la storia di quello che era successo all’astronave e di come riparare il guasto anche se non mi ricordo di averlo letto nel libro”: io l’ho letto da poco e l’ho ristudiato ieri cercando alcune parole chiave nel pdf, e non vi ho trovato alcun riferimento esplicito. Se poi questo è detto fra le righe non riesco proprio a individuarne il punto!

    Questo è come la vedo io, fammi sapere se può esserti utile la versione elettronica che te la passo, anche se magari ormai avrai deciso di lasciare la faccenda in sospeso, dopo tanto tempo! 🙂 grazie ancora per la risposta!

    • Ciao Mara, ci mancherebbe, rispondo sempre.. magari non subito come in questo momento, ma rispondo! 🙂

      Il fatto che non ci sia nessun riferimento alla navicella non è molto significativo perché non ricordo di averne visti nemmeno al fatto che Kubla Khan possa avere una funzione ipnotica. Sono entrambe due ipotesi basate su indizi perché del guasto viene esplicitamente parlato ma è tramite un lavoro successivo che uno può collegarlo (eventualmente) al Kubla Khan. Tu hai fatto lo stesso tipo di ragionamento ma supponendo che avesse quella funzione, ma nella realtà non c’è riferimento esplicito a nessuna delle due (che io ricordi).

      E’ vero, ma di certo non è l’unico poeta (o uomo) nella storia ad aver usato il Laudano o altre droghe che potessero rendere più rilassati e più predisposti ad essere influenzati..quindi non ha necessariamente bisogno della poesia per suggestionare. Ha invece bisogno necessariamente di uno stato di debolezza. Il fatto che l’alieno potesse aver pianificato da lontano (nello scegliere proprio Coleridge) che i due si incontrassero non regge, implica che potesse conoscere il futuro. Però è sensato che una volta conosciuta l’esistenza nel presente della macchina del tempo il fantasma sia andato nel passato ad incontrare sé stesso nei panni di Coleridge per provare ad usare la macchina o a persuadere Reg ad usarla, ma questa è una sfumatura (forse anche contorta). Sono più persuaso che sia una scelta di Douglas (non propriamente riuscita) di plot e stilistica, utile anche a creare paradossi temporali con qualcosa che fosse di conoscenza comune (suppongo) in Inghilterra, quindi i fatti dell’uomo da Porlock e che Kubla Khan sia in realtà incompleta, lasciando appunto intendere che la realtà in cui viviamo sia un universo parallelo modificato da Gently.

      Intendiamo il tempo in modo diverso e credo che sia l’origine del malinteso tra di noi e forse la soluzione. Il fatto che si trovasse nel passato vuol dire poco, trascorsi milioni di anni avrebbe incontrato nuovamente Coleridge e sarebbe ricominciato tutto. Quando Dirk va ad ostacolare Coleridge, io suppongo che il poeta sia di nuovo sotto l’influenza del fantasma che gli fa scrivere Kubla Khan perché Dirk ha solo fatto un salto temporale da un punto A ad un punto B, ma nel frattempo il tempo del punto A è trascorso ed è giunto al punto B. Anche perché, se il fantasma fosse reso innocuo dal solo stare nel passato senza poeti, perché andare da Coleridge a impedire il KUbla Khan? E qui credo che sia il nodo delle nostre idee. Se ho ben capito, per te se il fantasma si trova nel passato (punto A) non può essere nel punto B (Coleridge), invece per me quando Dirk va direttamente al punto B è come se saltasse da un punto all’altro ma quando arriva al punto B il fantasma è già lì, semplicemente per lui sono trascorsi milioni di anni e per Dirk alcuni istanti.

      No. Non è il Kubla Khan a creare il momento di debolezza. Micheal era in momento in cui il suo Sé era in ribasso perché “aveva perso l’unica cosa di cui gli importava” cioè il giornale (e in più aveva l’intenzionalità sovrapponibile). Ed era capitata la stessa cosa anche agli altri personaggi. Il fantasma ha approfittato del momento ma non lo ha creato con la poesia. Può avere un legame nel senso che lo intendi tu, ma rimane sempre qualcosa che non funziona esattamente quanto nella versione del guasto. Il Kubla Khan è fondamentale ma non è evidente il perché. In entrambi i casi ci sono delle falle secondo me. Sottili ma ci sono.

      Come ho scritto prima non c’è nessun riferimento esplicito a nulla, non si può fare affidamento a quello ma al ragionare e trovare una spiegazione che funzioni.

      Anche se sono propenso alla piccola svista.. 😀 Oppure ad una spiegazione relativa al capitolo in cui si parlava di qualcosa di matematico..

      In sospeso no (mi hai fatto venire voglia di rileggerlo prendendo appunti e sottolineando pezzi per trovare una spiegazione e prima o poi lo farò) perché mi piacerebbe arrivare una soluzione. Senza mandarmi versioni elettroniche mi basta avere dei riferimenti e cerco quello che citi.. 🙂

      Grazie a te per avermi detto il tuo pensiero!

      • In effetti come la giri giri, non si può trovare una soluzione oggettiva. L’unico modo è trovare il nesso tra la poesia, i vari personaggi e la salvezza dell’umanità tramite il suo impedimento!
        A ogni modo, come dici te, probabilmente il tutto gira intorno a un qualche paradosso temporale che si viene a creare nel momento dell’interruzione del poema…
        Prima o poi rileggerò anch’io il libro, in modo completo, anche se magari non capirò comunque il finale, visto che è proprio l’autore che l’ha voluto così contorto!
        Sembra la serie tv Lost, in cui tutti davano delle proprie interpretazioni e forse Adams voleva proprio questo!
        Se ti capita di rileggere il libro e trovare qualche altro indizio fammi sapere, io intanto continuerò a pensarci su! 🙂
        Grazie ancora, a presto (spero!)

        • Si, rimane sempre una qualche perplessità o qualche dettaglio che non torna in tutte le ipotesi a meno che non si trovi un nesso chiaro tra quegli elementi.
          Assolutamente prima o poi lo rileggerò con estrema attenzione!! 😀
          E’ proprio contorto di suo ma non capisco se sfugge qualcosa a noi o se ha proprio fatto qualche svista..
          A presto!!

  5. ho fatto caso a un’altra cosa, non so se e quanto sia rilevante:
    leggendo su Wikipedia ho appreso che il Kubla Kahn è stato scritto da Coleridge nel 1797.
    Il professor Reg, che non ricorda quanti anni abbia, afferma di usare la macchina del tempo “Soltanto un paio di centinaia di anni. Da quando sono in pensione”: facendo i calcoli con la data su libro di Adams fanno 190 anni.
    A questo punto mi viene quindi da pensare che il poema, come si diceva in un precedente commento, fossero istruzioni non tanto per riparare la navicella, quanto per costruire qualcosa che rendesse operativa la macchina del tempo di Reg, infatti con il poema incompiuto la macchina del tempo non funziona, quindi l’alieno non poteva essere andato nel passato per portare a termine la missione. E qui sta il paradosso temporale.
    Oltre a ciò, il vaso del gioco di prestigio di Reg, all’inizio del libro, pure ha 200 anni, ma non so se ci sia connessione col resto delle cose…
    Se mi viene in mente qualcos’altro ti/vi aggiorno 🙂

    • Sicuramente è un dettaglio importante e, ora che me lo dici, ricordo di averlo letto perché avevo pensato che fossero piuttosto strane le centinaia di anni ma lo avevo assolutamente rimosso. E’ plausibile che ci sia un legame tra la macchina del tempo e Kubla Khan ma anche qui i miei dubbi sono sempre gli stessi: se é l’alieno a suggerirla a Coleridge anche qualora la poesia sparisse non dovrebbe aver dimenticato il contenuto..

      • infatti anche secondo me! Il poema influenza la storia in qualche modo che ancora ci sfugge! a ogni modo rileggendo i versi di Kubla Kahn sembrano più parlare di edifici che di istruzioni… poi magari è possibile che vadano interpretate in qualche modo più astratto…

  6. altro elemento che però non so come collegare al resto della faccenda:
    il fantasma, quando è nel corpo di Michael dice a dirk che la nave madre è ancora in orbita intorno alla terra, in quanto tutto l’equipaggio (che poi erano solo 12 persone) era sulla navicella esplosa. Però alla fine del libro Reg dice a Richard che “La nave è partita”. Per essere partita, vuol dire che a bordo aveva qualcuno che la pilotasse! E qui non riesco proprio a trovare un nesso con tutto il resto!

  7. Buongiorno, ho appena finito di leggere il libro e ho subito cercato approfondimenti, anch’io sono rimasto un po’ perplesso da quelli che sembrano buchi di trama.
    Mentre leggevo i vostri commenti, un’idea mi balenava in testa e Mara ha fatto notare una cosa ma non è arrivata al punto, che secondo me è il seguente.
    Ipotesi mia: Reg è Coleridge. Ha scritto le istruzioni per costruire la macchina del tempo sotto forma di romanzo, dato che a sua detta si dimentica le cose se non le scrive.

    In realtà non spiega tutto. Nel caso che l’abbia scritto sotto influenza dell’alieno,
    rimane il fatto che l’alieno avrebbe comunque potuto insegnare a qualcun altro ecc.ecc.

    E riguardo all’astronave che è partita, il fatto che sia guidata da qualcuno è perché in teoria l’alieno ha salvato tutti dall’esplosione che non è più avvenuta, e quindi sono potuti partire.

    Comunque rimane un gran libro.

    • Buongiorno Antonio e Benvenuto!

      La tua è un’ipotesi decisamente interessante che, in effetti, collima con tutte le osservazioni di Mara a proposito degli anni di Reg e di tutti i riferimenti a Coleridge..
      In realtà forse si spiegherebbe tutto partendo dalla tua ipotesi e dal presupposto, come diceva Luca, che avesse “ideato” lui la macchina del tempo (anche se non è dato sapere come). Se sono la stessa persona e visto che dimentica le cose, nel momento in cui viene interrotto nel passato e la poesia Kubla Khan rimane incompleta non può più ricreare la macchina del tempo.
      Non sono sicuro torni tutto ma mi sembra già un notevole passo avanti..

      No, l’esplosione era il Big Bang quindi non può non essere avvenuta o non ci sarebbe stata la vita sulla terra..

      Assolutamente si, cervellotico, ma Dirk Gently mi ha fatto morire.. Quando chiede suggerimenti al bambino per strada??? 😀

    • Ciao Antonio, pensa che la tua stessa ipotesi l’aveva fatta mio padre per scherzo e ci siamo fatti entrambi una risata, dicendo che alla fine tutto può essere, visto che molte cose non vengono specificate!
      Però il motivo della partenza dell’astronave non funziona nemmeno come dici tu, perchè anche se venisse riparata, lo scopo degli alieni era proprio colonizzare il pianeta Terra, quindi se fosse andato tutto liscio, non avrebbero avuto motivo di partire, ma sarebbero atterrati, installandosi sulla Terra e facendo estinguere la specie umana!
      Jeremy, non credo che l’esplosione di cui si parla sia addirittura il Big Bang! credo fosse solo un difetto dell’astronave…anche perchè nemmeno gli alieni dovrebbero esistere prima del Big Bang!

      • ahaha! No, mi sono confuso! Intendevo che l’esplosione dava l’inizio alla vita sulla terra visto che il fantasma diceva di essere stato da solo a camminare sul fango per milioni di anni e poi iniziarono ad apparire le prime forme ecc.., è quella la conseguenza del suo errore ed è lo stesso Reg a dirlo. Per questo lui e Dirk devono fermarlo perché senza esplosione non si sarebbe mai formata la vita e quindi è indispensabile che accada..

        • Ah ok tu intendi l’esplosione che nella realtà corrisponde al meteorite che causò l’estinzione dei dinosauri e la vita sulla terra… non ci avevo pensato, può essere! però conta che ad esplodere non è la nave madre (che stava ancora in orbita, vuota), ma solo una piccola astronave di ricognizione, non so se avrebbe potuto far tutto quel casino 😀

          • Stiamo fuori dalla realtà perché altrimenti diventa ancora più difficile.. 😀 Anche perché la vita penso sia arrivata prima dei dinosauri.. 😉 Nella finzione del libro è sicuramente quello (qualunque cosa sia, non hanno importanza le dimensioni) perché Dirk (Non Reg, ho sbagliato) dice “Lo vede [..] che cosa abbiamo fatto? Non mi sorprenderebbe scoprire che l’evento che quella povera anima infelice là fuori sta cercando di capovolgere è esattamente ciò che ha dato il via alla vita su questo pianeta!”

            • ah ok, perchè io avevo interpretato quella frase nel senso che l’astronave non esplodendo avrebbe permesso agli alieni di colonizzare la Terra e quindi impedire lo sviluppo della vita umana (o almeno, io ho pensato solo a quella umana), anche perchè si è capito che l’alieno non vede di buon occhio i terrestri…

  8. AIUTO 😀
    Ho letto due volte i capitoli finali. Non mi tornano tantissime cose. Perchè Reg dice che l’estinzione del dodo è colpa sua? Perchè Susan riesce a chiamere Richard mentre è in funzione la macchina del tempo che riporta indietro il fantasma? Perchè il compito di Gordon prima di svanire completamente è quello di avvisare Susan della morte di Ross? Il monaco elettrico e il cavallo che fine fanno :O
    dovrò rileggerlo tutto scommetto e farmi degli schemini. Cmq grazie a questo post, molte cose mi sono più chiare anche se ovviamente qualcosa continua a sfuggire… appena farò mente locale, dovremmo dibatterne insieme 🙂

    • Ciao e Benvenuta Spaty!

      Non sono proprio freschissimo di lettura quindi potrei anche dirti delle cose non proprio correttissime, in tal caso ci penseranno gli altri partecipanti alla discussione a fare delle precisazioni.. 🙂

      Reg dice così perché credo sia stato lui a far estinguere i Dodo usando la macchina del tempo sotto l’influsso del fantasma il quale aveva bisogno di una comunanza di intenzioni e trova terreno fertile nell’avversione naturale di Reg per quell’animale..

      Non ho idea del perché Susan riesca a chiamare Richard ma l’ho preso come un dato di fatto senza cercare troppo complicazioni o farmi troppe domande. Ho pensato che dal momento in cui la macchina del tempo funzionava per via di un qualche errore della British Telecom fosse possibile essere rintracciati mentre la si stava usando.

      E’ importante che Gordon avvisi della morte di Ross per capire la questione della comunanza di intenzioni che unisce il fantasma e Michael Wenton-Weakes (che era l’assassino) in quali volevano entrambi correggere un errore.

      Supponendo che Reg, Dirk e Richard riescano nel loro intento (in un modo ancora non troppo chiaro) di fermare il fantasma nel passato, in teoria cambiano tutto il continuum temporale successivo e di conseguenza non vengono mai inviati sulla terra. Il fatto che venga cambiata la storia è evidente sia per la questione di Kubla Khan, ma anche per Bach!
      Grazie al tuo commento ho fatto qualche approfondimento e ho trovato un pezzo su Wikiepedia inglese che non avevo letto sulla questione di Mozart che non mi tornava (come ho scritto al primo Luca che aveva commentato): “Johann Sebastian Bach, the composer, does not in fact exist in the novel’s universe. At the beginning of the story Susan, a concert cellist, is having problems practising a piece by Mozart. During the novel Prof. Chronotis uses his time machine to board the Salaxian ship, still in orbit around the Earth. Inside the ship they encounter elaborate and beautiful music that seems to be the result of the ship’s computer system operation, similar to Richard’s Anthem program. After they have foiled the ghost’s plot and destroyed the ship, Richard finds Susan practising the same music he heard aboard the ship. She tells him it is by Bach. Prof. Chronotis later tells Richard that he downloaded all the music, introduced it in the Baroque period and invented a fake composer for it.

      Prima o poi lo rileggerò anche io prendendo appunti e con maggiore attenzione, ma in realtà con tutti i commenti che arrivano le cose si stanno facendo un poco più chiare..

      Certo, volentieri sei sempre benvenuta! 😉

  9. Ciao a tutti, secondo il mio parere l’ ipotesi dell’ ipnosi è corretta, se fate caso la macchina del tempo non può variare completamente il corso della storia ma creare solamente dei piccoli interventi chirurgici, il divano è la all’ inizio della storia causato da un evento alla fine di esso, e quando il fantasma alieno legge tramite Michael le poesie di Coleridge dice : LE PAROLE GLI ERANO FAMILIARI, EPPURE MAN MANO CHE LE LEGGEVA GLI RISVEGLIAVANO STRANE SENSAZIONI E SPAVENTOSI RICORDI CHE SAPEVA NON APPARTENERGLI…
    Ergo i versi sono già stati cambiati tutto era già compiuto avrebbe perso, questa parte è nell’ ultima parte del capitolo 19

      • Ciao Gaz, benvenuto, e ben ritrovato Jeremy! spero che avrai riletto il libro così da poterci aiutare! intanto dopo tanto dire, ho convinto anche mio marito a leggere il libro in questione e ne ha tratto una nuova teoria interessante, che finora non avevamo considerato. La sua interpretazione gira intorno ai passi che hanno a che fare con la musica: nel capitolo 35 Richard dice “Devo ricordarmi continuamente che non hanno creato la musica, ma solo lo strumento in grado di leggere lo spartito” in cui lo strumento in questione è l’astronave madre, che raccoglieva i dati dalla Terra, convertendoli in musica, da cui Richard, che riesce a tradurre la matematica in musica e viceversa, viene travolto mentalmente.
        Insomma, la supposizione si basa sulla simbiosi vita/musica in modo che però ancora mio marito non è riuscito a definire precisamente.
        Inoltre lui ha fatto caso alla strana conversazione tra Richard e Reg nel capitolo 36:
        “Reg… La musica…”
        “Ah, sì, pensavo che ti sarebbe piaciuta. C’è voluto un bel po’ di lavoro. Ne ho salvato solo una parte piccola piccola, naturalmente, ma anche così ho barato.”
        Qui parla di “aver salvato” la musica, ma da cosa? l’astronave non avrebbe dovuto subire variazioni dal loro intervento sulla linea temporale, eppure Reg afferma che “La nave è partita”. Anche se non si riesce a capire perchè e come la nave sia partita, se la ricolleghiamo al fattore “musica” (di cui ne era piena), ancora una volta sembra che sia molto importante per la vita sulla Terra. Niente musica niente vita, ma per fortuna Reg ne ha salvato “una parte piccola piccola”…

        Per quel che riguarda l’utilità del poema, poco più sotto Richard stesso ne cita un verso:
        “Se io potessi resuscitare in me
        Quell’armonia e quel canto,
        Una gioia tanto profonda mi vincerebbe,
        Che con musica sonora e lunga.
        Io nell’aria costruirei quella casa”
        Parla di costruire una casa, quindi probabilmente la macchina del tempo che è effettivamente “a forma” di casa. Siccome Reg afferma da qualche parte di conoscere il poema a memoria, possiamo collegare Reg alla costruzione della macchina del tempo e dedurre che il poema ne erano le istruzioni, anche se Reg non lo ricorda, insieme alle tante altre cose che ha dimenticato. Fra le altre cose ancora una volta vengono citati elementi che hanno a che fare con la musica (“Quell’armonia e quel canto”), il che non fa una piega se la musica viene interpretata come insieme di dati, o formule matematiche.

        Quindi alla fine del libro, con la linea temporale modificata, la macchina del tempo non è mai stata costruita perciò si è creato un paradosso che ha impedito all’alieno di tornare indietro nel tempo. Il passato della Terra quindi rimane invariato tranne che per questa storia della musica, che a quanto sembra è collegata con l’astronave che lascia la Terra.

        • Bentornata Mara, non ho provato a rileggerlo, un po’ perché non lo faccio mai e un po’ perché dovrà passare molto più tempo prima che io ci provi, però a memoria mi pare che l’ipotesi di tuo marito sia lecita. Avevo capito che la musica avesse un legame con il tutto (in qualche commento lo avevo messo) ma non mi era ben chiaro quale fosse soprattutto credo fosse importante proprio il capitolo in cui spiegava le sue ricerche sulla musica ma che avevo letto con molta superficialità perché non pensavo si sarebbe rivelato un libro così complesso.. Sono tutti dettagli in più e utili..

  10. ho finito di leggere il libro ieri e non sono riuscito a ben capire il senso del finale, avendo letto però anche il libro shada (doctor who) vi posso dire che Reg (Cronotis) è un signore del tempo in pensione e che la macchina del tempo non è altro che un tardis cioè una nave che ha una sua vita propria che può viaggiare nel tempo e nello spazio, di più non so.
    Ciao
    Antonello

    • Ciao Antonello,

      Grazie per il contributo! Sul senso del finale, come avrai letto nei commenti, c’è molta confusione e anche su internet non si trovano spiegazioni particolarmente esaustive.. però ipotesi molte e, tu che sei fresco, se vuoi dire la tua sei benvenuto..

      Ciao!

  11. Salve, arrivo anni dopo ma solo da poco ho finito il libro. Leggere le vostre ipotesi mi ha molto aiutato perchè non sapevo del Kubla Khan e pensavo che Dirk fosse andato da Coleridge solo per fargli scrivere La Ballata e non per interrompere il Kubla Khan. Quindi qualcosa di più ho capito. Continuo a non capire come interrompere questo poema impedisca la partenza della navicella. Se sono istruzioni di riparazione l’alieno le sa già, se anche fossero istruzioni per la macchina del tempo ormai l’alieno è nel passato. Se invece fosse la possessione potrebbe avere più senso. Probabilmente solo Coleridge può riscrivere il canto ipnotico e Dirk gli toglie con l’ipnosi la possessione aliena, il Kubla non verrà mai fatto e l’alieno non possiederà mai nessuno così anche nel passato Wenton si “libera” della possessione. Può essere come no. La nave a mio avviso l’ha fatta partire di proposito Reg per evitare che qualcuno la trovi dopo aver recuperato Bach. La macchina del tempo non funziona più perchè quando Susan chiama nel passato fa capire alla BT quale sia il guasto e riparandolo rompono la macchina appena torna nel presente.
    My two cents.

Secondo me....

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