Videodrome – David Cronenberg

Lo schermo televisivo ormai è il vero unico occhio dell’uomo.. ne consegue che lo schermo televisivo fa ormai parte della struttura fisica del cervello umano.. ne consegue che quello che appare sul nostro schermo televisivo emerge come una cruda esperienza per noi che guardiamo.. ne consegue che la televisione è la realtà e che la realtà è meno della televisione.

Dott. Brian O’Blivion

 Max Renn (James Woods) è il proprietario di una rete televisiva che trasmette programmi violenti e pornografici, la cui occupazione principale è quella di trovarne sempre di nuovi da trasmettere sullavideodrome sua emittente. Casualmente si imbatte in Videodrome, un programma basato su torture e sevizie a persone in cui tutto sembra essere reale (i famosi “snuff movies” in cui omicidi, torture e stupri sono veri [la cui reale esistenza sfiora la leggenda metropolitana anche se, non ci sarebbe da stupirsi poi molto del contrario {dove c’è denaro e potere, ci può essere qualunque richiesta, anche la peggiore.}]) e decide di cercarne l’origine per poterla mandare in onda sulla sua rete.

E qui mi fermo.

Senza frasi fatte del tipo “ma questa ricerca lo porterà a terribili scoperte” o cazzate simili.

David Cronenberg si muove molto bene tra allucinazioni e deliri in un crescendo di tensione che si dipana per tutta la durata del film. Immagini forti per un film del 1982 per nulla penalizzato dal budget ridotto e dall’uso limitato degli effetti speciali. In Videodrome sono i sottointesi e le intuizioni a creare gli stati di tensione e i forti simbolismi di cui è intriso tutto il film, come la fessura che si apre nella pancia di Renn, che lo fa divenire una sorta di videoregistratore programmabile tramite VHS. Nulla di diverso da quanto succede nella realtà, se stiamo a vedere. videoIn base ai programmi o le reti televisive che guardi, la penserai di conseguenza in un certo modo (tuttavia è anche vero che se la pensi in un certo modo, di conseguenza guarderai certi programmi o reti televisive [l’informazione seleziona e forma il pensiero. Ma allo stesso tempo il pensiero seleziona e forma l’informazione.]). Non solo, Cronenberg aggiunge alcune trovate che francamente sono geniali, come la Chiesa Catodica (Cathodic Ray Church) che nutre i barboni con programmi televisivi invece di fornire loro pasti caldi.

I temi del film sono quelli cari a Cronenberg ovvero la contaminazione e fusione dei corpo con la tecnologia, tema che ricorre costantentemente in tutta la sua filmografia dagli albori, fino alle opere più famose come La mosca (stupendo!) e alle più (relativamente) recenti come Crash (di cui in realtà ho solo letto il libro scritto da James Ballard) e che si inserisce a pieno titolo nella corrente Cyberpunk, nel cui ambito Cronenberg risulta uno dei cineasti più attivi (A proposito di Cyberpunk mi viene giusto in mente Tetsuo : The Iron man, film delirante in bianco e nero datato 1989 di Shinya Tsukamoto [ovviamente ho dovuto cercare su internet la dizione corretta], vero cult emblema sulla contaminazione del corpo.) e il tema del controllo e manipolazione mentale ad opera della televisione, di cui la citazione del Dott. O’Blivion è un ottimo esempio. La televisione in questo film è elemento contaminante della pische e del corpo delle persone, come metafora di quanto accade realmente nelle nostre vite. Non solo, probabilmente Croneneberg intendeva anche anticipare la spettacolarizzazione della violenza ad uso dei mass media con cui, in un certo senso, vengono soddisfatte alcune nostre recondite esigenze di sapere morboso del dettaglio macabro nei fatti di cronaca o di richieste sempre più deviate in ambito sessuale (da leggere il sagace e ironico saggio di David Foster WallaceIl figlio grosso e rosso” in cui narra le sue impressioni come corrispondente alla fiera del porno, trovandosi a riflettere sulla reale portata di quanto veniva proposto. Si chiede, ad un certo punto, cosa ci possa essere di sessuale ed eccitante in una fila di uomini che sputano in faccia ad una donna). Esigenze che abbiamo e cerchiamo, oppure che ci vengono “imposte” come modello (per rimarcare quanto detto prima).

Siamo dei supporti programmabili e influenzabili da una stupida scatola luminosa. Ci si ritrova davanti ad uno schermo per guardare quello che lui ci dice e non intorno ad un tavolo per dire quello che pensiamo agli altri e a noi stessi.

Dietro alla televisione noi siamo morti. E’ Videodrome che decide e ci ordina quello che vuole.

Questa è la realtà.

E come dice il Dott. O’Blivion : “Del resto che cos’è la nostra realtà se non la percezione della realtà?

Piccola curiosità : a questo film è ispirato l’albo di Dylan Dog intitolato “Canale 666“.

Videodrome-78222012

Morte a Videodrome, gloria e vita alla nuova carne!

Giudizio in minuti di sonno: Sveglio dall’inizio alla fine. Incredibile. Comunque avendolo visto prima di cena diciamo che era difficile addormentarsi. Anche se mi era capitato di dormire anche al mattino dopo essermi svegliato (“La donna che visse due volte“).

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