Le leggi di Murphy applicate alla colazione del mattino

Esistono diverse formulazioni delle leggi di Murphy ma sostanzialmente recitano tutte che se una cosa può andare male, lo farà (quelle tragiche che andrà anche peggio). Si viene spesso additati come inguaribili pessimisti se si tirano in ballo le leggi di Murphy e in effetti difficilmente si può sostenere il contrario. Tuttavia detesto chi ti dice di guardare il bicchiere mezzo pieno. Io lo vedo già mezzo pieno. Ma di merda. Pure non mia. E comunque avevo ordinato un’altra cosa. Qualcuno diceva che l’ottimista è solo un pessimista male informato (io l’ho sentito dire da Leo Ortolani in Venerdì 12, non mi resta che scoprire chi lo abbia detto a lui) e la penso sostanzialmente in questo modo. Ma con un filo di rassegnazione, che però non mi rende infelice, ma sereno e consapevole. Dopo un primo momento di panico mi rendo conto che era tutto inevitabile. E a quel punto non puoi fare altro che rimboccarti le maniche e darti da fare. Quel che è successo è successo e pazienza. A volte si vorrebbe arrivare più preparati di fronte agli eventi, ma non sempre c’è l’occasione. Alla fine di tutto, che tu stia galleggiando nella merda o nell’acqua fa poca differenza, l’importante è nuotare. Come si suol dire, “fare buon viso a cattivo gioco” anche se tu, a quel gioco, vorresti sfondargli le gengive a calci.

Tornando alle leggi di Murphy (che per inciso mi hanno preparato alla vita e temprato nelle delusioni, anche se un approccio meno sfortunato avrebbe sicuramente giovato [mah, boh, non so]) credo che siano puro realismo e abbiano molto più valore di qualunque legge matematica e della fisica. La fetta di pane cade veramente dalla parte imburrata (risparmiatemi i pippotti per dire che cade da quella parte perché è più pesante, perché cade ad un’altezza media [intravisto su wikiepedia senza approfondire], perché al mattino hai i riflessi di un bradipo morto da decenni e qualunque altro spiegone. E’ solo una cazzo di metafora. Non stiamo sempre lì a dire, fare, spiegare..).

Tutto questo per arrivare al seguente aneddoto:

Una mattina stavo farcendo di marmellata la mia bella fetta biscottata e (ovviamente) questa mi cadde in terra. Ma non dalla parte della marmellata. Un miracolo. Le leggi di Murphy sbagliavano allora. Quella doveva essere una giornata fantastica, una di quelle in cui la fortuna non solo ti bacia, ma flirta con te e forse vuole anche dell’altro. Quelle in cui tutto è possibile. Quelle in cui sei padrone del mondo. Quelle in sostanza che non capitano mai e se capitano, sicuramente non a te perché tu sei impegnato a fare altro e probabilmente nemmeno per colpa tua.

Raggiante raccolgo orgoglioso la mia fetta biscottata meditando su quanto di buono poteva aspettarmi nel resto della giornata e accade l'(im)prevedibile :

la fetta si sbriciola in pezzi PICCOLISSIMI che cadono TUTTI dalla parte della marmellata.

Se una cosa può andare male, andrà sicuramente peggio.

Murphy Docet.

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2 thoughts on “Le leggi di Murphy applicate alla colazione del mattino

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