Ma come hai fatto a non vederlo?

Oggi passeggiavo per una Milano insolitamente deserta (in realtà essendo domenica mattina è piuttosto ovvio che ci sia poca gente in giro, ma nel mio immaginario è una città caotica e trafficata, quindi mi stupisco nel vedere tutti questi vialoni sgombri [la realtà contraddice sempre] e quasi mi infastidisco [non che la cosa possa dispiacere ad un irrecuperabile misantropo come me, alla fine] perché quando una teoria va a ramengo rimane sempre un po’ di amaro) spingendo il passeggino con dentro la figlia di mio cugino. Una splendida bambina sempre sorridente. Stavo tornando indietro dal supermercato insieme a mio cugino e all’altro suo figlio che invece pedalava come un forsennato (magari non proprio come un forsennato ma andava) sulla sua biciclettina.

Ad un certo punto il bambino passa troppo vicino ad uno di quei paletti in metallo che escono dal cemento (no, non i “cartelli stradali”) e toccandolo con una delle due rotelline finisce per cadere a terra.

Non si fa nulla e ci facciamo tutti una risata.

Suo padre dopo gli chiede:

Questa me la devi proprio spiegare, come hai fatto a non vederlo?

Non l’ho vista perché stavo guardando indietro!

Ora.

Per un adulto è ovvio che si guardi sempre avanti quando si va in bici, si guida o si fa altro. Un bambino si distrae facilmente e può avere una percezione diversa delle cose da fare e del pericolo che si può correre.

Ovviamente..

Ma è realmente così ovvio?

Veramente noi “adulti” (virgolette d’obbligo) non ci guardiamo mai indietro senza correre il rischio di schiantarci contro qualcosa che si dirige verso di noi? E perché a volte lo facciamo benché la cosa sia totalmente stupida e incosciente, in una maniera così palese che in circostanze diverse non prenderemmo nemmeno in considerazione l’ipotesi di un comportamento simile?

E’ questa l’importanza del Kairos (Vedi “Momenti del Kairos“): essere ben concentrati sul presente (presenti nel presente), cogliere il calvo al volo ed evitare i paletti che arrivano in senso contrario.

E ci si risparmiarà il “Ma come hai fatto a non vederlo?” che da bambini non ha un grande effetto (credo, non che ricordi) ma da grandi fa solo sentire terribilmente stupidi.

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Secondo me....

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