Tempo Vischioso

Bauman mi è sempre stato un poco sui coglioni. Principalmente perché mi dà l’impressione di essere uno di quelli che dopo aver avuto una buona intuizione iniziano ad usarla per qualunque cosa gli capiti a tiro. Amore liquido, modernità liquida, vita liquida, paura liquida, mondo liquido, idraulico liquido e che due palle! Liquide anche loro, probabilmente. Innegabile l’originalità (magari invece l’ha rubato a Camilleri [“La forma dell’acqua“]) delle sue teorie (benché ne abbia incontrato una parte infinitesimale in maniera diretta) però, insomma, dopo un po’ sembra di trovarsi sempre di fronte alla stessa identica cosa.

Ricordo però di aver letto un suo libro (sicuramente su qualcosa di liquido) che nella sua semplicità mi aveva illuminato (l’inutile corso in cui lo davano tra i testi da studiare non è stato completamente inutile). Sostanzialmente Bauman rifletteva sull’importante cambio che è avvenuto nella nostra società rispetto alla rivoluzione industriale. Parlando di quel periodo osservava che le persone non avevano nulla. Si chiamavano ancora proletari perché, tristemente, possedevano solo la loro prole. Da un certo punto di vista però la cosa rappresentava un enorme vantaggio poiché avevano ancora la libertà di poter protestare, di ribellarsi. Tanto erano con il culo a terra, come poteva andare peggio? Era una società in cui i governi non potevano esercitare il loro controllo se non con la forza e l’autorità, ma con questo sistema era impossibile prevenire alcun tipo di ribellione. Anzi, il popolo era esasperato e viveva nella condizione ideale per la lotta, secondo Sunzi (occidentalizzato nel più noto Sun Tzu), il quale diceva . “se si pongono gli uomini in una posizione priva di vie d’uscita, essi non fuggiranno nemmeno di fronte alla morte.

Ed è in questo punto che Bauman fa un’osservazione che per me era stata geniale, benchè banale e semplice (a sentire queste cose spesso viene da dire “Che banalità, avrei potuto dirlo anche io!“, perché certe realtà sono talmente evidenti a tutti da non sembrano grandi scoperte. Ma se nessuno è stato in grado di vederlo prima, benché fosse sotto il loro naso, forse la cosa non è così immediata e scontata come sembra. E’ un po’ come dire : ” Colombo non ha fatto niente, ha solo trovato qualcosa che c’era già!“. Assolutamente vero, ma lui lo ha comunque trovato prima degli altri! [anche se per caso. Le più grandi scoperte si fanno anche così..] E sorvoliamo sul pippotto dei vichinghi che avrebbero scoperto l’America prima di lui..). Bauman pone l’attenzione sul fatto che allo stato attuale la nostra società possieda presupposti diametralmente opposti. Infatti l’autorità viene esercitata non più con la forza, ma con gli oggetti, con le cose. La maggior parte di noi si è ritrovata a possedere molti beni (auto, casa, vestiti, vacanze, mobili, cellulare, computer,.. ) che paga tramite rateizzazioni (“nelle auto prese a rate dio è morto“). Ed è questo il punto cruciale. Si lavora per mantere tutto questo impianto di beni e non si può più protestare. Perché ora abbiamo qualcosa da perdere. E quando hai qualcosa da perdere non ti puoi più permettere di protestare. Ognuno di noi ha un interesse personale che non coincide con quello degli altri. “Divide et impera”, no?

Questo è il vero controllo della società moderna : la sicurezza degli oggetti (tanto per citare i racconti di A. M. Homes [Belli. Evitate il film che è una cagata micidiale]).

E anche in questo caso Sunzi ci vedeva bene e lontano nel dire : “Il meglio del meglio non è vincere cento battaglie su cento, ma bensì sottomettere il nemico senza combattere.

Tutto questo pippotto nasce dal pensiero con cui mi sono alzato questa mattina. Se il nome di Emporio Circolare deriva dall’essermi svegliato ripetendomi questa combinazione di parole ( vedi About ) questa mattina invece mi sono alzato con “Tempo liquido”. Forse durante la notte è venuto Bauman a parlarmi in sogno, fatto sta che mi sono svegliato con questa parola e con l’idea che non viviamo in un tempo agile e adattabile, liquido appunto, ma al contrario vischioso. Come affondare nel miele. Una specie di sostanza densa che si infila in ogni interstizio, lentamente, limitando i movimenti, poco per volta, fino a che non se ne viene circondati in maniera impercettibile.

Ogni nostro movimento non viene ostacolato ma solo rallentato fino all’ottundimento. Non mi riferisco solo alla società in cui viviamo, ma allo stesso trascorrere del tempo che è una sorta di prigione vischiosa, perché intrappola nell’illusione di un movimento fittizio che in realtà non consente i margini di libertà che desideriamo. Del resto, “Vera libertà è potere tutto su sé stessi.” diceva Michel Eyquem de Montaigne. Ma a prescindere dal “tempo vischioso“, questo sta sempre a noi.

Oppure ieri sera ho solo mangiato pesante.

( Non so bene come funzioni ‘sta cosa ma forse per votare questo blog bisogna cliccare nel link qui sotto [non sapevo che fare e mi sono iscritto ad un concorso per blogger di cui non mi sono ben chiari gli scopi e le finalità])

http://www.bigblogexchange.org/blog/762002
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