Le ho mai raccontato del vento del nord – Daniel Glattauer

Stavo leggendo i Dialoghi di Confucio (o come dice Guzzanti : Combuscio) ma sentivo l’esigenza di qualcosa di più leggero. Tra le mani mi capita questo romanzo come regalo per il compleanno e quindi ho interrotto subito Confucio che può tranquillamente aspettare.

La saggezza ha bisogno di tempo per sedimentare.

Emma Rothner (Emmi), felicemente sposata con un insegnate di piano e con due figli, invia una mail per disdire l’abbonamento ad una rivista ma sbaglia indirizzo e scrive a Leo Leike, psicolinguista appena lasciato dalla fidanzata Marlene (“Dopo cinque anni di un presente senza futuro, ho trovato finalmente l’imperfetto.“). Questo accidentale scambio di corrispondenza diventa in realtà il pretesto per approfondire la conoscenza e iniziare un lungo gioco di seduzione e avvicinamento tra i due, fatto di esitazioni, di slanci, di passione e di dipendenza (ogni storia d’amore è basata sulla dipendenza, alla fine).

Bisogna dirlo, Emmi è un po’ quella che una mia amica definirebbe una “profumaia” una di quelle che te la sventolano sotto il naso, te la fanno odorare e poi col cazzo che te la danno. Leo invece è un succube dietro a questo gioco perso e rincoglionito dai mille profumi che lei gli fa sentire.

Le ho mai raccontato del vento del nord è un romanzo epistolare moderno, dove lo scambio di pensieri e scandito dalle mail e dai suoi “RE” in tempi ed orari imprevedibili. I due protagonisti si stuzzicano inizialmente e si godono la libertà dell’essere protetti da uno schermo che li separa, rispa9788807723131grmiando gli imbarazzi di un incontro fisico. Giocano e si provocano vicendevolmente, scoprendosi un poco per volta, senza renderseno conto, e senza realizzare che , molto probabilmente, erano già nudi uno di fronte all’altro. Quello che parte come un piacevole passatempo diviene, a loro insaputa, un amore travolgente e monopolizzante al punto che entrambi non desiderano nulla più che ricevere una mail dall’altro (“Scrivere è come baciare.” dice Leo) o trovarsi alla stessa ora per brindare davanti allo schermo ognuno da casa sua. Tuttavia sono sempre restii ad incontrarsi, anche se ci provano più volte, perché temono che l’idillio virtuale possa disintegrarsi di fronte ad una realtà deludente. Si amano ma non sanno di amarsi, non riescono a capirlo perché troppo intimiditi dall’assurdità della situazione e dalla distanza (“Per lei io sono solo sesso al telefono, solo senza sesso e senza telefono.” constata Emmi).

Sono due entità virtuali, due anime nude che si sono incontrate in uno spazio etereo ma che sono pur sempre vincolate dall’avvenenza (non raccontiamoci balle, la bellezza esteriore è fondamentale [Siamo tutti un po’ superficiali..] e nel migliore dei casi non è necessario essere avvenenti quanto semplicemente piacere all’altra persona [una grande conquista..]) e dalla fisicità di cui sentono tutta l’esigenza e la spinta passionale (del resto si dicono “L’entusiasmo presupporrebbe che ci si sia almeno guardati negli occhi.“).

Una bellissima e coinvolgente storia d’amore scandita via mail, scritta bene e decisamente molto scorrevole, che solletica in parte la nostra morbosa curiosità a frugare nelle vite degli altri, ormai incentivata all’eccesso da Facebook (che come “Social Network” non ha proprio nulla di sociale [cazzo, morire che si riesca a fare amicizia!!!]) e che fa sperare nella possibilità di riuscire ancora a conoscersi in un mondo in cui la tecnologia è sempre più motivo di separazione piuttosto che di avvicinamento.

Veramente bello e piacevole, una storia sentimentale coinvolgente.

La vicinanza non è la sospensione della distanza, bensì il suo superamento. La tensione non è la mancanza di completezza, ma il continuo aspirare ad essa senza mai perderla di vista.

Daniel Glattauer

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7 thoughts on “Le ho mai raccontato del vento del nord – Daniel Glattauer

  1. A proposito di quest’ultima citazione mi viene in mente una poesia di Pedro Salinas “…prima (…) ti desideravo intero, ora non chiedo più prove, nè alle mani, nè agli occhi.”; è bellissima la sublimazione del fisico, tanto da renderlo superfluo in una relazione, ma in certi casi è accontentarsi e n cercare di crescere.
    Beh, le profumaie n mi sembrano poi tutte pessime 😛

    • E’ un non cercare di crescere soprattutto per i due protagonisti ma allo stesso tempo la paura di perdere l’ideale di una persona per il confronto con la realtà..
      Eh mah, dipende.. 😛

  2. Ciao emporio circolare…ci son finito dentro anche io a questo libro…che per come è costruito ti tiene incollato alle pagine e hai bisogno assolutamente di sapere come va a finire…ma poi, una volta finito, non mi ha lasciato niente…e infatti non sono mai neanche andato a leggermi il seguito…sai che c’è un seguito vero?…perdonami ma mi sfugge il titolo…

    • Ciao! Piacere e benvenuto.. 🙂 Ti tiene assolutamente incollato, hai ragione. Si, ho letto del seguito ma nemmeno io ricordo il titolo. 🙂 Suppongo che dipenda dalle aspettative, è comunque un libro “leggero” e come tale per me è stato solo un pretesto per passare a qualcosa di meno impegnativo.. credo che sia uno di quei libri in cui è bello crogiolarsi nell’atmosfera che creano, finchè dura, ma da cui non ci si possono aspettare grandi risposte “esistenziali” o riflessioni profonde..

  3. “…all’eccesso da Facebook (che come “Social Network” non ha proprio nulla di sociale [cazzo, morire che si riesca a fare amicizia!!!])…:” Chiuso!

    Domani lo cerco in biblioteca 🙂

    Buona domenica

Secondo me....

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