Bava di Troll e Fango di Smohork

Qualche post fa (“La polizia brancola nel buio“) dicevo che mi sento come se stessi in mezzo al buio in attesa di aggrapparmi alla prima luce che passa. Forse la situazione è peggiore di quanto pensassi. In realtà sono in un campo a inseguire lucciole come un deficiente (nel mentre magari metto anche le mani dentro un fuoco già che ci sono)  e mi sto perdendo quello spettacolo meraviglioso che è la luna. Che é ancora peggio. Perché significa che le cose ci sono ma sei solo così cretino da non vederle (Forse. Lasciamo sempre qualche dubbio). Mentre andavo ad allenamento un amico mi ha fatto notare che Continua a leggere

Limiti di tolleranza

Ci si rende conto sempre troppo tardi che qualcosa è finito.

E non è quando sei seduto sul gabinetto ad osservare un rotolo di carta igienica esaurita che vorresti fare questa scoperta. Mi ritrovo proprio in quel punto e mi chiedo, come diceva la maglietta di un mio amico, “What would McGyver do?”.

Ormai quando mi chiedono “come va?“, se c’è confidenza, mi prendo il lusso di dire “rasentiamo la merda, ma potrebbe anche andare peggio” anche se non mi è dato immaginare come. Continua a leggere

La polizia brancola nel buio

Questa mattina mi sono alzato incazzato con il mondo.

Ci sono quelle giornate in cui vorresti solo distribuire vaffanculo come biglietti da visita a chiunque ti rivolga la parola. Ma proprio a chiunque. Perché tolleri a malapena te stesso figuriamoci gli altri. La cosa brutta è che tutta questa rabbia si esaurisce nell’arco della giornata e si arriva alla sera spremuti e senza energie. E tutto il nervoso sparisce per fare posto a questo senso di stanchezza vitale difficile da togliere e alla netta sensazione che non si stia andando da nessuna parte, che non ci sia una meta.

Ieri quando sono rincasato ho trovato il mio gatto misantropo Continua a leggere

Le due giornate di Milano (Cinque mi sembravano troppe)

In questo periodo ho un gran bisogno di fuggire e di andarmene lontano, in altri posti. Lontano dall’essermi reso conto che certi lavori non li farei nemmeno per 4000 euro al mese e mi ritrovo a farne uno di questi per molto meno. Però, come mi ripeto di frequente, “potrebbe andare peggio potrebbe piovere“. Così sono partito e me ne sono andato a Milano a farmi un giro per qualche mostra, giusto per obbligare il mio cervello a fare qualche sforzo diverso dal leggere o dormire davanti ad un film.

Mi portano in Piazza Scala – Gallerie d’Italia, la cosa che mi stupisce più di tutte è quella parola che mai si sente dire all’entrata dei musei : gratis. Continua a leggere

Da “Blade Runner” a “Blade Gunner”

Il sottotitolo trito e ritrito avrebbe potuto essere “parabola discendente di un grande campione dello sport” oppure “caduta di un mito” o chissà quale altra frase sentita fino alla nausea ma voglio risparmiarlo, più che altro a me stesso perché detesto le frasi fatte.

Il cattivo gusto del titolo lo devo al “The citizen“, sentiti complimenti, veramente.

Oscar Pistorius è evidentemente colpevole, resta solo da capire Continua a leggere

Dimesso un papa..87

Alla notizia delle dimissioni del papa inevitabilmente due cose vengono subito alla mente : i versi di Dante del III canto dell’Inferno riferiti a Celestino V (“Poscia ch’io v’ebbi alcun riconosciuto, / vidi e conobbi l’ombra di colui / che fece per viltade il gran rifiuto.” ) e il film “Habemus papam” di Nanni Moretti. E non sono stato da meno.

Il collegamento era scontato.

Mi considero ateo Continua a leggere

Potrei essere su Marte

Il mio gatto è irriducibile. Prima o poi gli dedicherò un post (ci sto pensando da alcune settimane, ho già pronto il titolo) perché le sue idiosincrasie meritano di essere raccontate. Sono otto giorni che deve stare in casa con il collarino perché ha preso l’otite e gli acari nelle orecchie e per lui la cosa rappresenta una tortura. Anche per noi. Sono otto giorni che non viviamo. Miagola insistentemente e ripetutamente con la cadenza di un metronomo. Ogni cinque secondi. L’ho cronometrato. A volte aspetta dieci secondi. Ma dopo fa due miagolii di fila per recuperare. Continua a leggere

Ma come hai fatto a non vederlo?

Oggi passeggiavo per una Milano insolitamente deserta (in realtà essendo domenica mattina è piuttosto ovvio che ci sia poca gente in giro, ma nel mio immaginario è una città caotica e trafficata, quindi mi stupisco nel vedere tutti questi vialoni sgombri [la realtà contraddice sempre] e quasi mi infastidisco [non che la cosa possa dispiacere ad un irrecuperabile misantropo come me, alla fine] perché quando una teoria va a ramengo rimane sempre un po’ di amaro) spingendo il passeggino con dentro la figlia di mio cugino. Una splendida bambina sempre sorridente. Stavo tornando indietro dal supermercato insieme a mio cugino e all’altro suo figlio che invece pedalava come un forsennato (magari non proprio come un forsennato ma andava) sulla sua biciclettina.

Ad un certo punto il bambino passa troppo vicino Continua a leggere

Momenti del Kairos

Chiedo venia per lo stupidissimo gioco di parole ma proprio non sono riuscito a farne a meno. Del resto la conversazione tra me e la persona che mi ha parlato di questa figura mitologica greca si era conclusa in questo modo:

A presto, buon Kairos!

– Anche a te! E speriamo che ‘sto Kairos non vada a mettersi dove non è gradito!

A tutti capitano i momenti di idiozia estrema, ora vedo di farmelo passare in fretta.

Il mito greco di Kairos è stato Continua a leggere

Invalidità, Mirò e McCurry

Lo ammetto, invalidità è una parola grossa ma “indisposizione” non mi piaceva, “infortunio” nemmeno e quindi ho scelto “invalidità” (aggiungerei anche “temporanea” [un paio di giorni non di più]).

Dunque, a causa di una leva articolare troppo decisa subita al braccio, durante  l’allenamento di giovedì, ho deciso (in realtà ho il gomito un attimo bloccato e con la scioltezza di robocop, non avevo grandi alternative) che sabato era il caso di stare fermo e non fare nessuno sport. Quindi ho improvvisato e me ne sono andato a fare giornata a Genova con l’intenzione di guardare McCurry e fare due foto.

Alla fine ho visto anche Mirò  Continua a leggere