Reminiscenze di un venditore riluttante

Girare non mi piace e non amo in particolar modo la ricerca del contatto umano. Specialmente di umani che non desidero conoscere o con cui non prenderei nemmeno un caffè. Ma me ne sto facendo una ragione e tutto sommato cerco di convincermi che mi serve per diventare più spigliato e meno scontroso.

E devo comunque violentarmi per farlo.

Non lo dirò mai abbastanza.

Il vantaggio è che si ha la possibilità di fare tante conoscenze (che per un solitario è un vantaggio piuttosto relativo). Però nel mucchio ho avuto l’onore di incontrare persone che veramente meritano il massimo rispetto. Persone che lottano ogni giorno, sul serio. Persone dotate di umanità, quella cosa strana che ormai andiamo perdendo (“Amo l’umanità è la gente che non sopporto” Charles M. Schultz) e che mi infondono un senso di rispetto ma allo stesso tempo di impotenza, perché se sono tante le cose che non mi vanno e che vorrei cambiare o veder cambiate, è anche vero che non si sa da dove partire o a volte non ci si può far niente. Qualcuno, come al solito, potrà obbiettare “..O non si vuole!”. E’ vero, a volte non si vuole, ma a volte non c’è proprio un cazzo da fare.

Come al solito, sto divagando.

Volevo solo dire che da una parte ci sono gli umani e dall’altra ci sono sempre loro: i casi umani (volevo dire gli imbecilli, che andrebbe comunque bene per quello che andrò a raccontare, ma non volevo essere scurrile porca di quella puttana miseria) e nel porta a porta se ne incontrano di fenomenali. Questo risale all’anno scorso e ogni tanto ci ripenso perché ancora non riesco a capacitarmene.

Al tempo vendevo telefonia (Eh, già..) ed entro in questo negozio per presentare le tariffe. Mi accoglie questa ragazza con i capelli lunghi, un poco più alta di me. Mi presento, parlo un attimo delle offerte e le lascio la parola. Mi risponde che ovviamente non le interessa che è già a posto (sono sempre tutti a posto, non c’è il titolare, ecc… ma anche giustamente!  Anche io invento scuse quando mi telefonano a casa: – Si occupa lei della telefonia? – No – Quando posso trovare la persona che se ne occupa? – Dopo le dieci di sera [chiamami se hai il coraggio!] / – E’ maggiorenne? – No/ – Sono già della vostra compagnia [tanto loro non lo sanno] e così via).

Le mie vendite non andavano molto bene, vuoi per qualche insicurezza e vuoi per sfiga perché trovavo sempre persone che spendevano un poco meno dell’offerta di punta il che, anche con dei servizi in più, rendeva tutto piuttosto complicato.

Comunque le chiedo quanto spende.

Mi risponde.

Dentro di me si  aprì un sorriso enorme e il mio mini-me saltava di gioia. Spendeva il doppio di quello che potevo offrirle io! Era fatta! Finalmente riesco a portare qualche soldo a casa (ovviamente ero a provvigione)! Capisco sui risparmi risicati, ma questa spendeva veramente un sacco!

Allora tutto trionfante le faccio notare il risparmio e mi sento già in tasca i cinquanta  euro (che poi li erano?) per quel contratto.

Invece lei mi guarda e mi dice

Eh, ma quando l’anno scorso abbiamo guardato le offerte abbiamo visto che questa che abbiamo era la più conveniente.

Prontissimo le faccio notare che, ovviamente, nell’arco di un anno possono succedere tante cose e che quello che gli propongo io è più conveniente ancora. Lei mi guarda e mi dice

Eh, ma quando l’anno scorso abbiamo guardato le offerte abbiamo visto che questa che abbiamo era la più conveniente.

(Si, ho capito. Ma, nel senso, le cose cambiano no?

E’ quasi come dire “No, io non uso la macchina perché da quando ho la bicicletta vado meglio che a piedi.” Cioè, CHE CAZZO VUOL DIRE?? CHE SENSO HA?)

Me lo ripete ancora una volta e mi lascia talmente basito che non so più cosa dire. La totale mancanza di logica della sua risposta mi lascia a terra disarmato. Sui ragionamenti posso giocare a braccio di ferro ma se ho un deficiente davanti dichiaro resa.

Non mi capacito di aver perso una partita vinta (o con ottime possibilità oggettive).

E nemmeno la mia responsabile se ne capacita.

Infatti mi intima di ritornarci.

E ci ritorno.

Stessa scena. Le ribadisco che risparmierebbe e lei mi risponde

Eh, ma abbiamo visto che già con quella che abbiamo risparmiamo già molto rispetto alla precedente.

(COSA CAZZO VUOL DIRE?) Se hai la possibilità di guadagnare ti fermi perché hai guadagnato troppo??)

Cerco gentilmente di dire che, si, va bene, ma si può dimezzare ulteriormente. Di tutta risposta lei mi dice

Eh, ma abbiamo visto che già con quella che abbiamo risparmiamo già molto rispetto alla precedente.

Sto parlando con una deficiente e non me ne sono accorto.

E per giunta perseverante.

Capiamoci.

A me sta bene che io possa non piacerti, che tu non ne abbia voglia, che non te ne freghi niente, che la telefonia ti stia in culo (anche a me, per inciso). Nel senso, puoi avere tutti i motivi di questo mondo per mandarmi a cagare, ti capisco, anche a me non piacciono i rompicoglioni (benché per mancanza di alternative abbia dovuto e debba attualmente farlo) ma, porca puttana, come cazzo fai a ragionare in questo modo?

Perché mi devi prendere per il culo? Almeno mi avesse detto “In effetti risparmio ma non voglio cambiare”.

Resa incondizionata.

Non ci torno più. Anche perché ho il terrore che passandoci una terza volta mi dica..

Non lo so, non riesco nemmeno ad immaginarlo.

Ed è una buona cosa.

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