La banalità dei film sentimentali

Ultimamente ho una gran voglia di guardare film sentimentali o che mi facciano ridere (in questo caso è impresa ardua visto che non rido mai per i film). E questo perché ho realizzato di avere nella mia cineteca solo opere d’autore oppure mattoni maledettamente tristi. Ho bisogno di evasione. Mi ritrovo quindi a guardare film d’amore (a volte anche visti e rivisti) nella speranza di trovarne finalmente uno che mi piaccia ma è veramente difficile perché sono sempre scontati e prevedibili. Finiscono sempre (ovviamente) nello stesso modo: i due protagonisti finalmente innamorati (nonostante avversità di varia natura) si mettono insieme, oppure si lasciano (uno dei due muore, trova un’altra persona) e….non ci sono altre grandi alternative. Forse perché diversamente non sarebbero storie d’amore. Quello che cambia è forse il tono, leggero, tragico, comico o chissà che altro. E quindi mi ritrovo a guardare, Se solo fosse vero, Nick & Norah (entrambi piuttosto insignificanti ma non riesco a non farmeli piacere), Love Actually (molto carino anche se a tratti stucchevole), 50 Volte il primo bacio (altro film trascurabile ma a cui mi sono affezionato), Colazione da Tiffany (per uno che è cresciuto con l’A-Team è veramente difficile guardarlo senza sperare che Paul, inforcando un sigaro in bocca, dica nel finale: << Adoro i piani ben riusciti! >>), L‘altra metà dell’amore (non mi ha convinto molto), I ponti di Madison County (ancora non capisco se la scena in cui Clint si gira di spalle verso Maryl Streep, lasciando intuire di essere in lacrime, sia un sapiente mezzo per dare maggiore drammaticità o semplicemente dovuta alla sua incapacità di piangere [un duro come Clint non può piangere cazzo!Non ha nemmeno i dotti lacrimali uno così!], Love Story (dio che pesantezza), I passi dell’amore, (praticamente come guardare un Love Story banale e insignificante), Le pagine della nostra vita ( Nicholas Sparks è veramente ripetitivo, ma almeno in questo adattamento c’è Ryan Gosling che penso sia sottovalutato da sempre), Provaci ancora Sam (mi ha realmente cambiato la vita e lo riguardo ciclicamente per convincermi che certe scelte, alla lunga [molto alla lunga temo], paghino), Il piano (godibile e originale anche se non mi ha coinvolto molto), Drive (bello. scriverò la recensione appena avrò letto anche il libro [quando la feltrinelli si sarà decisa a spedirmelo], La donna che visse due volte (il livello è altissimo, la recensione è qualche post prima), O Ti spogli o ti denuncio (un Peter Seller in un film poco conosciuto ma che ho apprezzato. Voleva essere forse una commedia ma è diventato un film malinconico), Serendipity (mi è piaciuto, ma perché cazzo complicare le cose in questa maniera?) [si potrebbe andare avanti per ore e ore ma mi fermo] pensando a quanto siano prevedibili.

La verità forse è che sono banali perché tutte le storie d’amore sono banali. Ed è un dato di fatto reale. Non deve succedere nulla di più di quello che normalmente accade in questi film, magari si trovano svolgimenti diversi, ma il nucleo è sempre lo stesso. Nella finzione quello che fa la differenza è la sapienza nel raccontare una storia, nella realtà, quello che veramente le rende speciali è il fatto che siamo noi a viverle. Il fatto che ci siamo dentro e proviamo tutta una serie di sensazioni che, bene o male, ci trasciniamo dietro.

Per questo non troverò mai un film sentimentale che non mi risulti banale o scontato : perché alla fine è ben a quel punto che bisogna arrivare e perché non ci si può aspettare nulla di diverso.

In realtà, c’è un film che mi aveva stupito a suo tempo, anche se, era piuttosto ovvio come sarebbe andato a finire.

Shrek

Eh già.

Era ovvio che Fiona e Shrek si sarebbero messi insieme (il lieto fine è sempre imprescindibile) ma quello che più avevo adorato era il fatto che per una volta non c’era un attore o personaggio bello, figo, il principe azzurro (La bella e la bestia non conta. Lui era brutto ma diventa comunque bello) ma un orco. Fino alla fine, ormai abituato alla banalità del mulino bianco, mi aspettavo che lui sarebbe diventato umano (e non ce n’era motivo visto che la maledizione non pendeva su di lui, però mi aspettavo qualche escamotage dell’ultimo minuto, qualche pozione o intruglio, che so). Invece accade (per me) l’imprevedibile : diventano entrambi due orribili (per modo di dire, a me Fiona è sempre piaciuta) orchi (vi ho rivelato il finale, ma se ancora non l’avevate visto il problema è vostro, siete dei disadattati, scusate eh).

Allora mi sono chiesto: era veramente necessario che diventasse umano? Si può amare anche da brutti, no? Perchè forse, alla fine, quello veramente necessario è solo essere brutti insieme.

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One thought on “La banalità dei film sentimentali

  1. a parte il fatto che pure Adam Sendler di “50 volte il primo bacio” proprio non è questa gran bellezza, altro che l’orco…
    Il bello di questi film, quello che spesso rapisce, almeno ad una prima visione, è l’epicità che permea tutto l’ambiente da un certo punto in poi, perchè tutti fanno cose mirabolanti per preservare il/ la proprio/a amato/a. Il bello di Shrek e Fiona è che non nascondono quella che è la difficoltà estrema della quotidianità: non divergono tra draghi e cattivi ma nel gestirsi nella vita di tutti i giorni, si perdono, e nell’ultimo addirittura si riuniscono per il rotto della cuffia, anzi, non sono nemmeno sicuri di potersi ritrovare. Ecco perchè è un film d’amore completo, perchè nonostante le realtà parallele non si dimenticano.

Secondo me....

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